BREXIT SENZA ACCORDO: DAL PARLAMENTO UE FONDI A ERASMUS E LAVORATORI

BREXIT SENZA ACCORDO: DAL PARLAMENTO UE FONDI A ERASMUS E LAVORATORI

BRUXELLES\ aise\ - Garantire i fondi UE a beneficiari britannici quali università, comunità locali, agricoltori e studenti Erasmus; senza dimenticare di sostenere i lavoratori dipendenti e autonomi in tutta l’UE a 27. È quanto deciso oggi dal Parlamento europeo che ha approvato due diversi provvedimenti.  .
Grazie alla prima, ricercatori, studenti e agricoltori britannici continueranno a ricevere il sostegno dell’UE, nel caso di una Brexit senza accordo: oggi l’Europarlamento ha approvato una misura per garantire che i fondi UE per il 2020 restino disponibili anche in caso di “no deal”. Tale progetto di regolamento, di fatto, proroga al 2020 il piano di emergenza approvato dal Parlamento europeo il 17 aprile 2019, limitato al 2019.
L'obiettivo è quello di ridurre al minimo l'impatto negativo che il ritiro del Regno Unito potrebbe avere sui beneficiari dei finanziamenti UE e sul bilancio dell'Unione europea in caso di "no deal". La misura comprende programmi quali Orizzonte 2020, Erasmus+ e le politiche agricole e regionali.
La proposta consentirebbe di prorogare i pagamenti ai beneficiari britannici per tutto il 2020, a condizione che il Regno Unito continui a versare i propri contributi e accetti i controlli e le verifiche necessarie.
Il progetto di raccomandazione del relatore Johan Van Overtveldt (CRE, BE), Presidente della commissione bilanci, che ha sostenuto l’approvazione della proposta, è stato adottato con 543 voti favorevoli, 30 contrari e 46 astensioni.
Il Parlamento Ue, inoltre, ha approvato una modifica al Fondo di solidarietà FEG per includere il sostegno ai lavoratori colpiti da una Brexit senza accordo.
Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) finanzia le politiche attive per il lavoro come la riqualificazione dei singoli lavoratori, l’orientamento professionale, la formazione, le indennità di trasferimento e la creazione di nuove imprese. Finora, i governi UE hanno potuto richiedere il sostegno finanziario del FEG solo per i lavoratori dipendenti e autonomi che hanno perso il posto di lavoro a causa della globalizzazione o di una crisi economica.
La modifica approvata oggi dal Parlamento fa sì che rientrino nel campo di applicazione del FEG anche i licenziamenti causati da un ritiro del Regno Unito dall’UE senza accordo: la tutela del Fondo europeo è estesa anche a coloro che perderanno il lavoro in seguito alle ripercussioni sui modelli aziendali, sulla crescita e sull'occupazione derivanti da una Brexit senza accordo.
La legislazione è stata adottata con 516 voti favorevoli, 23 contrati e 17 astensioni.
In assenza di un accordo di recesso, la modifica del regolamento si applicherà a partire dal giorno successivo a quello in cui i Trattati cesseranno di applicarsi al Regno Unito. Nel caso in cui si arrivi ad un accordo entro la data di ritiro del Regno Unito, tale regolamento non verrà applicato.
Giovedì prossimo, in seguito all’accordo di lunedì scorso della commissione per lo sviluppo regionale (REGI), sarà messa ai voti un’ulteriore misura di emergenza, che consentirà agli Stati membri direttamente toccati dalla Brexit di accedere al sostegno finanziario del Fondo di solidarietà dell'UE (attualmente previsto solo per le calamità naturali). (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi