GLI ITALIANI E LA BREXIT: AMENDOLA RISPONDE A UNGARO (ITALIA VIVA)/ IL MINISTRO A LONDRA IL 7 OTTOBRE

GLI ITALIANI E LA BREXIT: AMENDOLA RISPONDE A UNGARO (ITALIA VIVA)/ IL MINISTRO A LONDRA IL 7 OTTOBRE

ROMA\ aise\ - “Ringrazio il deputato Ungaro e gli altri interroganti perché intervengono su una preoccupazione che credo debba essere di tutto questo Parlamento e ovviamente del Governo”. Così il Ministro per le politiche europee, Enzo Amendola, che oggi pomeriggio alla Camera ha risposto alle interrogazioni presentate in merito alla tutela dei cittadini italiani alle prese con la Brexit.
“I Paesi dell'Unione europea e il Regno Unito hanno avviato da tempo un dialogo strutturato sulla necessità di garantire i diritti ai cittadini anche in caso di recesso senza accordo”, ha ricordato Amendola. “Nel frattempo, come tutti voi sapete, come Paesi dell'Unione europea stiamo cercando di trovare un'intesa con i nostri amici britannici per un'uscita ordinata con la ratifica di un accordo di recesso, seguendo ovviamente il lavoro della Commissione e del suo capo negoziatore”.
“Non è un'impresa facile – ha sottolineato il ministro – perché la questione del confine irlandese è molto complessa e perché le proposte britanniche della scorsa settimana non prevedono adeguate garanzie giuridiche. Inoltre la situazione, come leggiamo anche in queste ore, è ulteriormente complicata dal clima di incertezza politica nel Regno Unito, il cui ultimo sviluppo proprio di ieri è con la sentenza della Corte suprema. Allora è evidente che, in questo quadro, i due principali temi all'attenzione del Consiglio europeo del 17 e del 18 ottobre saranno la possibilità di un accordo sulla questione irlandese e l'eventualità di un'ulteriore proroga per la Brexit del 31 ottobre”.
“Detto questo, chiariamo subito che da parte britannica sono stati fatti sforzi importanti per creare un sistema di registrazione e di riconoscimento dei diritti dei cittadini rapido ed efficace”, ha riconosciuto il Ministro. “Ma – ha subito aggiunto – un processo di tale portata, che comporta la registrazione in un periodo relativamente breve degli oltre 3 milioni di cittadini europei, tra cui i nostri 600 mila, residenti nel Regno Unito, presenta inevitabili complicazioni che ci hanno spinto a intervenire con maggiore vigore”.
“I contatti con le autorità britanniche – ha, quindi, ricordato Amendola – si sono intensificati a partire dall'aprile 2018, proprio quando è scoppiato il caso nel Regno Unito del cosiddetto Windrush, che presentava potenziali e preoccupanti analogie con la situazione ai cittadini europei. Il decreto-legge Brexit, oltre ad assicurare la tutela dei diritti dei cittadini britannici residenti in Italia con un periodo transitorio al 31 dicembre 2020, prevede anche il rafforzamento della rete consolare nel Regno Unito e l'assistenza ai connazionali”.
“Il lavoro portato avanti dal nostro Ministero, dalla Farnesina, con la nostra ambasciata a Londra, va in due direzioni”, ha spiegato Amendola. “Da un lato quella di un dialogo costante con le comunità italiane residenti nel Regno Unito che ha consentito di identificare meglio i problemi che possono sorgere dalla Brexit e, secondo, di un rapporto strutturato e costante con le autorità britanniche. Su questo dossier, insieme al Ministero degli Affari esteri e a Palazzo Chigi, il nostro impegno è totale a partire proprio dal prossimo 7 ottobre quando avremo una missione: mi recherò a Londra – ha annunciato Amendola – per incontrare tutti i rappresentanti delle comunità”.
“L'Italia – ha ricordato ancora il Ministro – ha adottato con il decreto-legge Brexit misure legislative per garantire che i cittadini britannici residenti in Italia abbiano garanzie; ma la via maestra per garantire i diritti acquisiti dei cittadini in caso di Brexit resta l'accordo di recesso che prevede adeguate garanzie giuridiche. Stiamo lavorando, in conclusione, per salvare l'accordo stesso in spirito di unità con gli altri Stati membri per una Brexit ordinata. Ma – ha concluso – alla luce della persistenza incertezza in Regno Unito e anche viste le nostre preoccupazioni, che si legano alle sue, dobbiamo prepararci ovviamente a qualsiasi scenario”. (aise) 

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