"LA RICERCA DELLA BELLEZZA": L’ORO BIANCO DI VINOVO IN MOSTRA AL CASTELLO DELLA ROVERE

VINOVO\ aise\ - Una ricca ed eterogenea esposizione di porcellane della Reale Manifattura di Vinovo. È quella che si aprirà sabato, 16 febbraio, presso il piano nobile del Castello Della Rovere, a Vinovo, in Piemonte.
La mostra "Oro bianco: la ricerca della bellezza. Porcellane di Vinovo", in allestimento sino al 28 aprile, rappresenta un’importante opportunità per presentare al pubblico gli aspetti storicamente e artisticamente più significativi che hanno preso vita tra le mura del castello. Saranno infatti esposte per la prima volta, nel luogo in cui sono state create, circa 200 porcellane e materiali provenienti da collezioni private, dalle raccolte di Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica e del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, dall’Archivio di Stato di Torino, dall’Archivio Storico Città di Torino e dalla Curia Vescovile di Torino – Parrocchia di Vinovo.
La porcellana, invenzione cinese nata intorno al X secolo, si distingue dagli altri materiali ceramici per le sue peculiari caratteristiche di bianchezza, brillantezza e traslucidità dovute in particolare alla presenza del caolino. Essa acquistò gradualmente una sempre maggiore notorietà guadagnandosi apprezzamenti da tutte le Corti europee, che se ne servivano per ornare le loro residenze e per farne doni diplomatici, tanto da meritarsi il soprannome di "Oro bianco", perché preziosa ed estremamente rara.
La manifattura di Vinovo fu l’unica in Piemonte a essere fondata sotto l’egida della monarchia sabauda tanto da potersi fregiare del titolo di "Regia Fabbrica di Porcellane". Fu aperta nel 1776 nel Castello di Vinovo, affidato dal Re all’Ordine Mauriziano, grazie all'intraprendenza di un torinese, Giovanni Vittorio Brodel e di un ceramista di Strasburgo, il geniale Pierre-Antoine Hannong, la cui conoscenza dell’arcanum, l’impasto segreto della porcellana, lo aveva condotto alla manifattura di Sèvres e quindi a fondare le prime fabbriche di porcellana dura. Nella fabbrica di Vinovo era impiegato un gruppo di lavoranti francesi, tedeschi e italiani, che nell’arco di soli tre anni riuscì a portare la produzione a livelli di notevole qualità. Tuttavia, difficoltà dovute a una scarsa lungimiranza imprenditoriale portarono all’interruzione delle attività nel 1779, che furono riprese l’anno successivo dal medico e chimico torinese Vittorio Amedeo Gioanetti. Il Gioanetti sviluppò e potenziò la produzione con ingegno e competenza, mettendo a disposizione le proprie conoscenze in ambito chimico e geologico. Alla sua morte avvenuta nel 1815 gli subentrò il suo primo collaboratore Giovanni Lomello, il quale non riuscì a replicare il successo ottenuto sotto la direzione Gioanetti e la manifattura chiuse definitivamente nel 1822.
L’allestimento della mostra è stato progettato ed elaborato in modo vario e articolato, tale da consentire una rappresentazione multimediale coinvolgente e appassionante, attraverso un percorso espositivo diviso in cinque sezioni che ripercorrono cronologicamente i tre periodi di produzione dal 1776 al 1822: la gestione Hannong- Brodel, quella Gioanetti e, infine, quella di Lomello.
Sarà per la prima volta parzialmente visibile l’interessante ciclo dipinto con stemmi del secolo XVI recentemente restaurato nella torre nord del Castello. Attualmente sono ancora in lavorazione le pareti, su cui sono emerse importanti testimonianze storico-artistiche come un profilo di figura umana a sanguigna. Inoltre potranno essere ammirati nel chiostro del castello gli affreschi di assoluto valore artistico, che decoravano la fascia superiore del primo ordine di arcate. Tali affreschi vennero ricoperti di malta attorno al 1825 dai Gesuiti, per non turbare o distogliere l’attenzione degli studenti che avrebbero osservato le nudità delle raffigurazioni. Intorno al 1882 la famiglia Rey, allora proprietaria del castello, affidò al pittore Morgari l’incarico di riportare alla luce le raffigurazioni. Le sedici parti affrescate, rimosse nel 1979 e affidate al restauro, torneranno nel Castello.
La mostra, fortemente voluta dal sindaco Gianfranco Guerrini e dal Comune di Vinovo, realizzata anche grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, è stata coordinata dall’assessore alla Cultura Maria Grazia Midollini affiancata da un gruppo di lavoro dell’Area Cultura, dallo storico vinovese Massimiliano Brunetto e dall’Associazione Amici del Castello. L’evento ha ottenuto il patrocinio di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, Città di Torino e Real Casa di Savoia. Si è avvalso inoltre della collaborazione della Fondazione Torino Musei / Palazzo Madama e del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e dell’Achivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino - ASTUT. Il catalogo è stato stampato da SAGEP Editori. (aise)