AL FIANCO DELLE IMPRESE ITALIANE A MONTECARLO: LA CCI NIZZA A COLLOQUIO CON L’AMBASCIATORE GALLO

AL FIANCO DELLE IMPRESE ITALIANE A MONTECARLO: LA CCI NIZZA A COLLOQUIO CON L’AMBASCIATORE GALLO

MONTECARLO\ aise\ - “Dalle finestre della nostra Ambasciata di Monaco si intravvede in tutta la sua imponenza la famosa tour Odéon, realizzata dal gruppo italiano Marzocco. Ma ciò che colpisce maggiormente il visitatore è il percepire la nostra Ambasciata come una vera e propria galleria d'arte, con quadri, stampe, vasi ed opere scultoree oltre a mobilio d'epoca; davvero un superbo ed invidiabile biglietto da visita. Sono accolto dall'Ambasciatore Cristiano Gallo, che cortesemente ha risposto ad alcune mie domande”.
Così Massimo Felici, nell'intervista al diplomatico pubblicata sul sito della Camera di Commercio italiana di Nizza e della Costa Azzurra. Ne riportiamo di seguito il testo integrale.
"D. Qual è la tipologia delle imprese italiane a Monaco?
R. Sono molte le imprese italiane qui a Monaco, per dare una cifra siamo intorno alle 1.500, anche imprese monegasche con manager italiani ad esempio nell'ambito dello yachting o nella finanza. Molte lavorano nel settore eno-gastronomico, i traiteur come si amano definire, oltre a ristoranti di alto livello presenti da anni nel panorama del Principato. Abbiamo poi grandi poli nell'ambito delle costruzioni, a cominciare dai famosi Pastor, ora monegaschi ma che provenivano dalla vicina Liguria, abbiamo il gruppo Marzocco, impresa molto forte ed affermata, che ha realizzato la tour Odéon, molto elegante e che dall'alto dei suoi 170 metri ha cambiato lo skyline di Monaco. Poi il gusto e la creatività italiana nei molteplici show-room che offrono i nostri prodotti di arredo e design, in cui siamo davvero senza concorrenti. Va anche citato il gruppo Casiraghi Engeco che collabora con la Pizzarotti di Parma ed insieme realizzano grandi opere. Sovente le imprese italiane lavorano in sub-appalto con imprese monegasche o francesi, anche se sempre più si presentano come capofila per grandi opere, in un momento storico in cui Monaco vede alcuni grandi cantieri che dureranno molti anni, come l'estensione a mare in piena realizzazione.
D. Cosa può dire rispetto alle imprese che trattano prodotti alimentari del nostro paese?
R. Cominciamo a parlare di carni con Giraudi Meats che ha aperto un suo punto vendita oltre a fornire diversi ristoranti aperti da poco come la Cantinetta Antinori, nome di eccellenza italiana. Nel settore del pesce abbiamo Frimo. Cipriani, famoso marchio italiano è ormai un brand che commercializza dalla pasta allo spumante. Anche il bar Cova sta andando molto bene ed ha anche rivitalizzato un quartiere un po' marginale. Abbiamo messo varie bandierine in diversi settori ed io sono molto ottimista, con numeri importanti, parliamo di 200 milioni di fatturato annuo nella realtà monegasca oltre all'indotto che viene creato.
D. Come sono percepiti gli italiani qui a Monaco?
R. Qui a Monaco c'è grande simpatia per noi, ci sono oltre 8.000 italiani iscritti all'AIRE, il 22-23 % della popolazione monegasca. Teniamo conto poi che siamo una comunità che si vede e che si sente sul territorio, siamo presenti, organizziamo eventi, c'è grande slancio culturale ed imprenditoriale, quindi siamo visti in modo assolutamente positivo. Come dire: noi portiamo molta cultura, siamo molto attivi.
D. Quali sono i lavori che interesseranno Monaco per un bel po' di anni?
R. Il Principato ha dei limiti geografici evidenti quindi deve necessariamente fare delle scelte di crescita o in verticale, vedi Tour Odéon, oppure estendersi sul mare. Sono opere che al momento fanno storcere il naso perché tanti cantieri penalizzano la qualità della vita dei residenti e lo stesso Principe ne è ben consapevole, ma invita a "guardare avanti". Un tempo non esisteva il quartiere di Fontvieille, l'hanno realizzato ed ora è perfettamente armonizzato con il territorio monegasco e sarà così anche per questa estensione a mare che dovrebbe terminare nel 2025 con la consegna dei primi appartamenti. Teniamo presente che 5-6 anni sono poca cosa rispetto a progetti di questa importanza ed impatto per il Principato. Sono sicuro che sarà una bella operazione quando sarà terminato il cantiere, certo per chi abita vicino il rumore e il disagio sono importanti visto che si lavora giorno e notte. Non posso mancare di sottolineare all'Ambasciatore il piacere per un visitatore di una così bella rappresentanza diplomatica. Mi risponde che sono molti gli artisti italiani che hanno avuto ed hanno piacere a donare loro opere perché chi frequenta i locali possa ritrovare negli spazi dell'Ambasciata un biglietto da visita delle eccellenze culturali del nostro paese. Con queste gradevoli considerazioni, concludo l'intervista e ringrazio l'Ambasciatore Gallo per la cortesia e disponibilità". (aise) 

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