90 ANNI DI "ITALIAN STUDIES" IN AUSTRALIA

90 ANNI DI "ITALIAN STUDIES" IN AUSTRALIA

PERTH\ aise\ - Il 2019 segna il 90° anniversario dello studio e dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana presso l’Università del Western Australia a Perth.
Era il 1928 quando Francesco Vanzetti, un noto quanto eccentrico veneziano, offrì il primo corso di italiano nell’Ateneo: fu la prima esperienza di lettorato in una università australiana.
Oggi che l’Australia è il Paese al mondo con il maggior numero di studenti di lingua italiana, l’Università di Perth inaugura il programma di eventi pubblici del primo semestre con una serie di conferenze che intendono celebrare proprio i 90 anni di Italian Studies alla UWA.
Supportate dall’Institute of Advanced Studies e dall’Italian Studies della UWA School of Humanities, le conferenze approfondiranno aspetti passati e presenti della lingua e della cultura italiana.
Si comincia il 20 marzo con "Italians in 19th century Western Australia and how a venetian industrial chemist came from Kalgoorlie to teach italian at the University of Western Australia". Relatore della prima conferenza, in programma alle ore 18 presso il Fox Lecture Theatre dell’Arts Building dell’UWA, sarà John Kinder, professore associato di Italian Studies alla UWA.
Gli italiani sono emigrati nell’Australia Occidentale fin dai tempi dei primi insediamenti europei nel Paese. Erano un assortimento affascinante e misto di individui che contribuirono alla dinamica diversità culturale dello Stato australiano. In questo contesto, la lezione traccerà il modo in cui l'italiano è diventato oggetto di studio universitario negli anni 1920, presso le Università di Sydney e Melbourne e, prima ancora, presso l'Università del Western Australia.
"Shaping the invisible: images reflected in music" sarà il tema della seconda conferenza, che si terrà il 17 aprile e sarà a cura di Robert Hollingworth, lettore in Musica presso la University of York e direttore dell’ensemble vocale "I Fagiolini".
Hollingworth presenterà il nuovo cd di musica corale inciso con "I Fagiolini". Con il professor Martin Kemp, esperto di Leonardo Da Vinci, Robert Hollingworth ha selezionato la musica dal XV al XX secolo, ispirandosi e riflettendo le immagini e le idee del genio rinascimentale, nel 500° anniversario della morte. Durante la conferenza, dunque, Hollingworth illustrerà il progetto, non solo per parole e immagini, ma anche tramite la musica.
Il 14 maggio sarà la volta di "Venice and the Ottomans: a visual artistic journey between the Serenissima and Istanbul", a cura di Stefano Carboni, direttore della Art Gallery of Western Australia.
Il celebre pittore veneziano Gentile Bellini fu inviato dalla Serenissima a trascorrere due anni alla corte di Mehmet II il Conquistatore di Istanbul nel 1479. Questo importante momento nel rapporto culturale e artistico tra Venezia e gli Ottomani inaugurò una fase orientalista nella pittura della Repubblica di Venezia, ispirando anche artisti turchi a ritrarre figure di corte ottomane in modo "europeo". Nessun'altra città o potenza europea dei periodi medievale e rinascimentale può rivendicare la complessa e reciproca vicinanza al mondo islamico che Venezia ha goduto per molti secoli. Perdendo progressivamente il controllo sulle acque del Mediterraneo che sarebbero diventate il "lago ottomano" e indebolendo le nuove redditizie rotte commerciali transoceaniche, Venezia alla fine divenne più strettamente allineata con le altre potenze europee, perdendo il suo legame unico con i Paesi del sud e del Mediterraneo orientale. Il quindicesimo e il sedicesimo secolo, quindi, rappresentano un vero "momento di visione" nella feconda relazione tra due culture lontane.
Chiuderà la serie di letture di questo primo semestre dedicate all’Italia Susan Broomhall, docente di Storia all’UWA, che interverrà il 18 giugno al Woolnough Lecture Theatre dell’UWA Geology Building con la conferenza "Missing magnificence: tracing Catherine de Medici’s hidden cultural legacy".
Nel 2019 si celebra anche il 500° anniversario della nascita di Caterina de’ Medici che, in qualità di regina consorte, reggente e regina madre, dominò la vita politica francese del sedicesimo secolo. I suoi progetti culturali hanno abbracciato la sua eredità medicea e sono visibili ancora oggi. Ma dove? Questa conferenza esplorerà l'esteso patrimonio culturale di Caterina e il suo retaggio nell’Europa oggi, spesso nascosto sebbene in bella vista. (aise)


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