PRIMO STORICO RADUNO DEI DALMATI ITALIANI A ZARA NEL SEGNO DELL’AMICIZIA TRA ITALIA E CROAZIA

PRIMO STORICO RADUNO DEI DALMATI ITALIANI A ZARA NEL SEGNO DELL’AMICIZIA TRA ITALIA E CROAZIA

ZARA\ aise\ - Il Primo Raduno nazionale dei Dalmati italiani in terra di Dalmazia si è svolto a Zara (27 e 28 ottobre) dopo settant’anni dall’esodo. Era già di per se stesso un fatto storico, anche perché all’insegna della ritrovata amicizia con i croati, che era stata boicottata dalla politica del divide et impera dell’Impero austro-ungarico e, successivamente, dal nazionalismo jugoslavo del Regno dei Karadordevic e della Federativa Socialista Jugoslava del maresciallo Tito.
L’avvenimento non è passato inosservato in Italia, com’è dimostrato dal numero notevole di autorità di primo piano che hanno mandato messaggi d’augurio. Tra questi, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Mirjana Zubcic, in rappresentanza del Comune croato di Zadar, il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il Vice Ministro agli Esteri, Emanuela Claudia Del Re, il Sottosegretario agli Esteri, Ricardo Antonio Merlo, il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, con il Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, gli Assessori veneti all’Istruzione Elena Donazzan e alla Cultura Cristiano Corazzari, Assessore al Turismo del Comune di Trieste Maurizio Bucci, Assessore agli affari generali e coordinamento eventi del Comune di Trieste Lorenzo Giorgi e molti altri pervenuti in ritardo sulla mail zaratina.
Nella Giornata della Cultura dalmata, a cura di Consuelo Bonifacio Giorgolo, sono stati presentati i libri più significativi pubblicati quest’anno, rimandando ad una pubblicazione specifica successiva la presentazione delle numerosissime pubblicazioni che era materialmente impossibile esaminare in quella sede. Si è svolta, quindi, l’Assemblea generale dei Dalmati che si è aperta con la proclamazione di Carla Cace, eletta a Roma dal suo direttivo a Presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata, che ha voluto che questa proclamazione avvenisse in forma solenne nell’antica Capitale della Dalmazia.
È seguita, quindi, la relazione del Presidente Paolo Sardos Albertini che ha chiesto all’Assemblea di approvare la mozione sulla centralità di Trieste quale storica Capitale degli italiani di Dalmazia, come era stato proposto dal Sindaco Roberto Dipiazza. Ha, quindi, annunciato le nuove linee di sviluppo dell’italianità in Dalmazia che terranno conto della disponibilità del Governo croato ad incrementare le ore di studio della lingua italiana in Dalmazia nelle scuole croate di ogni ordine e grado. Ciò porterà un forte incremento di iniziative e di attività nella Terra degli Avi, nonché il rilancio in Patria dell’acquisizione dei giovani di origine dalmata, già presenti in numero notevole a questo Raduno, segnando una continuità della nostra cultura.
Ha chiesto, quindi, di dare un apporto intellettuale e critico ai nuovi indirizzi dell’Associazione tendenti a rilanciare l’identità dalmata che si inquadra perfettamente nella cultura italiana alla quale i Dalmati hanno dato personalità quali Gianfrancesco Fortunio dell’isola Selve (Zara), autore della prima Grammatica italiana, di Gian Francesco Biondi dell’isola di Lesina (Spalato), primo autore di Romanzi della letteratura italiana ed il sebenicense Niccolò Tommaseo che scrisse il primo Dizionario della lingua italiana, per non citare che i nomi noti della sola letteratura italiana e trascurando religione, scienza e cultura generale.
È stato aperto, quindi un libero dibattito nel quale si sono avvicendate varie personalità dalmate, tra le quali Gianfranco Giorgolo, Francesco Ferfoglia, rappresentante delle Associazioni degli ex combattenti, Leonardo Karuz, Adriano De Vecchi, il giovane Enrico Focardi, ed altri ancora che hanno chiesto spiegazioni ed approfondimenti. Ha chiuso gli interventi l’organizzatore del Raduno Renzo de’Vidovich, che ha sottolineato il grande successo dell’iniziativa con la presenza di molti italiani appartenenti alle comunità e organizzazioni culturali dalmate ma anche singole famiglie, pur isolate ma che mantengono lingua e sentimenti italiani, pur essendo disperse in tutta la Dalmazia che ha un estensione quasi pari alla costa orientale dell’Italia.
Ha sottolineato la necessità di togliere ogni remora da parte di pochi interessati personaggi che sono stati già emarginati dagli amici istriani e fiumani “rimasti”, perché costoro hanno finora fermato l’applicazione in Dalmazia dell’Accordo Dini – Granic, risalente a ben 22 anni fa, che prevede scuole, circoli, centri culturali e anche il bilinguismo nelle zone tradizionalmente abitate dagli italiani. L’Assemblea ha quindi approvato all’unanimità la mozione del Presidente Sardos Albertini e quella di Renzo de’Vidovich.
Nella mattinata di domenica si è svolto al Cimitero di Zara un corteo preceduto dal Gonfalone del Regno di Dalmazia della Fondazione Rustia Traine, scortata da una cinquantina di Confratelli con il manto rosso porpora e stemma del Regno di Dalmazia della Congregazione di San Girolamo dei Discendenti delle Famiglie nobili, patrizie e degli Uomini illustri di Dalmazia, tra i quali il prof. Lovro de’Grisogono dell’Università di Zagabria, la cui famiglia è la più antica discendenza romana di Dalmazia e annovera tra i suoi tanti uomini illustri anche San Grisogono, Patrono della Città di Zara. A seguire lo Stendardo sacrale dei Cavalieri di San Marco, in manto bianco, la bandiera della Serenissima Repubblica di Venezia ed il Tricolore italiano, preceduti da una Corona d’alloro con scritta su nastro tricolore “I Dalmati italiani ai Caduti per la Patria di Zara”.
Dopo la deposizione della Corona d’alloro, nel Sacrario dei Caduti per la Patria, sono stati intonati due canti: O bela Dalmazia della Legione dalmata dannunziana costretta a lasciare la Dalmazia negli anni ’20 e la canzone dell’esilio che è stata il filo conduttore di questo Raduno: Quel orologio che batte le ore, in cui sono state accentuate le parole “ma se ritorno, ritorno col fiore”, come infatti è avvenuto.
È stata celebrata da padre Anselmo poi nel Duomo di Zara dedicato a Sant’Anastasia la Messa solenne. Un gran numero dei fedeli ha partecipato all’Eucarestia accompagnando la S. Messa con canti religiosi della tradizione degli Italiani di Dalmazia. Alla fine è stato intonato, con commossa partecipazione di tutti, il Va’ pensiero di Verdi dove sono state accentuate le parole “O mia Patria, sì bella e perduta”.
Durante l’affollato pranzo di commiato nelle ampie sale del ristorante Kolovare, si è svolta la cerimonia di consegna al Maestro Secondo Raggi Karuz, pittore, scultore e filosofo (che ha lasciato opere significative in Giappone, in varie parti d’Europa, in Dalmazia e in Italia) del Premio annuale Niccolò Tommaseo. La consegna è stata fatta dal Presidente dell’Adim Sardos Albertini, dalla Presidente dell’And Carla Cace e da Giorgio Baroni, professore emerito dell’Università Cattolica di Milano che lo aveva ricevuto lo scorso anno. Notevole la presenza di estimatori del Maestro che lo hanno lungamente festeggiato in un clima di affettuosa vicinanza con l’artista zaratino, da un gran numero di compatrioti zaratini e di amici provenienti da tutta l’Italia e da tutto il resto di Dalmazia. (aise) 

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