I FRUTTI DELLA COOPERAZIONE

I FRUTTI DELLA COOPERAZIONE

ROMA – focus/ aise – Ventisei giovani influencer di tredici paesi tra Africa ed Europa. Questo il team formato dal Royal Institute of International Affairs, noto come Chatham House, il think tank britannico specializzato in analisi geopolitiche e delle tendenze politico-economiche globali che, con l’approssimarsi del centenario della sua fondazione, previsto per il 2020, ha avviato un ambizioso progetto denominato Common Futures Conversations (Dialoghi per dei Futuri Condivisi), il cui obiettivo è dare vita ad una piattaforma digitale euro-africana capace di promuovere dibattiti e confronti tra giovani in Europa e Africa su temi di rilievo globale come l’educazione, la lotta alle fake news, l’ambiente ed il contrasto alla povertà. Peculiarità del progetto è che la piattaforma sarà sviluppata dai giovani stessi.
Tra essi anche Michel Alimasi, consulente strategico italo-congolese da tempo attivo su numerosi progetti internazionali e Jacopo Bencini, ricercatore da anni impegnato nell’attivismo e nella politica locale.
Un percorso lungo 18 mesi che si svolgerà tra Londra e Addis Abeba.
La costruzione della piattaforma avverrà attraverso questionari, ricerche sul campo e incontri con decisori politici e associazioni - il lancio è previsto per l’autunno 2019. Il progetto ha avuto inizio a Londra il 13 dicembre scorso con un primo incontro operativo dei ventisei giovani provenienti da Italia, Costa d’Avorio, Etiopia, Estonia, Germania, Kenya, Mozambico, Nigeria, Norvegia, Romania, Tunisia, Regno Unito e Zambia, e proseguirà con un secondo incontro di lavoro in Etiopia previsto per la seconda metà di febbraio.
Dalla Geopolitica alla Sanità: Le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), l’Associazione Medici di origine Straniera in Italia (Amsi) ,il Movimento Internazionale “ Uniti per Unire” e la Confederazione Internazionale-Unione Medica Euro-mediterranea (UMEM) nell’ambito del protocollo d'intesa congiunto siglato con l’Università UniCamillus il 18 Aprile 2018, promuovono il gemellaggio con l'Università Ahlyia di Betlemme che è stato firmato dal rettore dell'Università Hawni Khatib,dal Rettore dell'Università UniCamillus Gianni Profita e dal Fondatore dell'Amsi e Co-mai Foad Aodi nonché Consigliere Omceo di Roma e Coordinatore Area Rapporti con i Comuni e Affari Esteri e Area Riabilitazione dell'Omceo di Roma. Il protocollo di intesa sviluppa un gemellaggio basato su vari punti, nei quali entrambe le Università si impegnano a creare importanti relazioni culturali, scientifiche e didattiche, promuovendo la ricerca scientifica. Le Università designeranno un responsabile per ogni progetto (project manager) che riferirà alle autorità accademiche competenti del lavoro svolto. Tutti gli studenti delle due Università potranno beneficiare degli accordi promossi dai rispettivi atenei, e l’intesa ha la validità di ben 3 anni.
Infine, Il primo ministro della Repubblica di Malta, Joseph Muscat ha tenuto a battesimo a Cagliari, mercoledì scorso, con il presidente della Regione Francesco Pigliaru, l’assessore della Programmazione Raffaele Paci e il ministro della Difesa Elisabetta Trenta il progetto BAT: Sistema innovativo di navigazione aerea basato su sistema inerziale”, con un investimento totale di 8 milioni e 200 mila euro cofinanziato dalla Regione con 1 milione e dal Ministero dello Sviluppo Economico con 2,8 milioni, che proietta la Sardegna al centro del panorama internazionale della ricerca aerospaziale di eccellenza.
La società maltese Wes Trade, con le italiane Gem Elettronica e Lion Consulting, il colosso europeo Airbus di concerto con il Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS), sono infatti pronte ad avviare l’attività di ricerca per perfezionare un sistema di rilevazione satellitare e navigazione aerea in grado di funzionare anche senza il segnale Gps, con sensori montati sugli aerei di cui devono stimare posizione e velocità sfruttando la rotazione dell’asse terrestre, con nuove tecniche che rendano più sicura e precisa l’attività di volo. Ma questa è solo la prima fase di quella che può diventare una partita molto più grande e importante per l’Isola: se la ricerca andrà a buon fine e i rilevatori di nuova generazione verranno messi sul mercato, sarà proprio la Sardegna a ospitare l’azienda produttrice, con tutto quello che significa in termini di ricadute economiche e nuovi posti di lavoro. (focus\ aise) 

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