CONSOLATI IN VENEZUELA: DI STEFANO RISPONDE A DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI)

CONSOLATI IN VENEZUELA: DI STEFANO RISPONDE A DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI)

ROMA\ aise\ - “In controtendenza rispetto al resto delle strutture consolari in America Latina, proprio al fine di rispondere alle pressanti esigenze della numerosa collettività residente in Venezuela, l'Amministrazione si è avvalsa di misure di rafforzamento delle risorse umane per consolidare i servizi consolari in Venezuela”. A confermarlo è stato il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano che mercoledì, in Commissione Affari Esteri, ha risposto all’interrogazione in cui il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove chiedeva se la Farnesina intendesse “aumentare le risorse a favore della rete consolare italiana in Venezuela”.
Nel suo intervento, Di Stefano ha pure annunciato che il disegno di legge di bilancio 2019 prevedrà appositi stanziamenti per l'assunzione di personale, amministrativo e diplomatico, per rafforzare la rete diplomatico-consolare.
Entrando nel merito dell’attività dei consolati in Venezuela, Di Stefano ha segnalato che “per il rilascio di passaporti, l'attività dei due Consolati di Caracas e Maracaibo è effettivamente sensibilmente aumentata per venire incontro ai disagi dei connazionali dovuti alla crisi venezuelana. In particolare, i passaporti rilasciati dal Consolato Generale a Caracas alla data del 22 ottobre 2018 sono stati 14.640, con un aumento del 45 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017. Per quanto invece riguarda il Consolato a Maracaibo, i passaporti rilasciati nel 2018 sono stati 1.471, con un aumento del 5 per cento. Si tratta di risultati importanti, tanto più alla luce delle difficoltà di organico, con 23 unità complessivamente in pianta organica nel Consolato Generale a Caracas nel 2018 e una sola persona disponibile per il settore nel Consolato a Maracaibo”.
“Inoltre, - aggiunge – nell'ottica di favorire i connazionali residenti in aree distanti dalle due citate sedi, il Vice Consolato onorario di Porlamar e l'Agenzia Consolare onoraria di Barinas (entrambi dipendenti dal Consolato Generale a Caracas) sono stati dotati di due dispositivi mobili per la rilevazione delle impronte digitali e l'invio telematico agli uffici consolari per il rilascio del passaporto. I connazionali residenti nelle predette aree possono dunque ora recarsi presso gli Uffici onorari per la richiesta di passaporto, senza affrontare il viaggio fino al Consolato di riferimento. I dati vengono successivamente inviati telematicamente al Consolato, che procede all'emissione e all'invio postale del passaporto. In entrambi gli Uffici consolari, oltre al sistema informatico di prenotazione on line, vengono accettate moltissime istanze presentate via e-mail o telefonicamente per casi di comprovata urgenza”.
“Con notevole sforzo organizzativo – ha sottolineato il sottosegretario – i passaporti vengono rilasciati a vista e il Consolato Generale a Caracas ha avviato da settembre anche un sistema di apertura al pubblico nelle giornate di sabato per consentire ai connazionali ulteriori opportunità per presentare le proprie istanze”.
Sul fronte cittadinanza, ha aggiunto Di Stefano, “al 30 settembre 2018 sono state evase 1.051 pratiche di cittadinanza da parte del Consolato Generale a Caracas e 342 dal Consolato a Maracaibo. Si segnala inoltre che a Caracas non vi sono al momento arretrati, mentre la situazione è più difficile presso il Consolato a Maracaibo, dove ai compiti di riassorbimento dell'arretrato, trattazione degli affari correnti e copertura del relativo servizio di sportello è attualmente applicata una unità di personale”.
Il Consolato Generale a Caracas “ha inoltre registrato 2.501 atti di nascita nei primi nove mesi del 2018 (+29 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017) e 4.579 nuove iscrizioni AIRE (+77 per cento rispetto allo stesso periodo del 2017)”.
Riferendosi al potenziamento degli organici, Di Stefano ha prima ricordato che “la Farnesina è stata interessata nel corso dell'ultimo decennio da una pesante riduzione del personale di ruolo, che ha in particolar modo riguardato le unità appartenenti alle Aree Funzionali, ridottesi di oltre il 30 per cento rispetto al 2006”, spiegando che “ciò ha determinato una crescente difficoltà ad assicurare un livello di servizi adeguato alle esigenze dei cittadini e delle imprese all'estero (es. cittadinanza, visti, passaporti, sicurezza). La conseguente crescita dell'età media del personale di ruolo (che si attesta attualmente sui 56 anni) aggrava ulteriormente tale situazione, considerati l'estensione geografica della nostra rete estera e quindi il fatto che i dipendenti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sono chiamati a prestare servizio in aree geografiche spesso caratterizzate da rilevanti difficoltà ambientali, rischi sanitari e condizioni di sicurezza precarie. La carenza di personale necessario per il corretto funzionamento delle nostre strutture all'estero, sia sotto il profilo consolare che amministrativo-contabile, è quindi al momento preoccupante”.
Tuttavia, ha precisato il sottosegretario, “in controtendenza rispetto al resto delle strutture consolari in America Latina, proprio al fine di rispondere alle pressanti esigenze della numerosa collettività residente in Venezuela, l'Amministrazione si è avvalsa di misure di rafforzamento delle risorse umane per consolidare i servizi consolari in Venezuela. Si è trattato nello specifico dell'assegnazione di una unità in più per quattro mesi presso il Consolato Generale Caracas e di una unità in più per sei mesi presso il Consolato a Maracaibo; della messa in pubblicità straordinaria di un posto di “copertura prioritaria” per Caracas e di un analogo posto di “copertura prioritaria” per Maracaibo” e, infine, “dell'autorizzazione ad assumere quattro unità a contratto presso il Consolato Generale a Caracas e tre unità a contratto presso il Consolato di Maracaibo”.
Nella sua replica, il deputato si è dichiarato “parzialmente soddisfatto della risposta del Governo che denota attenzione alla tematica ma allo stesso tempo un'assunzione di responsabilità inferiore alle aspettative e non adeguata alla dimensione del problema. Il Venezuela sta vivendo un'emergenza umanitaria di enormi dimensioni, tale da indurre molti connazionali a fuggire dal Paese: i numeri delle richieste di passaporti esigerebbero l'invio da parte del cosiddetto “Governo del cambiamento” di una vera a propria task force per gestire tale emergenza, nonché per riaffermare la credibilità del nostro Paese nel contesto, più ampio, dell'America Latina”. (aise) 

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