GLI STRAORDINARI RISULTATI DEI RICERCATORI ITALIANI

GLI STRAORDINARI RISULTATI DEI RICERCATORI ITALIANI

ROMA – focus/ aise – È sempre motivo di orgoglio venire a sapere di qualche italiano che ottiene riconoscimenti nel mondo. Questa settimana in particolare, due sono le notizie di assoluta rilevanza che coinvolgono ricercatori italiani. Due settori completamente diversi, eppure accomunati dalla necessità di essere supportati dalla scienza: astrofisica e arte.
Partendo da quest’ultimo ambito, i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), sono volati al Norwich Castle Museum, Inghilterra, per lavorare al famoso dipinto commissionato a un pittore fiammingo nel diciassettesimo secolo da Sir William Paston, intitolato per l’appunto “The Paston Treasure”.
Utilizzando per la prima volta nella storia uno scanner a raggi X chiamato Landis-X, i ricercatori italiani hanno fatto una straordinaria scoperta: nascosta per quasi quattro secoli, è apparsa una figura femminile non visibile a occhio nudo, perché coperta dopo essere stata dipinta.
La scoperta è stata fatta durante i lavori di restauro in vista di una mostra che si è aperta sabato. “Nonostante le dimensioni importanti del dipinto, la tecnica di imaging real-time dello scanner mobile LANDIS-X ha permesso di documentare compiutamente l’opera” spiega Claudia Caliri dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN. “Attraverso le immagini delle distribuzioni elementali ottenute durante le misure è stato possibile conoscere la natura dei pigmenti impiegati dall’artista e studiarne il suo processo creativo”.
“LANDIS-X è l’unico sistema mobile di fluorescenza X a scansione ultra-rapida basato su tecnologia real-time, in grado di fornire dal vivo a conservatori e storici dell’arte, le immagini della distribuzione dei pigmenti sulla superficie pittorica ad elevatissima risoluzione (fino a 30 micron)”, afferma Paolo Romano del CNR-IBAM, ideatore dello scanner e responsabile delle misure MA-XRF sul Paston Treasure. “I risultati ottenuti hanno consentito di studiare il processo pittorico dell’artista itinerante olandese e di verificare lo stato di conservazione dell’opera”.
Le immagini fornite dai ricercatori hanno permesso una ricostruzione completa di tutti gli strati pittorici e restituire l’opera alla sua originale composizione. “Queste straordinarie immagini realizzate dai ricercatori italiani ci hanno consentito di ricostruire completamente tutti gli strati pittorici e riportare alla luce la composizione originale. Le immagini evidenziavano i dettagli pittorici di una donna, come il viso, il fatto che portasse un vestito rosso e un’acconciatura dei capelli ornata da foglie decorative” sottolinea Francesca Vanke, Conservatrice e curatrice delle arti decorative al Norwich Castle Museum. Ci sono diverse ipotesi sulla donna nascosta nel dipinto, potrebbe ritrarre una persona reale o una figura allegorica o entrambe. Se si trattasse di una persona realmente esistita la candidata più probabile è Lady Margaret Paston, seconda moglie di Sir William Paston il committente del dipinto.
Passando all’altro ambito, invece, è di pochi giorni fa la notizia della scoperta dell’ultima fetta di materia ordinaria nell'Universo. Dopo 20 anni di ricerca, sono stati infatti trovati i barioni mancanti, che permettono di completare quel 5% di universo da noi conosciuto.
La scoperta è stata realizzata grazie all'osservazione più lunga mai realizzata di un singolo quasar da parte del telescopio XMM-Newton dell'Esa.
Il team internazionale che ha condotto la ricerca, guidato da Fabrizio Nicastro dell'Inaf di Roma, ha pubblicato i suoi risultati sull'ultimo numero della rivista Nature. "Le nostre osservazioni, giunte dopo diciotto anni di incessanti tentativi da parte di diversi gruppi di ricerca nel mondo, hanno finalmente individuato la materia ordinaria mancante dell'Universo" afferma Nicastro, primo autore dell'articolo. "La materia che abbiamo trovato è esattamente nella posizione e nella quantità predette dalla teoria, quindi possiamo dire di aver risolto uno dei più grandi misteri dell'astrofisica moderna: quella dei barioni mancanti", conclude il ricercatore. (focus\ aise) 

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