AUSTRALIA: UN VISTO PER ASSISTENTI AGLI ANZIANI CHE PARLANO ITALIANO – di Davide Schiappapietra

MELBOURNE\ aise\ - “Un visto lavoro per operatori qualificati in servizi agli anziani che parlino, oltre all'inglese, una seconda lingua, per esempio l'italiano. Il ministro per l'immigrazione, la cittadinanza e gli affari multiculturali David Coleman ha annunciato l'introduzione di accordi speciali che consentiranno alle strutture di assistenza agli anziani di usufruire di una disposizione specifica sul visto lavoro. Tale disposizione permette di assumere lavoratori con le competenze necessarie per poter soddisfare i bisogni degli anziani delle loro comunità”. A darne notizia è Davide Schiappapietra su Sbs Italian, lo Special Broadcasting Service che trasmette in italiano in tutta l’Australia.
“"L'Australia ha una lunga e storia di immigrazione. I fornitori di assistenza agli anziani hanno identificato la necessità di disporre di assistenti bilingue, in quanto gli anziani o le persone colpite da demenza ritornano ad utilizzare la loro lingua nativa o perdono la capacità di parlare una seconda lingua", ha dichiarato il ministro Coleman.
"Specifici contratti di lavoro aziendali consentiranno ai fornitori di assistenza agli anziani di fornire servizi specializzati che affrontino meglio le esigenze culturali dei residenti".
Per erogare i servizi di assistenza agli anziani nella comunità australiana, i fornitori di assistenza possono richiedere un contratto di lavoro aziendale specifico per sponsorizzare i lavoratori stranieri qualificati attraverso un visto Temporary Skill Shortage - TSS, oppure un visto Employer Nomination Scheme - ENS.
I contratti di lavoro verranno presi in considerazione soltanto laddove si dimostri che gli australiani non possono colmare la carenza di manodopera qualificata e qualora non siano utilizzabili i programmi per i visti di lavoro standard.
Il contratto di lavoro aziendale specifico consente quindi ai fornitori di assistenza agli anziani di utilizzare i lavoratori stranieri. Ciò non era in precedenza consentito, in quanto la professione richiesta non rientra nell'elenco delle professioni specializzate idonee ad ottenere il visto”. (aise)