POLITICHE 2018/ CINARELLI (ITALIANI A BUENOS AIRES) A COLLOQUIO CON NARDELLI (USEI)

POLITICHE 2018/ CINARELLI (ITALIANI A BUENOS AIRES) A COLLOQUIO CON NARDELLI (USEI)

BUENOS AIRES\ aise\ - "Un italo argentino che rappresenta il sogno dell’ascesa sociale dei migranti e vuole applicare la sua esperienza alla risoluzione dei problemi della collettività italo argentina". Così Edda Cinarelli descrive Francisco Fabian Nardelli, candidato a senatore per l’USEI, che ha incontrato a Buenos Aires insieme al padre, Francisco Santiago Nardelli, "nato nel 1937, il tipico esempio del sogno realizzato del migrante italiano, quello dell’ascesa sociale".
Sul suo portale italianiabuenosaires.com.ar Cinarelli ne racconta la storia familiare, a partire dal nonno Francesco Nardelli, arrivato "nel dicembre 1902 a Buenos Aires, dove ha lavorato alcuni mesi come macellaio. Poco dopo si è trasferito a Bahia Blanca, dove c’era dei conoscenti trentini. Sommandosi a gente della sua terra pensava di soffrire meno per lo sradicamento e di poter contare sul loro appoggio. Ci ha visto bene, in breve è riuscito a diventare proprietario di una macelleria. Ha avuto dieci figli, di cui solo l’ultimo è riuscito a laurearsi in ingegneria civile. Si chiama Francisco Santiago Nardelli, padre di Francisco Fabian, nato nel 1937, e fino al 2005 presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Bahia Blanca. Francisco Fabian, sulle orme del padre, si è laureato anche lui in ingegneria civile quindi ha frequentato un master in ingegneria ambientale in Finlandia. Nel 1992 è tornato e da allora trascorre il suo tempo con la famiglia, il lavoro e la collettività italiana, per cui ha ricoperto vari ruoli. È stato coordinatore dei Circoli Trentini dell’Argentina fino al 2015, segretario generale per l’America Latina del CGIE dal 2006 fino al 2015. Incarico ricoperto prima da Antonio Macri e Luigi Pallaro".
"Da parte paterna sono di origine trentina, da parte materna marchigiano", spiega Nardelli. "Quando ero bambino, trascorrevo tutte le domeniche in casa della mia bisnonna materna, dove si riuniva tutta la famiglia. Mi sono formato in quell’ambiente e ne ho assorbito i valori: lavoro, famiglia, fede, onestà, sacrificio, solidarietà e l’amore per l’Italia".
"Nel 1998", ricorda Nardelli, "per il censimento dei trentini della mia città e ho collaborato con un gruppo di giovani alla riorganizzazione dell’istituzione. Da allora ho ricoperto diversi ruoli all’interno del consiglio d’amministrazione del Circolo Trentino fino ad arrivare a esserne il Presidente".
Quanto a Feditalia, Nardelli si è avvicinato all’associazione "nel 1992, in occasione di un congresso dei giovani, riunioni che l’on. Pallaro, storico presidente di Feditalia, organizzava annualmente. Sono entrato nel Consiglio Direttivo di Feditalia, nel 2004, come delegato della Feisa (Federazione di Enti Italiani del Sud Argentino), federazione che presiedo dal 2016".
Nardelli è legato alla figura del senatore Pallaro: la loro, spiega, "è una relazione nata nel corso degli anni che si rafforza sempre di più. Provo rispetto e ammirazione verso l’on. Pallaro, che mi ricambia onorandomi della sua amicizia. A lui m’ispiro nel mio lavoro per la collettività".
Nardelli è candidato al Senato con l’USEI, movimento al quale si è avvicinato tramite il fondatore Eugenio Sangregorio, che "ha preso contatto con me e con altri rappresentanti dell'AISA per vedere se volevano stringere un’alleanza elettorale con il suo partito. Dopo alcune riunioni, io e i miei compagni abbiamo accettato e siamo entrati nella lista dell'USEI. Io della Feisa sono capolista e sono candidato a senatore, Dino Novello della Fecara e Antonio Melia della Failap sono candidati a deputati".
Interrogato sui problemi della collettività, Nardelli parla di "emigrazione storica", "doppi cittadini" e "nuovi arrivati" e, rioprta Cinarelli, "propone un lavoro di squadra per il rafforzamento di tutto il sistema di rappresentanza degli italiani all’estero: associazioni, Comites, CGIE, parlamentari eletti all’estero" e per far arrivare in Parlamento il messaggio "sull’importanza che potrebbero avere gli italiani nel mondo per il miglioramento delle condizioni di vita in Italia" e nel "processo d’internazionalizzazione". A tale fine "propone di favorire joint venture tra imprese italiane e argentine, che consentano di produrre prodotti agroalimentari di alta qualità con know how italiano, in modo da generare ricchezza per entrambe le realtà".
Sul tema delle pensioni, Nardelli "crede opportuno aggiornare i trattati stipulati negli anni ’70 e pensa che sia necessario lo stanziamento di fondi speciali per i casi di emergenza".
Nardelli parla poi di "rete consolare lenta e insufficiente", non solo a causa della "mancanza di fondi", ma soprattutto per "un’erronea sottovalutazione degli italiani all'estero".
Anche per questo, conclude Cinarelli, Nardelli intende "diventare nel Parlamento italiano la voce delle persone che s'impegnano in silenzio per l'Italia nel territorio nell'America Meridionale". (aise) 

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