CASINI NEL CIV DI CARACAS: “NECESSARIO RIPRENDERE IL FILO POLITICO” - DI ROBERTO ROMANELLI

CASINI NEL CIV DI CARACAS: “NECESSARIO RIPRENDERE IL FILO POLITICO” - di Roberto Romanelli

CARACAS\ aise\ - ““È necessario riprendere un filo politico, io l’ho detto a tutti, l’ho detto a Juan Guaidó, l’ho detto al ministro degli esteri venezuelano, Jorge Arreaza, l’ho detto a quelli che ricercano il dialogo perché ciascuno ha la sua idea, io ho la mia…. ma non é che ci salviamo l’anima dicendo come sarebbero belle le cose da fare, se poi non riusciamo a realizzarle”. A dirlo è stato il presidente ad honorem dell’Unione Interparlamentare, Pier Ferdinando Casini, in un incontro con la Collettività italiana in Venezuela. In una prima riunione svoltasi nel Centro Italiano-Venezolano di Caracas, Casini ha fatto sapere che lavora sul fronte della risoluzione di problemi che riguardano tanto la comunità italiana nel paese ma anche ad una soluzione politica alla crisi in cui il Venezuela é sommerso già da molti anni”. Così scrive Roberto Romanelli su “La voce d’Italia”, quotidiano online di Caracas diretto da Mauro Bafile.
““Noi stiamo lavorando, stiamo lavorando per delle questioni serie, stiamo lavorando con tutti, opposizione e governo, perché voi sapete che abbiamo della gente in prigione, abbiamo gente in Ambasciata e bisogna cominciare a cercare di risolvere qualche problema”, ha detto Casini riferendosi alla settantina di parlamentari detenuti, esiliati e rifugiati in ambasciate, includendo i due deputati Maria Magallanes e Americo de Grazia rifugiati nella sede diplomatica italiana a Caracas.
Il senatore di Centristi per l’Europa (CpE) ha sottolineato che “chi ha seguito da sempre la vicenda del Venezuela capisce che oggi siamo in uno snodo molto particolare, siamo in una situazione da cui bisogna uscire”.
“Perché non è che si possa pensare che questa sia una situazione permanente del Venezuela, o proprio ci rassegniamo a dire questo è un paese che scompare dalla cartina geografica. Per cui chi ha una certa età ed è anziano rimane, mentre chi è più giovane va via prima possibile. Ma questo discorso non è giusto, né per voi né per i venezuelani, per quelli che non sono di origine italiana, ma sono uomini e donne in carne ed ossa come noi”, ha detto.
Il politico, che ha alle spalle anni e anni di esperienza, ha puntualizzato che “bisogna capire se ci sono dei margini” per trattative politiche.
“Bisogna capire come vanno avanti queste cose e soprattutto capire, quando si parla di dialogo politico, a cosa serve? Serve a perdere il tempo o serve per definire un percorso per arrivare alle elezioni?” si né chiesto, precisando poi di quali elezioni si parla, chi le garantisce e con quale autorità elettorale si fanno. “Tutti pensano a una elezione diversa”, ha osservato. “Qui identificare un percorso di uscita dalla crisi significa mettere mano su questioni molto delicate…. Si tratta di mettere in fila problemi e possibili soluzioni e di cercare di capire come sia possibile tracciare una via d’uscita”, ha ribadito.
A questo proposito, il presidente Casini intravvede uno spiraglio: “io comincio a vedere, sia nel governo che nell’opposizione, che si va facendo strada l’idea di portare avanti qualcosa in termini meno strumentali. Perché urlare è facile, ma bisogna poi arrivare al sodo; non c’é bisogno di tanti discorsi teorici, basterebbe identificare una strada concreta. È ora che la Comunità italiana torni a vivere in pace” in Venezuela.
“Siete degli eroi”
Il senatore, che in un noto discorso alle Camere chiese al governo italiano il riconoscimento di Guaidó come presidente ad interim del Venezuela, non riesce a capacitarsi di come un Paese “che era la quinta potenza industriale negli anni settanta” ora “rischi la bancarotta e la gente di morire di fame”.
Gli italiani e gli italo-venezuelani che vivono nel Paese “sono degli eroi” per la tenacia e la forza di volontà con cui affrontano le difficoltà di ogni giorno. Ed “io non vi dimentico”, anzi “ho preso tanto a cuore la vicenda del Venezuela da farne una battaglia personale”.
Rispondendo a delle questioni sollevate da Nello Collevecchio, membro del Consiglio degli italiani all’estero, e da Ugo di Martino, presidente del Comites di Caracas, Casini ha voluto ricordare i suoi sforzi alla Farnesina e alla Rai per “dare una mano ai nostri connazionali” e per far sí che si mantenga accesa l’attenzione sul dramma venezuelano.
“La burocrazia è un muro invalicabile, di burocrazia si muore – si é lamentato – ma almeno sono contento che si sia creata una bella osmosi tra voi e l’ambasciatore Placido Vigo e adesso nel consolato di Maracaibo ci sarà un nuovo diplomatico”.
Casini si è pure impegnato ad “inviare una lettera personale alle Regioni, Province e Comuni italiani invitandoli ad intraprendere iniziative e collaborazioni importanti col Venezuela”, assicurando il suo personale supporto all’iniziativa per costruire un ospedale italiano a Caracas.
All’evento erano presenti anche l’ambasciatore Placido Vigo, il console generale Enrico Mora, il presidente della Camara di Commercio Venezuelano-Italiana (Cavenit) Alfredo D’Ambrosio ed il presidente del Centro Italiano Venezuelano di Caracas, Carlos Vilino”. (aise) 

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