MOAVERO AI CONSOLI: SIETE LA NOSTRA PUNTA DI DIAMANTE

MOAVERO AI CONSOLI: SIETE LA NOSTRA PUNTA DI DIAMANTE

ROMA\ aise\ - Una foto di gruppo folta e allegra, prima di chiudere la due giorni di conferenza alla Farnesina. I consoli italiani hanno atteso l’arrivo del ministro degli Affari Esteri, Enzo Moavero Milanesi, intervenuto oggi alla giornata conclusiva della Conferenza dei Consoli italiani nel mondo. Con loro, a scattare la foto ricordo, anche il viceministro Emanuela Del Re, i sottosegretari agli Affari Esteri Ricardo Merlo e Manlio Di Stefano e il direttore generale Luigi Maria Vignali. Tutti in posa e poi di ritorno in Sala Conferenze Internazionali per ascoltare Moavero.
“È il momento di passare all’azione”. Questo il messaggio che il ministro ha voluto lanciare ai consoli, con il quale ha preso anche un impegno: che la loro conferenza si tenga “al più tardi ogni tre anni”.
Moavero ha più volte sottolineato quanto “incredibile” sia che la Conferenza dei Consoli, che si è aperta ieri al Quirinale con l’incontro col presidente Mattarella, si sia tenuta a 16 anni di distanza dalla precedente. “16 anni senza incontrarsi, senza scambiarsi opinioni”, ha osservato. Eppure il mondo di oggi è assai diverso da quello che c’era nel 2002! Questa dunque La “prima decisione operativa” presa al termine di una due-giorni importante, ha tenuto a ribadire Moavero, perché “occasione di scambio di opinioni vivace, di riflessioni e di proponimenti”. Giornate che, ha aggiunto, “hanno senso se alla riflessione fanno seguito delle azioni pratiche”, che “risolvano problemi e dimostrino a ciascuno che si è fatto tesoro di ciò che si è constatato”.
“È ora di passare all’azione” e Moavero si aspetta dalla Direzione Generale, insieme al Maeci, e da ciascuno di voi un impegno a migliorare la situazione che abbiamo trovato”.
Il ministro si è poi detto “profondamente convinto” che la funzione dei consoli sia “prioritaria ed essenziale”, perchè, ha spiegato, “voi siete il primo e più frequente elemento di contatto degli italiani all’estero con la madre patria”. “Voi”, ha incalzato, “siete per la pubblica amministrazione del Maeci la punta di diamante nei confronti del cittadino, che è il destinatario ultimo dell’esistenza stessa dello stato democratico”.
Ministero e Consolati si trovano oggi davanti ad un “banco di prova” che Moavero ha sintetizzato in tre punti: nuova mobilità, efficienza e risorse.
Quello della nuova mobilità è un fenomeno ormai evidente, diverso, senz’altro più variegato ma ugualmente ampio rispetto alle grandi emigrazioni a cavallo dei due secoli scorsi, quando si emigrava “in cerca di un futuro migliore per sè e per i propri figli”. Resta, oggi come ieri, “il legame con il Paese d’origine, con la madre patria” e la necessità per il Ministero di essere “al servizio” delle comunità.
Quanto alla “sfida dell’efficienza”, il ministro Moavero ha fatto riferimento alle tre linee guida lungo cui si è dipanata la Conferenza, ovvero “capacità di ascolto, disponibilità e rapidità”. “Lo sappiamo”, ha detto, “esistono situazioni lodevoli e situazioni che potrebbero essere migliori”. L’impegno di tutti e “malgrado la carenza di mezzi, risorse e personale”, “dovrebbe essere quello di puntare ad essere lodevoli”. In tale contesto il ministro Moavero ha riservato parole di encomio alle donne che guidano i nostri Consolati e all’importanza che la “sensibilità specifica femminile” riveste in ambito diplomatico. “Grazie signore consoli per la vostra capacità di percepire e organizzare” e “perché rendete un servizio di attenzione e di ascolto che è empatico e fondamentale”.
C’è poi la delicata questione delle risorse, soprattutto umane e limitate, ha ammesso Moavero, per il quale però “nel lavoro consolare questo limite può essere in parte risolto con l’uso intelligente degli strumenti che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione”. Questo sarà un “altro proponimento dell’amministrazione”: dotare tutti i Consolati degli strumenti tecnologici strategici e complementari al loro lavoro.
Poi, rivolgendosi ai Consoli, Moavero li ha esortati: “Voi dovete essere manager della vostra funzione nel senso più nobile del termine: sapere organizzare e dirigere. I cittadini ci guardano, ricordatelo”, il suo monito. “I cittadini incontrano molto più i Consolati che le Ambasciate e a loro dobbiamo il nostro servizio. Voi siete in contatto più diretto. Vivete con coscienza la nobiltà della vostra funzione”, ha aggiunto Moavero, avviandosi a conclusione. “Io sono con voi”, ha assicurato. “Avete il mio supporto e riconoscimento e speriamo di riuscire insieme a raggiungere miglioramenti concreti”. (raffaella aronica\aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi