GLI ITALIANI IN ISLANDA: I DATI DELL’AMBASCIATA ITALIANA AD OSLO

GLI ITALIANI IN ISLANDA: I DATI DELL’AMBASCIATA ITALIANA AD OSLO

OSLO\ aise\ - Sono 393 gli italiani in Islanda. A loro è dedicato l’approfondimento statistico dell’Ambasciata italiana ad Oslo, che, attraverso le cifre, rende la precisa fotografia della piccola comunità italiana a Reykjavík e dintorni.
Più uomini che donne (54 a 46), tra i 31 e 50 anni (40% del totale): questo il gruppo prevalente tra gli italiani residenti nel Paese. La seconda fascia per numerosità è rappresentata dai minori di 18 anni (30%), seguita dalla categoria 18-30 anni (20%) e dai maggiori di 50 anni (10%).
I due principali Stati di nascita sono l’Islanda (32%) e l’Italia (55%), in netta superiorità rispetto a tutte le altre nazioni. Dopo aver effettuato un raggruppamento per regioni geografiche, la terza zona per numerosità risulta essere l’America centrale e meridionale (7%). A seguire si trovano i paesi europei parte dell’Unione Europea (3%) e quelli non aderenti all’UE (1%). Sempre con l’1% vi sono l’America settentrionale e l’Oceania, mentre con lo 0% si trovano Asia e Africa.
Quanto all’arrivo in Islanda, il numero dei connazionali è rimasto piuttosto limitato fino alla metà degli anni Novanta. Un cambiamento si è registrato dal 2004: da allora, il numero di arrivi annui è rimasto sostenuto raggiungendo, con poche eccezioni, numeri a due cifre. Il numero massimo di arrivi è avvenuto nel 2016 (41). Nel 2017 il numero di arrivi è sceso a 21. Il dato attuale al 2018, è di 5 arrivi.
La Lombardia risulta essere la prima regione di provenienza dei cittadini italiani residenti in Islanda (14%), e Milano la prima provincia in assoluto (24 osservazioni). La seconda regione di provenienza è l’Emilia-Romagna (9%), a seguire si trovano Toscana e Sicilia con l’8% delle osservazioni, al 7% Campania e Lazio, al 6% Calabria e Marche e al 5% Liguria, Piemonte, Veneto e Trentino-Alto-Adige. Tutte le altre regioni non raggiungono tale quota, con la Valle d’Aosta che con una sola osservazione chiude la classifica.
L’86% degli italiani presenti in Islanda risiede nella capitale, Reykjavík, e nei suoi dintorni. Il 5% risiede nella regione nord-occidentale, compreso il Westfjords, e nella regione nordorientale e orientale. Il 4% nella regione meridionale.
Quanto al titolo di studio - statistica per cui sono stati presi in considerazione solo i maggiori di 16 anni – dai dati dell’Ambasciata emerge che il 54% di chi indica il titolo di studio dichiara di possedere una laurea, il 37% dichiara il possesso di un diploma, l’8% la licenza media e l’1% di possedere la licenza elementare.
Dai dati sulle professioni emerge, infine, che gli italiani in Islanda sono soprattutto libero professionista (22%), quindi impiegato (18%) e, al terzo posto, addetto nel settore alberghiero/ristorazione (15%). Percentuali importanti anche per gli operai (12%), qui raggruppati in qualificati e non qualificati, e per la professione intellettuale (7%) in cui si sono considerati docenti, professori universitari ma anche personale non docente. Solo il 3% dichiara di essere disoccupato. Quanto infine ai pensionari, secondo i dati incrociati dall’Ambasciata, potrebbero essere 4. (aise) 

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