CIM IN TUNISIA: DOPO LA STAGIONE DEGLI ATTENTATI SPAZI DI BUSINESS E MODERNIZZAZIONE

CIM IN TUNISIA: DOPO LA STAGIONE DEGLI ATTENTATI SPAZI DI BUSINESS E MODERNIZZAZIONE

ROMA\ aise\ - La Tunisia si lascia alle spalle la stagione degli attentati e cerca di riconquistarsi un futuro. I segnali degli ultimi mesi, infatti, permettono di lasciarsi andare a un cauto ottimismo.Il governo tunisino ha obbligato gli alberghi a dotarsi di telecamere di sorveglianza, di vigilantes e di metal detector. Misure di sicurezza sono state disposte anche nelle spiagge.
Località come Sousse e Hammamet sono dunque state riabilitate dai ministeri degli Esteri dei principali Stati europei, che avevano seminato l'allarme per i viaggi in Tunisia dopo il funesto 2015. E i turisti cominciano a tornare.
Rispetto al 2016, lo scorso anno il flusso degli italiani è tornato a crescere, un buon più 19 per cento. In crescita anche francesi e inglesi. Ma il vero boom arriva dall'Est: i russi stanno puntando proprio alla Tunisia dopo la frenata delle relazioni commerciali con Il Cairo e Ankara a causa degli attentati al charter diretto da Sharm el Sheik a San Pietroburgo e all'aereo russo abbattuto dai turchi nel 2015. Numerosi anche gli ucraini, oltre ai vicini algerini e libici.
Insomma, la Tunisia torna a essere una realtà molto interessante non solo per i turisti, ma anche per gli imprenditori, interessati in particolare ai settori agroalimentare, turistico e dell'edilizia.
Oltre alla tradizionale presenza dei francesi, sono gli imprenditori inglesi e italiani a crescere di numero. E, di recente, persino i giapponesi si affacciano con più frequenza sulle sponde meridionali del Mediterraneo: nei giorni scorsi il capo del governo tunisino, Youssef Chahed, ha ricevuto il direttore dell’Agenzia del Giappone per la cooperazione internazionale (Jica), Shinichi Kitaoka, per una serie di importanti progetti che vedranno numerosi imprenditori nipponici investire nel Paese nordafricano.
Sul fronte italiano, una delegazione di imprenditori coordinati dalla Cim, la Confederazione degli italiani nel mondo guidata da Angelo Sollazzo, ha incontrato l'ambasciatore Raimondo De Cardona e una serie di autorità locali per aprire occasioni di business in Tunisia.
Del gruppo hanno fatto parte, tra gli altri, Stefano Giuffredi, ceo di Renergetica Usa Corp, multinazionale operante nelle energie rinnovabili, settore dove si stanno aprendo interessanti spazi nel Nord Africa, l'imprenditore Aldino Albertelli, presidente della multinazionale Acell, multinazionale leader nella produzione di pannelli in materiale espanso presenti anche nei capitolati della Nato, il sindacalista d'impresa Domenico Mamone, presidente dell'Unsic, organizzazione imprenditoriale già presente in dodici Paesi nel mondo ed intenzionato ad avviare servizi rivolti alle imprese e patronati anche in territorio tunisino.
Il gruppo di imprenditori italiani, guidati dell'industriale Bruno De Angelis, delegato Cim in Tunisia, ha incontrato tra l'altro i vertici della società Comete, multinazionale di consulting e engineering tunisina a partecipazione statale, il senatore Andu Vehi, l'imprenditrice Rym Ben Sedrine, esperta di commercio internazionale in particolare nel settore agroalimentare e rappresentanti del ministero del Commercio estero e della Camera di commercio di Tunisia.
“Pur con tutte le problematiche congenite, la Tunisia sta facendo passi in avanti nell'istruzione media, nell'accesso al finanziamento e soprattutto nella capacità di innovare – spiegano Sollazzo e Mamone. “La spinta alla modernizzazione crea ottime opportunità nell'edilizia e nella realizzazione di infrastrutture, mentre la crescita qualitativa dell'agricoltura apre spazi all'interscambio”. (aise)

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