CINEMA E ARCHITETTURA SI INCONTRANO A BARCELLONA

CINEMA E ARCHITETTURA SI INCONTRANO A BARCELLONA

ROMA – focus\aise\ - L’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, in collaborazione con la Filmoteca di Catalunya e ETSAB UPC, si è fatto promotore del progetto integrato "Cinema e Architettura", che, curato da Maria Mauti, ha come obiettivo la diffusione della cultura italiana attraverso il cinema che incontra l’architettura.
L’occasione viene data dalla presentazione del film "L’Amatore" della stessa Mauti sull’architetto Piero Portaluppi, una delle eccellenze della storia architettonica del secolo passato.
"L’Amatore" è il primo lungometraggio realizzato dalla regista Maria Mauti, presentato in prima mondiale al Festival di Locarno, poi al Festival di Rotterdam e al Bafici di Buenos Aires. Il film verrà presentato in una serata evento alla Filmoteca de Catalunya, un luogo culto del cinema nella città di Barcellona, con una proiezione il 30 marzo, seguita da un dibattito tra la regista Maria Mauti, l’architetta Benedetta Tagliabue e il pubblico.
"L’Amatore" verrà anche presentato all’ETSAB della Universitat Politecnica de Catalunya all’interno del corso curato dal professore Antonio Pizza "Arquitectura y Cinema", nell’arco del secondo quadrimestre accademico, tra la fine di gennaio e metà aprile 2019.
A partire dall’analisi del film su Piero Portaluppi, la regista Maria Mauti terrà una masterclass dedicata alla relazione tra cinema e architettura: si tratta di un laboratorio pratico e produttivo in cui gli studenti sono chiamati a realizzare un corto su un’opera architettonica di Barcellona, la Torre del Gas Natural di Enric Miralles e Benedetta Tagliabue. La masterclass si concluderà con un evento di presentazione del materiale prodotto e una conferenza sul tema, in una serata che verrà presentata in un altro luogo centrale della città, questa volta dedicato all’architettura.
Agli studenti del corso la regista presenterà il film "L’Amatore" per poterlo, insieme a loro, destrutturare, scomporre, nelle numerose domande che hanno richiesto una soluzione rispetto all’utilizzo dell’architettura come luogo cinematografico: come riprendere le architetture per renderle dei luoghi evocativi? Qual è il punto di vista fotografico sulle architetture che permette di renderle simili a dei personaggi? Che ruolo assume il suono nella immobilità di questi luoghi fantasmatici? Quale funzione possono avere le figure che vivono e attraversano questi spazi, che in Portaluppi sembrano congelati nel tempo? Quali sono le dinamiche di montaggio per dare fluidità a un racconto architettonico?
Riflettendo intorno a queste questioni, gli studenti verranno guidati in un percorso che ricalca il processo professionale dei ruoli e delle tecniche, e attraverso il quale si possa realizzare un corto cinematografico su un’architettura della città di appartenenza, Barcellona.
L’architettura proposta è La Torre del Gas Natural degli architetti Miralles e Tagliabue, l’architetta che presenterà anche il film L’Amatore in Filmoteca il 30 marzo. Questa opera viene prescelta per il ruolo che mantiene nella città e per le sue potenzialità filmiche.
Il laboratorio vero e proprio prevede sei incontri così suddivisi: Due incontri di pre-produzione l’1 e il 15 marzo per riflettere sulle questioni relative a come riprendere le architetture, sul ruolo del suono, realizzare i primi sopralluoghi per conoscere l’opera, approfondire la poetica dell’architetto, apprendere i fondamenti della tecnica per l’utilizzo di una telecamera professionale. In questa fase i dodici studenti selezionati si divideranno i tre gruppi di quattro persone, ognuna con un suo ruolo specifico, formando così tre troupe cinematografiche con il regista, il direttore della fotografia, il fonico, il produttore esecutivo.
Seguiranno due incontri di produzione il 22 e 23 marzo, con le riprese sul campo. Le tre troupe si concentreranno su punti di vista diversi dell’architettura prescelta, la relazione tra l’opera e la vita del quartiere in cui è stata realizzata, la struttura esterna dell’architettura e il suo utilizzo interno. Le troupe lavoreranno in contemporanea con la supervisione della regista Maria Mauti e di altri professionisti.
Due giorni di post-produzione, il 29 marzo e il 26 aprile, serviranno infine a visionare il materiale ripreso dagli studenti, analizzarlo e provare a montare alcune scene. Varrà dato poi il tempo agli studenti di lavorare a un proprio montaggio che verrà presentato nella seconda sessione per poterlo far evolvere fino alla realizzazione di un corto professionale.
L’obiettivo della masterclass come laboratorio è quello di stimolare gli studenti a un apprendimento sul campo, che non solo si ponga le domande sul fare ma provi a trasformare il conoscimento e la teorizzazione in una pratica. Attraverso questa esperienza che ricalca le dinamiche di quello che accade nel mondo del lavoro, il laboratorio intende professionalizzare gli studenti, permetter loro di fortificare e ampliare le conoscenze teoriche, i loro talenti, le attitudini di ognuno e la responsabilità che il lavoro collettivo richiede, nonché di venire a contatto con la professionalità italiana nel settore.
Alla fine del processo, verrà organizzata una serata evento in cui presentare e riflettere sul lavoro svolto dagli studenti con una conferenza e la proiezione e istallazione del filmato realizzato nel corso del laboratorio. L’evento verrà organizzato in un luogo rilevante per l’architettura nella città e sarà aperto a tutti gli studenti dell’università e alla città di Barcellona. (focus\aise) 

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