EUROZONA, ALLARME BCE: “NEL SECONDO E TERZO TRIMESTRE MENO CRESCITA DEL PREVISTO” - DI EMANUELE BONINI

EUROZONA, ALLARME BCE: “NEL SECONDO E TERZO TRIMESTRE MENO CRESCITA DEL PREVISTO” - di Emanuele Bonini

BRUXELLES\ aise\ – “L’Eurozona non smetterà di arrancare. I dati economici in entrata e le informazioni a disposizione “continuano a indicare una crescita leggermente più lenta nel secondo e terzo trimestre”, certifica il bollettino economico della Banca centrale europeo pubblicato oggi dall’Eurotower”. A commentare i dati è Emanuele Bonini su “Eunews”, quotidiano online diretto a Bruxelles da Lorenzo Robustelli.
“A frenare l’economia dell’eurozona “principalmente la debolezza in atto nel commercio internazionale in un contesto di prolungate incertezze globali, che stanno colpendo in particolare il settore manifatturiero”.
Il documento prodotto dalla BCE ricalca quanto già detto dal presidente dell’istituzione comunitaria, Mario Draghi, in occasione dell’ultima riunione del consiglio dei governatori. Pesano sul sistema dell’euro “la prolungata presenza di incertezze”, legate a fattori geopolitici, e “la crescente minaccia di protezionismo e vulnerabilità nei mercati emergenti”. Tutto questo “sta indebolendo il sentimento economico”.
Il capitolo commerciale rappresenta un elemento quasi di criticità per l’eurozona.
“Dopo un rialzo nel primo trimestre del 2019, il commercio nell’area dell’euro non sembra guadagnare slancio”, lamenta il documento della BCE. I dati nominali a disposizione sugli scambi di merci nell’area dell’euro fino a maggio “sono relativamente volatili e indicano un peggioramento delle importazioni e delle esportazioni nel secondo trimestre del 2019” (-0,5% e -0,4%, rispettivamente, in termini di trimestre su trimestre). Guardando al futuro, non si vede “alcun chiaro segno” di inversioni di tendenze.
Da qui il nuovo invito ai governi a lavorare per mettere in sicurezza le proprie economie e, di conseguenza, quelle degli altri Paesi dell’area euro. “L’attuazione di riforme strutturali ben progettate è essenziale per ridurre le vulnerabilità nei paesi dell’area dell’euro”, si legge nel bollettino economico della BCE. “Sono necessarie anche riforme per far fronte alle sfide strutturali che i paesi dell’area dell’euro sono chiamati ad affrontare, tra cui la digitalizzazione e il cambiamento demografico”. Un invito implicito anche all’Italia, dove l’età media della popolazione è tra le più alte d’Europa”. (aise) 

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