“CANDIDATO ITALIANO O BRITANNICO ALLE EUROPEE? SCELTA PERSONALE, L’IMPORTANTE È VOTARE” – DI FRANCESCO RAGNI

“CANDIDATO ITALIANO O BRITANNICO ALLE EUROPEE? SCELTA PERSONALE, L’IMPORTANTE È VOTARE” – di Francesco Ragni

foto Alessandro Mariscalco (Marcia a Londra pro Europa)

LONDRA\ aise\ - “Un voto da spendere per l’Europa, in un momento cruciale nel quale il progetto europeo è in discussione come mai in passato, ma su quale tavolo: quello del paese di nascita o quello nel quale si vive? Per gli expat italiani del Regno Unito, prima ancora di scegliere la lista o il candidato, c’è una decisione da fare: se esprimere il proprio voto da italiano o da britannico. Sono queste le due opzioni offerte agli italiani residenti nel Regno Unito per partecipare alle elezioni europee del prossimo maggio. In base alle normative comunitarie, infatti, i cittadini dei paesi membri che vivono in un altra nazione europea possono scegliere liberamente se votare per i candidati del proprio paese di origine o per quelli del paese di residenza (è un reato farlo in entrambi)”. Così scrive Francesco Ragni che a Londra dirige il quotidiano online “LondraItalia.com”.
“Per gli italiani del Regno Unito la scelta è tra contribuire ad eleggere un deputato italiano oppure uno inglese, esattamente come faranno i sudditi di Sua Maestà. Una scelta diventata possibile dopo l’ultimo rinvio della Brexit fino al 31 ottobre e la palese incapacità di Westminster di approvare un accordo entro la fine di Aprile, unica strada che consentirebbe al Regno Unito di evitare le urne.
A Londra la macchina organizzativa e politica per le elezioni si è messa in moto. La data è nota (in UK si voterà giovedì 23 maggio mentre in Italia si vota domenica 26) e nei prossimi giorni le varie liste annunceranno i loro candidati.
Per votare da britannico è necessario informare gli uffici elettorali entro martedi 7 maggio. Molti municipi hanno già inviato una lettera a tutti i residenti europei chiedendo di indicare se si desidera partecipare alle elezioni da britannico (foto in basso).
Per farlo è necessario compilare un form da inviare per posta o online e assicurarsi di essere già registrato nelle liste elettorali (chi non lo fosse può farlo online all’indirizzo gov.uk/register-to-vote). In alternativa, è possibile votare i candidati italiani rientrando in patria o recandosi ai seggi allestiti dal Consolato. Ma quale scelta offre le migliori garanzie e opportunità?
“Il voto per un candidato del Regno Unito per me è un segnale di appartenenza alla società in cui viviamo e consente una maggiore prossimità con gli eletti, con cui potremo far sentire la nostra voce in futuro.” spiega a Londra Italia Claudia Delpero, direttore di Europe Street News, sito di riferimento per conoscere la prospettiva europea sulla Brexit. “Dall’altro lato, con la Brexit che incombe, non sappiamo per quanto tempo gli eurodeputati inglesi resteranno in carica. Molte persone inoltre preferiscono votare per un candidato italiano per mantenere il legame con l’Italia. Alla fine, è una scelta personale.“
Per chi vive in UK, dove i parlamentari mantengono un legame forte con i propri elettori, è forse più facile pensare di votare per un candidato locale, anche per mandare un segnale sulla Brexit. Da questa parte della Manica il voto europeo può essere considerato come un secondo referendum sull’uscita dall’Unione Europea.
Se Labour e Tories appaiono ancora divisi sulla Brexit, altre forze politiche si sono presentate con una posizione molto netta a favore (come il Brexit Party di Nigel Farage) o contro, come i LibDem, e il loro risultato alle europee potrebbe essere politicamente determinante per quello che avverrà nei prossimi mesi.
“Personalmente voterò per un candidato britannico perchè mi sembra importante far sentire la nostra presenza e sostenere le forze europeiste qui” conclude Delpero, “ma è anche utile sostenere il progetto europeo dall’Italia, paese fondatore che ha dato un contribuito intellettuale e umano enorme all’Europa, e che ora ne sta perdendo il credito spostandosi su posizioni scettiche proprio quando c’è bisogno di unità. Alla fine, qualsiasi cosa uno decida, credo sia importante votare e dare in questo modo maggiore legittimità al parlamento europeo””. (aise)

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