CEMENTARE I RAPPORTI CON LA COOPERAZIONE

CEMENTARE I RAPPORTI CON LA COOPERAZIONE

ROMA – focus/ aise - I sindaci Anton Salman e Mauro De Lillis hanno apposto la firma alla Dichiarazione di Intenti alla sottoscrizione del Patto di Gemellaggio tra le città di Betlemme e Cori (Latina). La cerimonia si è svolta in Palestina venerdì 15 febbraio, al Peace Center di Betlemme, alla presenza delle principali autorità locali. Il Gemellaggio con Betlemme – dopo quelli con Pefki (Grecia), Oswiecim/Auschwitz (Polonia), Sesto Calende (Italia) - verrà presto suggellato a Giulianello con la firma dell'accordo. Come ha ricordato il Sindaco Mauro De Lillis, l'idea del gemellaggio con Betlemme si fonda sul legame storico-religioso che unisce la comunità di Giulianello alla Terra Santa, e in particolare alla Casa della Natività, e trova la sua massima espressione nel Bambinello, la statuetta del Bambin Gesù, scolpita nel XVI secolo da un devoto francescano sul legno d’ulivo del Getsemani. Le relazioni di amicizia sono state poi estese dagli Storici Sbandieratori delle Contrade di Cori, che più volte hanno esportato il folklore della bandiera in Cisgiordania. I due attuali Sindaci, con l'approvazione di entrambi i Consigli comunali, hanno ritenuto i rapporti maturi per poter essere formalizzati e sviluppati anche a livello economico, turistico, culturale, scolastico ed istituzionale. Il 16 e 17 febbraio Marco Impagliazzo ha fatto visita alla Comunità di Sant'Egidio di Mönchengladbach, attiva nella città tedesca dal 1983.
Nella nuova sede in Franziskanerstrasse 30 (inaugurata a novembre 2018 dal vescovo Helmut Dieser) il presidente di Sant'Egidio ha visitato la Scuola della Pace che da oltre 35 anni raccoglie bambini tedeschi e di 15 diverse nazionalità. La città di Mönchengladbach – riporta la Comunità – “vive da alcuni anni una grave crisi economica: molte fabbriche - la città era un importante centro tessile - hanno chiuso. La disoccupazione ha suscitato conflitti sociali e si sono allargate le distanze tra persone di provenienze diverse e tra le generazioni. Una città come tanti mondi chiusi, separati da muri invisibili ma evidenti nella diffidenza che talvolta diventa aperto razzismo. Per questo è importante proseguire e rafforzare il lavoro di amicizia e integrazione che la Comunità svolge. Abbattere i muri della paura e dell'esclusione, vivere insieme e costruire così la pace: questo è il compito che Marco Impagliazzo ha affidato alla Comunità”.
L’Università del Molise, infine, ha preso parte nei giorni scorsi al kick-off meeting organizzato dalla University of Monastir, in Tunisia, per il lancio delle attività previste nell’ambito del progetto “Curriculum Development: An Innovative Master in History and Archaeology (CUDIMHA)”, del quale l’ateneo molisano è istituzione capofila.
Obiettivo del progetto di durata triennale – coordinato da Giuliana Fiorentino del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione – è l’organizzazione e l’accreditamento di un Master internazionale, un percorso di alta formazione universitaria, di orientamento professionale in Storia e Archeologia per la comunicazione e valorizzazione del patrimonio culturale in un’ottica di modernizzazione e internazionalizzazione del sistema universitario tunisino in un quadro europeo. Il progetto è finanziato dal programma europeo ERASMUS + KA2 Cooperation for Innovation and the Exchange of Good Practices – Capacity Building in the field of Higher Education.
Il progetto vede la partecipazione di partner provenienti da paesi diversi in Europa e Africa: oltre all’Università del Molise sono coinvolte, infatti, Masaryk University (Repubblica Ceca), FORMIT – Fondazione per la Ricerca sulla migrazione e sulla integrazione delle tecnologie (Italia), University of Sfax (Tunisia), University of Carthage (Tunisia), University of Gabès (Tunisia), University of Monastir (Tunisia), Università degli Studi Internazionali di Roma (Italia), e l’University of Alicante (Spagna). (focus\ aise) 

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