"ORO AZZURRO": GLI EROI DELLO SPORT ITALIANO NEL MONDO

"ORO AZZURRO": GLI EROI DELLO SPORT ITALIANO NEL MONDO

MODENA\ aise\ - "Un dominatore in Messico, superman tra i dilettanti fino a diventare campione olimpico nel ‘68, anonimo invece tra i professionisti. Pierfranco Vianelli ha trovato la gloria con la vittoria olimpica che è stata sua ma, soprattutto, della squadra. Il ventiduenne bresciano di Provaglio d’Iseo ha avuto lo straordinario supporto del team azzurro nei 196,2 chilometri della gara, otto giri del circuito sotto un sole cocente – il caldo costringerà alla resa 81 corridori – con gli ultimi due disputati a grande ritmo. E nell’ultima tornata Vianelli ha sferrato l’attacco decisivo. Erano, al comando, l’olandese Marinus Pijnen, il sovietico Valeriy Yardy e il danese Leif Mortesen. Dal gruppo sono partiti Vianelli e Giovanni Bramucci per raggiungere i tre fuggitivi. A 20 chilometri dal traguardo, dopo l’aggancio, Vianelli ha attaccato con prepotenza staccando, in salita, Mortesen per andare a vincere da solo con un distacco di 1’24”. Negli stessi Giochi di Città del Messico, l’oro della strada ha vinto anche la medaglia di bronzo della 100 chilometri a squadre insieme a Giovanni Bramucci, Vittorio Marcelli e Mauro Simonetti. Poteva andare meglio, ma una foratura di Bramucci ha tolto agli azzurri ogni velleità. Forte e determinato da dilettante, Vianelli non ha avuto la stessa fortuna da professionista, dove ha corso dal ’69 al ’73 con la Molteni raccogliendo una sola vittoria, una tappa al Giro d’Italia del ‘71, la Tarvisio-Grossglockner, a 2.362 metri, la Cima Coppi di quella corsa rosa. A dare uno scossone negativo alla carriera, all’indomani del successo nella Coppa Bernocchi, un controllo antidoping che lo ha visto positivo e fermato per un mese. Niente Giro, allora, e nonostante la cattiva condizione, soprattutto psicologica, ha preso parte al Tour de France, dove è stato settimo. Ma ormai i tempi belli di Città del Messico erano svaniti e con loro la carriera. Lo sport italiano gli ha consegnato, alla fine del 2015, il Collare al Merito Sportivo".
Il brano che avete appena letto è tratto da "Oro Azzurro. Da Atene 1896 a Rio 2016, tutta l'Italia che ha vinto alle Olimpiadi estive" di Dario Ricci e Carlo Santi, libro unico che racconta gli eroi dello sport italiano che dal lontano 1896 a Rio de Janeiro hanno trionfato singolarmente e a squadre portando in vetta al mondo il Tricolore.
Pubblicato da Infinito edizioni con la prefazione di Giovanni Malagò e l’introduzione di Luca Cordero di Montezemolo, "Oro Azzurro" (pp.408, euro 17) racconta tutto dei nostri olimpionici, da Nedo Nadi a Livio Berruti, da Gelindo Bordin a Stefano Baldini, da Gabriella Dorio a Sara Simeoni, dai fratelli Abbagnale a Pietro Mennea, da Giovanna Trillini a Federica Pellegrini, fino agli eroi di Rio tra cui ricordiamo Fabio Basile (oro numero 200), Niccolò Campriani, Chiara Cainero, Jessica Rossi e tutti gli altri magnifici campioni italiani. La lista dei nostri fuoriclasse è lunga, lunghissima, come infinito è stato, dal 1900 a oggi, l’elenco delle emozioni, che rivivono tutte in questo libro, capace di soddisfare tanto la curiosità del neofita che le esigenze dell’esperto e dei professionisti dell’informazione, non solo sportiva. (aise)


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