DI LORENZO (UIL PA ESTERI) AL MINISTRO MOAVERO: RIGIDITÀ E POCHE CHANCE DI CARRIERA ALLA FARNESINA

DI LORENZO (UIL PA ESTERI) AL MINISTRO MOAVERO: RIGIDITÀ E POCHE CHANCE DI CARRIERA ALLA FARNESINA

ROMA\ aise\ - Al primo incontro tra il Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Enzo Moavero Milanesi, e le organizzazioni sindacali attive alla Farnesina, la Uil Pa Esteri era rappresentata dal Coordinatore Generale, Alfredo Di Lorenzo, e dal Coordinatore Generale Aggiunto, Carolina Milano.
In questa occasione, Di Lorenzo ha voluto ribadire le questioni più urgenti per cui “individuare soluzioni efficaci” a beneficio di chi lavora al Ministero, in Italia e all’estero.
Quello della Farnesina, ha detto il sindacalista, è un organico “caratterizzato da un forte senso di appartenenza. La Farnesina è – ci vantiamo di dirlo – un’Amministrazione di successo e lavorarvi è motivo di prestigio personale ed un elemento distintivo anche rispetto ad altre Amministrazioni dello Stato. Immaginiamo che anche lei, Signor Ministro, percepirà tale status rispetto ai suoi colleghi di Governo. Riteniamo del resto corretto affermare che sia solo grazie allo spirito di servizio dei suoi dipendenti, funzionari e dirigenti ed a tale loro senso di appartenenza a questa Amministrazione, se il Ministero degli Esteri assolve ancora alle proprie funzioni in modo efficace, nonostante le attuali limitate dotazioni organiche e finanziarie”.
Ricordato che “la rete diplomatica, quella consolare e quella culturale attraversano una fase di grande sofferenza che ha reso necessarie scelte complesse” - poiché “da un lato sono state implementate misure straordinarie per mantenere all’estero il personale amministrativo, sacrificando in parte la sede centrale” e “dall’altro funzionari culturali, pur disponibili a coprire i vasti vuoti nei nostri Istituti di Cultura, sono costretti a Roma per non pregiudicare la funzionalità degli uffici romani, svolgendo anche mansioni diverse da quelle previste per il proprio profilo di appartenenza” – Di Lorenzo ha evidenziato le prime criticità: “l’elevata età anagrafica del personale e l’aumento dei carichi di lavoro, legato alla nuova mobilità verso l’estero e a sempre nuove competenze di cui l’Amministrazione deve farsi carico”.
Situazione che “finisce per generare ulteriori ricadute sulla funzionalità in senso lato e sul benessere organizzativo del personale in servizio. Ad oggi, nonostante tutto, solo l’impegno e la professionalità di quest’ultimo sono riusciti ad evitare ricadute negative sulla produttività”.
Sotto accusa anche “le rigidità imposte dalla normativa vigente nella gestione del personale” che, ha aggiunto il sindacalista, “sono poi motivo di frustrazione aggiuntiva. Alla Farnesina coesistono, caso quasi unico nella nostra Pubblica Amministrazione, tre diverse categorie di personale, ciascuna ulteriormente suddivisa all’interno in vari gradi e funzioni. Tali rigidità, combinate con la mancanza di investimenti sulla macchina ministeriale, rendono estremamente difficoltosa, e in qualche caso impossibile, qualsiasi prospettiva di crescita professionale. Molti validi colleghi a contratto si dimettono per cogliere opportunità, economiche e di carriera, in mercati più evoluti e competitivi”.
E ancora: “circa 150 colleghi della Seconda Area funzionale temono, al momento, di veder sfumare qualsiasi prospettiva, anche solo generica e futura, di accesso alla Terza Area al termine di una difficile selezione. I giovani Segretari di Legazione assunti con gli ultimi, pur difficilissimi, concorsi, sanno già di non poter contare sulle stesse chance di carriera di chi li ha preceduti”.
In questo modo, secondo Di Lorenzo, la Farnesina “rischia di non saper riconoscere le giuste gratificazioni alle proprie eccellenze e di cadere così vittima del suo stesso successo. Affinché questo non accada è necessario un investimento reale e misurabile sul principale strumento di politica estera di cui l’Italia dispone, e per il quale oggi il nostro contribuente paga sensibilmente di quanto non avvenga ai contribuenti francesi e tedeschi per i propri Ministeri degli Esteri”.
“Lo scorso aprile, - ha quindi ricordato il coordinatore della uil Pa Esteri – il Segretario Generale della UILPA, Nicola Turco, ha inviato una lettera aperta al Ministro Giulia Buongiorno. Faccio anche mie quelle parole per ribadire che, quando ricorrendo al falso problema dei “risparmi di spesa” si chiudono uffici, sottraendo servizi alla collettività, non si rende un buon servizio. Analogamente, quando si consente lo svuotamento degli uffici e si sottopongono i superstiti a ritmi di lavoro inaccettabili, che producono anche malessere e disservizi, ciò equivale a far sì che la Pubblica amministrazione abdichi al proprio ruolo, privando i cittadini di ciò che meritano. Tutto ciò dipende dalle scelte della Politica e non è colpa dei lavoratori”.
“Quella stessa politica – ha concluso Di Lorenzo – oggi è anche chiamata, senza possibilità di ulteriori rinvii, a scegliere se voglia dotarsi o meno degli strumenti per avere una politica estera”. (aise) 

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