ANDÚJAR E GASPARRONI E LE "DELICATE FRAGILITÀ": A GENOVA UN DIALOGO SITE-SPECIFIC DECLINATO ATTRAVERSO PITTURA E SCULTURA

ANDÚJAR E GASPARRONI E LE "DELICATE FRAGILITÀ": A GENOVA UN DIALOGO SITE-SPECIFIC DECLINATO ATTRAVERSO PITTURA E SCULTURA

GENOVA\ aise\ - La galleria Studio Rossetti di Genova prosegue la sua stagione espositiva autunnale con la mostra "Delicate fragilità". Essa è concepita come un dialogo site-specific, individuato dalla curatrice Livia Savorelli, tra due artiste di diversa generazione, provenienza e formazione: si tratta di Evita Andújar (Écija, Spagna, 1974) e di Ilaria Gasparroni (Sant’Omero, provincia di Teramo, 1989), unite da un comune sentire intorno al mondo femminile, declinato attraverso una pittura istintuale, dall’acceso cromatismo e dinamismo nell’opera della Andújar e sviscerato in poetica essenza formale nelle creazioni in marmo della Gasparroni.
Un dialogo mosso da assonanze e dissonanze, esplicitato sia nelle forme sia nei colori - bianchi e neri plasmati nella loro plasticità dalla giovane scultrice abruzzese, o distesi e poi attraversati dalla pennellata fluida della Andújar - sia nella differente fonte di ispirazione del soggetto ritratto e, anche, nella diversa percezione del corpo e dello spazio.
Bidimensionalità e tridimensionalità convivono e si integrano per rappresentare le molteplici sfaccettature di una figurazione che preleva le proprie forme dal femminile per esplicitare tematiche universali, attingendo dal passato come dalla più stringente attualità, da letturatura e filosofia quanto dal mondo dei social network, dal bagaglio di vita personale così come dal più intimo universo interiore.
La mostra, in programma sino al 22 dicembre, focalizza il suo nucleo centrale nel reciproco dialogo di otto opere, quattro per ciascuna, in cui le due artiste si interrogano su alcune comuni fragilità connesse alla socialità di ognuno di noi, al nostro "stare nel mondo", che così frequentemente è conseguenza del proprio modo di definirsi come singolo.
Completa la bi-personale una selezione di opere recenti, tra cui alcuni inediti creati per questa occasione dalle due artiste.
Così l’essere sottoposti all’arbitrario giudizio altrui, la cecità come metafora dell’impotenza di "guardare oltre" - sempre più frequente in un mondo quanto mai pervaso da una costante insicurezza ed un’instabilità generalizzata senza precedenti -, l’ambivalenza bene/male, il rifugio nel sonno come necessità di evasione e rinfrancamento, prendono forma per rappresentare, attraverso la gestualità di una mano quanto nell’occultamento di un volto, le delicate fragilità così intimamente insite al nostro essere umani.
Evita Andújar nasce a Ècija, in Spagna, nel 1974. Dopo essersi formata studiando pittura e restauro all’Accademia di Belle Arti di Siviglia ha frequentato diversi corsi di specializzazione di pittura e arte tra i quali il Corso Internazionale di Pittura a Cadice diretto dal pittore spagnolo Antonio López García. Dopo aver terminato anche i corsi di Dottorato, nel 2000 viene in Italia come borsista all’Accademia di Spagna in Roma. Realizza importanti restauri di affreschi come referente tecnico e restauratrice ad esempio la Scala Reggia del Vignola a Caprarola. Lo stretto contatto con gli affreschi sarà fondamentale per lo sviluppo posteriore della sua tecnica pittorica. Le sue opere si trovano in importanti collezioni: Fondazione Roma, Collezione Bilotti, Collezione Fondazione Benetton, Museo SAC,S Agostino Contemporanea a Ortigia. Dal 2000 vive e dipinge a Roma.
Ilaria Gasparroni nasce a Sant’Omero (TE) nel 1989. Inizia la sua formazione artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino (PU) in Tecniche del marmo e delle pietre dure durante gli anni accademici 2009-2014, laureandosi col massimo dei voti. Vive e lavora ad Alba Adriatica (TE) dove ha un laboratorio/studio di scultura e attualmente collabora con diversi privati e con un’azienda di lavorazione dei marmi e delle pietre presso Ascoli Piceno (AP). Il suo lavoro si articola in un’ampia gamma di linguaggi che hanno come ispirazione la letteratura, la filosofia, la natura e la geometria. L’uomo e il suo quotidiano sono motivi di particolare attenzione dai quali l’artista trae spunto per affrontare le diverse tematiche che toccano la storia presente come quella passata, mettendo così in relazione individui, luoghi e narrazioni. (aise)


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