LE ACLI BAVIERA NEL 26° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI FALCONE E BORSELLINO

LE ACLI BAVIERA NEL 26° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI FALCONE E BORSELLINO

MONACO DI BAVIERA\ aise\ - Sono passati 26 anni da quando lungo l’autostrada che dall’aeroporto di Palermo porta al Centro Città, all’altezza dello svincolo per Capaci, il Giudice Falcone e i suoi Uomini di scorta cadevano vittime di un vile attentato di matrice mafiosa.
“Un boato che spegneva le vite di Servitori dello Stato, ma che rendeva quel sacrificio un faro, ancora oggi, contro le organizzazioni di criminalità che oscurano il futuro di un Popolo, che sfregiano le aspirazioni di nuove generazioni, che imbarbariscono un’immagine di società protesa verso lo sviluppo nel rispetto di valori di libertà e democrazia, in opposizione alle occulte forze del male”. Questo il commento di Carmine Macaluso, presidente delle ACLI Baviera, che in un comunicato ricorda anche la figura di Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio dello stesso anno in via d’Amelio.
“Le ACLI Baviera, […]richiamano la società civile, tutta, ad un’opposizione senza tregua, a mantenere alti i valori e le finalità di giustizia e legalità che in Sicilia, e non solo, Magistrati del rango di Falcone e Borsellino, con elevato senso del bene comune, hanno sempre proposto ed affermato”.
E ancora: “Risuonano ancora nella Valle dei Templi di Agrigento le parole di Papa Giovanni Paolo II: “Mafiosi, pentitevi! Verrà il giorno del giudizio di Dio!”. Un urlo agghiacciante per chi crede nella religione cristiana di tremenda, definitiva punizione”.
“Il Giudice Borsellino”, scrive Macaluso, “anche convinto che la mafia fosse usata come paravento per celare inadempienze, inefficienze, atti illeciti, propugnava un movimento antimafia che favorisse la crescita sociale, eliminasse le disuguaglianze, diffondesse lavoro e benessere. La mafia si combatte mostrando la sua vera identità liberticida e carogna per affermare che più ancora della militanza, bisogna estirpare e debellare i comportanti che appartengono alla mentalità mafiosa”.
“L’intera classe politica siciliana ed il nuovo nascente Governo a livello nazionale, avrà il compito, con lucida determinazione, di superare gli atteggiamenti prevaricatori, da parassiti, tipici della cultura mafiosa diffusa e ancora percepibili nella corruzione prevaricante, nella gestione clientelare della politica, nella mancata difesa e protezione dell’ambiente e nell’inadeguata proposta turistica e valorizzazione del patrimonio culturale”.
Il comunicato delle ACLI Baviera a firma del presidente, termina con questa considerazione: “Spesso i luoghi in cui si nasce impongono sugli esseri umani quasi un’irredimibile tirannia, un’inesorabile dittatura dalla quale non tutti riescono a salvarsi. Ma in tutti noi, società civile esempio di vita e di sacrificio come nel caso di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino impongono il risveglio delle coscienze, oggi, domani, sempre!”. (aise) 

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