DISSIPARE LE NUBI TRA ITALIA E FRANCIA: DA “FRANTALIA” UNA “LETTERA APERTA” A MATTARELLA E MACRON

DISSIPARE LE NUBI TRA ITALIA E FRANCIA: DA “FRANTALIA” UNA “LETTERA APERTA” A MATTARELLA E MACRON

ROMA\ aise\ - “Frantalia è un piccolo posto nel cuore dell’Unione Europea. Tanto piccolo poi non proprio, perché ha sicuramente più abitanti del Lussemburgo o di Malta o di Cipro. Non ha confini, se non quelli definiti da un comune patrimonio di storia, arte, letteratura, cibo, architettura, memorie e tanto altro. Tra gli abitanti di Frantalia ci sono bambini nati da amori “transfrontalieri”, studenti liceali che fanno il bac in Italia e la maturità in Francia, ragazzi Erasmus e quelli in cerca di lavoro e esperienze, ricercatori, professori, imprenditori, pensionati, emigranti, quelli che prendono il treno Cuneo-Nizza, quelli di Ventimiglia e di Mentone, quelli che vivono ai piedi del Monte Bianco e tutti coloro che, pur non essendosi mai mossi da casa, condividono il patrimonio comune di Frantalia”. Inizia così la “lettera aperta” che diversi professionisti italiani e francesi indirizzano ai Presidenti della Repubblica italiano e francese, Mattarella e Macron, in vista del loro incontro programmato il 2 maggio. La “lettera aperta” è stata pubblicata sul sito frantalia.eu dove può ancora essere sottoscritta. Ad oggi è stata firmata da 1414 persone.
Ne riportiamo di seguito il testo integrale.
“Gli antenati ed abitanti famosi di Frantalia sono tanti: Leonardo da Vinci, Caterina de’Medici, Giulio Mazzarino, Carlo Goldoni, Gioacchino Rossini, Henry Beyle – Stendhal, Amedeo Modigliani, Italo Calvino , Giuseppe Ungaretti, i Fratelli Rosselli, Georges Brassens, Yves Montand, Pierre Cardin, Cino del Duca, Albert Uderzo, Enrico Cernuschi, Léon Gambetta, Paul Cézanne, Ettore Bugatti, Fernandel, Édith Piaf, Lino Ventura, Serge Reggiani, Michel Piccoli, Max Gallo, Dalida, Emanuel Ungaro, Nino Ferrer, Coluche, Daniel Pennac, Patrick Modiano, Fabrice Luchini, Michel Platini, Michel Petrucciani, Roberto Alagna, Jean Alesi, Valeria Bruni Tedeschi…E questi, in ordine sparso, non sono che una prima schiera di tanti altri ancora, del passato e di oggi.
Gli abitanti di Frantalia sono inquieti. Sul loro cielo, da tempo, avvertono malintesi, arroganze, vanità, incomprensioni, per non parlare di falsità, aggressioni, provocazioni, reazioni esacerbate che, come nuvole, si addensano non promettendo nulla di buono.
Succede, può succedere; ma come per le crisi in famiglia, non si deve far finta di niente, perché altrimenti si rischia il peggio.
E sarebbe un vero peccato perché tra i due versanti delle Alpi infatti la cooperazione è ricca e proficua nei più diversi ambiti, dall’economia alla cultura, dalla scienza alla ricerca, dalla giustizia all’innovazione industriale, dal turismo alla gastronomia, dallo spettacolo alla scuola. Una cooperazione solida e continua, fondata sul dialogo e lo scambio, sui progetti condivisi e sull’arricchimento reciproco, una cooperazione che nel corso del tempo ha dato luogo ad una fitta rete di relazioni che oggi costituisce la vera realtà del mondo condiviso di Frantalia.
Mentre infatti ai piani più alti del condominio sono volati gli stracci e le accuse reciproche, a tutti i piani inferiori si continua a costruire un destino condiviso, fatto di dialogo, curiosità e reciproca apertura.
Sarebbe imperdonabile che le nubi che hanno oscurato il nostro cielo minacciassero di nuovo questa somma d’esperienze e che questo prezioso bene comune fosse rimesso ancora in discussione dalle incomprensioni e dalle recriminazioni, dalla miopia e dagli interessi di parte.
Certo dialogare costa fatica e chiede di rimettere in discussione le proprie certezze, dialogare implica la consapevolezza di non essere soli al mondo e di aver bisogno degli altri, dialogare significa umiltà, intelligenza e apertura all’altro di sé per un comune progresso.
Insomma dialogare non è sempre facile, ma finora è sempre stato possibile con reciproci vantaggi.
E’ tempo che le nubi vengano definitivamente soffiate via. Signor Presidente della Repubblica, Monsieur le Président de la République, vi incontrerete il 2 maggio per ricordare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, parlare di futuro e di Europa. Gli abitanti di Frantalia sono al vostro fianco, voi che siete punti di riferimento istituzionali e morali, perché il nostro comune cielo sia sempre sereno.
Ne hanno bisogno due Paesi, talmente vicini, che a volte possono dimenticarsene”. (aise) 

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