CONFINDUSTRIA BULGARIA INTERVISTA ALL'AMBASCIATORE D'ITALIA STEFANO BALDI

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SOFIA\ aise\ - In occasione dell’inaugurazione della mostra “Identità tra segno e colore”, visitabile fino al 14 aprile presso la galleria dell’Accademia Nazionale di Belle Arti di Sofia, l’Ambasciatore Stefano Baldi ha ringraziato tutte le Istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione della mostra, che rappresenta una felice occasione di incontro tra Italia e Bulgaria, data anche dalla concomitanza con un’altra mostra, “Saluti da… Italia e Bulgaria”, presso i locali dell’Istituto di Etnologia e Studi folklorici del Museo Etnografico dell’Accademia Nazionale delle Scienze di Sofia.
“La mostra “Identità tra segno e colore” – ha ricordato nel suo discorso l’ambasciatore - è un’esposizione di arte contemporanea che fa trasparire una forte unione tra Italia e Bulgaria, che ci aiuta ad apprezzare ulteriormente la nostra condizione di cittadini Europei. Cittadini di un’Unione che comprende diverse identità, culture e tradizioni. Unione è anche la parola chiave del motto scelto dalla Bulgaria per il semestre alla Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea “L’Unione fa la forza”. Unione che è strettamente legata al concetto di identità, tema molto presente nella mostra e nelle opere presentate, tramite l’uso dei tre colori bianco, rosso e verde, che caratterizzano l’identità nazionale di entrambi i Paesi, in quanto presenti nelle rispettive bandiere. Sono tre colori che nelle opere sono stati interpretati in modo diverso dagli artisti italiani e bulgari, creando mondi, visioni e stili differenti, mostrando al contempo le diversità e le somiglianze di approccio nell’uso delle tecniche e nella realizzazione delle opere. Noi italiani, per riferirci al tricolore, diciamo “bianco, rosso e verde”, non rispettando quindi l'ordine dei colori della nostra bandiera che è "verde, bianco e rosso". In Bulgaria, invece, nel riferirsi alla propria bandiera, si dice correttamente "bianco, verde e rosso". Ecco dimostrato, da questo piccolo esempio, come le sensibilità linguistiche e culturali possono essere differenti, pur riferendosi allo stesso concetto (la bandiera) e agli stessi colori”.
“La mostra – ha detto invece il direttore dell’IIC di Sofia, LuifinaPeddi - si colloca all’interno del semestre della Presidenza Bulgara del Consiglio dell’Unione Europea e rappresenta una magnifica occasione di incontro tra i nostri Paesi e non sarebbe stato possibile realizzarla se il Prof. NikolayDrachev, Rettore dell’Accademia Nazionale di Belle Arti di Sofia, non si fosse dimostrato così entusiasta della proposta, al punto da indire un progetto per i suoi allievi, istruendoli sui temi di identità e unione. Gli artisti sanno interpretare concetti e sentimenti con mezzi diretti e colpire l’animo delle persone trasmettendo messaggi e creando bellezza. Il nucleo centrale della mostra non solo sottolinea l’identità nazionale di entrambi i nostri Paesi, ma esprime anche un forte orgoglio di appartenenza nazionale ed Europea. Siamo cittadini Europei, siamo diversi fra noi e dobbiamo interrogarci su quali siano i punti che ci accomunano e quali le differenze che ci separano. Si tratta di elementi che devono essere conosciuti per essere capiti e apprezzati”.
A margine, l’ambasciatore ha anche rilasciato un’intervista a “Confindustria Bulgaria”. La riportiamo di seguito.
D. Ambasciatore, in occasione dell’evento “Identità tra segno e colore”, ci può dire che tipo di dinamiche relazionali si sono create fra la nostra Ambasciata e il nostro Istituto di Cultura con le Istituzioni Culturali bulgare?
R. Questo evento, come tanti altri organizzati dall’Istituto Italiano di Cultura a Sofia, si inserisce in un contesto di promozione e di consolidamento della conoscenza del nostro Paese, che portiamo avanti da sempre con molto impegno attraverso tutte le istituzioni che sono presenti qui in Bulgaria, tra cui ICE, Confindustria Bulgaria, Camera di Commercio: uno sforzo comune di tutto il Sistema Italia.
D. Quali sono i risultati che l’Ambasciatore si aspetta?
R. L’Italia è un Paese molto noto e apprezzato qui in Bulgaria. La nostra priorità non è solo quella di far conoscere ulteriormente la nostra cultura e le nostre tradizioni, ma vogliamo impegnarci per mantenere e consolidare la nostra posizione e la nostra positiva immagine qui in Bulgaria. Ciò significa cercare di mostrare aspetti della cultura italiana non necessariamente così noti ai bulgari, sottolineando le nostre capacità; le capacità di un Paese che non si ferma, ma che si adatta ad un mondo in continua mutazione e cambiamento. In questo senso da parte nostra vogliamo mostrare anche gli aspetti della nostra cultura più innovativi, quelli legati alla contemporaneità, proprio come nel corso della mostra “Identità tra segno e colore”.
D. Dal punto di vista dell’Ambasciatore d’Italia, come si inseriscono queste iniziative nel contesto dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2019, che vedrà protagoniste proprio una città italiana, Matera, e una bulgara, Plovdiv?
R. Siamo in un Paese fortunato perché possiamo investire non solo su un unico settore, come potrebbe essere quello gastronomico o archeologico, ma possiamo mostrare a tutto tondo la bellezza della nostra cultura che permea molti settori. L’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2019 diventa quindi una magnifica possibilità di unione fra Italia e Bulgaria che consentirà di far conoscere al meglio l’Italia nel suo complesso. In questo è particolarmente apprezzata l’azione del nostro Ministero degli Affari Esteri che cerca di utilizzare in modo coerente e focalizzato tutti gli anniversari e date importanti, concentrandosi su precise tematiche che servono per garantire un’azione di promozione dell’Italia a livello globale. Un ottimo esempio è la Giornata del Design Italiano nel Mondo, che ha permesso di avere ottimi risultati sul piano della comunicazione e della visibilità anche qui in Bulgaria”. (aise) 

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