LA NOSTRA SFIDA, NONOSTANTE LE AVVERSITÀ – DI MAURO BAFILE

LA NOSTRA SFIDA, NONOSTANTE LE AVVERSITÀ – di Mauro Bafile

CARACAS\ aise\ - "Fare giornalismo in Venezuela non è mai stato così difficile come negli ultimi 20 anni. Poco a poco, i giornali indipendenti, quelli che come il nostro hanno fatto una scelta editoriale chiara e precisa e si sono rifiutati di trasformarsi in megafono della propaganda ufficiale, sono stati emarginati. Lentamente, ma inesorabilmente, il governo ha messo in atto una strategia orientata a soffocarli". È un amaro editoriale quello che Mauro Bafile firma oggi dalle pagine on line de La Voce d’Italia, storico giornale di Caracas in lingua italiana, alle prese con la grave situazione politica, sociale ed economica in cui versa il Venezuela.
"All’inizio solo semplici minacce contro i singoli giornalisti accusati di essere "al soldo dell’imperialismo"; poi negando l’accesso alle fonti d’informazione ufficiali – leggasi ministeri, organismi e aziende dello Stato – e, quindi, interrompendo la pubblicazione di statistiche fondamentali per capire lo sviluppo economico e sociale del Paese.
Ma non è tutto. Nella crisi globale nella quale è precipitato il Paese, industria e commercio hanno ridotto al minimo fino quasi a sopprimerlo, il loro "budget" pubblicitario, ninfa essenziale dei mass-media indipendenti. E le aziende dello Stato, le uniche che hanno le risorse sufficienti per nutrire i giornali con la loro pubblicità, oggi discriminano tra giornali filogovernativi e non.
L’accesso alla carta, poi, è stato impiegato per asfissiare la stampa. In mano allo Stato, che ne ha il monopolio, è diventato uno strumento di ricatto. I quotidiani, per risparmiare le materie prime di difficile accesso, hanno prima ridotto il numero degli esemplari stampati, poi via via il numero di pagine e infine, già senza carta, interrotto le pubblicazioni per orientarsi verso la web. Ormai i quotidiani che ancora vantano l’edizione cartacea sono pochissimi e tutti filo-governativi.
I continui black-out, durante e dopo la lunga interruzione del servizio elettrico che ha tenuto il Venezuela all’oscuro per giorni, hanno messo in crisi tutti i "mass-media" emigrati nell’immensa galassia della web. Senza un servizio elettrico costante e con l’internet controllato dallo Stato, fare giornalismo, per questi mezzi di comunicazione, è una sfida quotidiana. E offrire ai lettori un servizio informativo completo un miracolo che non sempre avviene.
Per questo, ci scusiamo con i lettori se in questi giorni, a causa delle difficoltà oggettive che tutti ormai conosciamo, non riusciamo a informare opportunamente come vorremo. Siamo parte del Paese. Non siamo estranei alle conseguenze dei black-out, alla lentezza del segnale Internet e del suo viavai, e dei disservizi diventati il nostro pane quotidiano. Resta comunque inalterato il nostro desiderio di offrire ai lettori dentro e fuori del Venezuela un’informazione, onesta e completa che permetta di capire la nostra realtà e quella del mondo che ci circonda. È questa la nostra sfida, la nostra promessa". (aise)


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