LE DONNE NEL MONDO OLTRE L'8 MARZO

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ROMA – focus\aise\ - Quella dell’8 marzo è stata una festa internazionale, ma che le nostre rappresentanze diplomatiche hanno saputo declinare in base alla realtà locale.
Così, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne, l’ambasciatore d’Italia a Pechino, Ettore Sequi, ha ospitato l’ormai tradizionale incontro, giunto alla sua terza edizione, con alte dirigenti delle Amministrazioni statali, accademiche e rappresentanti del mondo diplomatico, imprenditoriale e della comunicazione. Donne italiane, cinesi e della comunità internazionale residenti a Pechino si sono confrontate informalmente sul tema dell’uguaglianza di genere. I singoli contributi all’evento hanno lucidamente indicato due punti comuni a tutte le storie raccontate: il successo professionale da una parte e la difficoltà di conciliare attività lavorativa e vita personale dall’altra. Con la volontà raccolta da ogni parte di puntare a lavorare ancora per raggiungere il traguardo della parità, che non è una questione geografica. Nel pomeriggio, l’ambasciatore Sequi ha poi consegnato l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana ad una donna che si è distinta nell’ambito della promozione culturale bilaterale. Si tratta di Wang Limei, già direttrice del World Art Museum, uno dei più importanti musei di Pechino. Proprio nello svolgimento della sua funzione di direttrice, Wang si è attivamente impegnata per promuovere la conoscenza dell’arte e della cultura italiane in Cina, organizzando diverse esibizioni artistiche dedicate, ad esempio, al Rinascimento, a Pompei ed Ercolano. Si tratta di un importantissimo riconoscimento che evidenzia una volta di più il ruolo cruciale del filone culturale nei rapporti tra Italia e Cina, due superpotenze culturali che dialogano alla pari (anche) in questo ambito.
L’Ambasciata d’Italia a Nicosia ha puntato invece sulla settima arte, promuovendo la proiezione del film "Nome di Donna" di Marco Tullio Giordana nell’ambito della rassegna cinematografica "Women’s film days – Through a woman’s lens: a year in film". Ideata e promossa dalla United Nations Country Team a Cipro, la rassegna propone lungo tutto l’anno al Goethe Institute di Nicosia una serie di storie di donne calate nella realtà di vari paesi del mondo, per creare un’occasione di dialogo su un’ampia gamma di problematiche di genere. In "Nome di Donna", il regista e sceneggiatore italiano Marco Tullio Giordana affronta il tema dell’abuso di potere sul luogo di lavoro, dove la protagonista è esposta a molestie di tipo sessuale. Il film è stato accompagnato da un messaggio del regista al pubblico della rassegna e da un intervento dell’ambasciatore Andrea Cavallari. Con questa iniziativa si è inteso "aumentare la consapevolezza, stimolare gli sforzi di sensibilizzazione e condividere le conoscenze relative alle questioni di genere. L’Italia è fortemente impegnata nella promozione dei diritti delle donne e nella lotta alla violenza contro le donne in qualsiasi forma, alle mutilazioni genitali femminili, ai matrimoni forzati di minori e alla prevenzione di abusi sessuali in situazioni di conflitto ed emergenza. Un ruolo che è stato riconosciuto lo scorso anno con l’elezione per la terza volta dell’Italia al Consiglio Diritti Umani dell’ONU".
Ogni donna è un’opera d’arte. Questo lo slogan con cui, in occasione dell’8 marzo, l’artista Marco Manzo ha ceduto in comodato all’Ambasciata d’Italia a Kabul l’opera "Evoluzione di una donna tatuata" composta da una testa in ceramica realizzata con lo scultore Marcello Simonetti e sei foto dell’artista e dei fotografi Artur Czerwinski, Pietro Piacenti e Giorgio Simonetti. L’artista italiano, che ha introdotto il tatuaggio nel mondo dell’arte e che è reduce da una personale al Vittoriano di Roma, è impegnato nella preparazione di una installazione di denuncia del femminicidio e della violenza contro le donne per la Biennale Arte di Venezia 2019 - Padiglione Guatemala, a cura di Stefania Pieralice, che si aprirà il prossimo maggio. "In questo momento storico per l’Afghanistan che presenta eccezionali opportunità per un negoziato di pace", ha dichiarato nell’occasione l’ambasciatore Roberto Cantone, "è particolarmente importante tenere a mente il ruolo fondamentale delle donne quali agenti di cambiamento ed interlocutori indispensabili per una riconciliazione stabile e duratura".
Infine l’Ambasciata d’Italia a Yangon in Myanmar ha scelto la musica del Quartetto Viotti per celebrare l’8 marzo con una serata a Nay Pyi Taw dedicata alla promozione di una maggiore consapevolezza dei diritti delle donne in Myanmar e del loro ruolo nel processo di pace. Le arie di Paisiello, Rolla e Mercadante sono state precedute da un cocktail, al quale oltre all’ambasciatrice Alessandra Schiavo, sono intervenuti il ministro per il Social Welfare, quello per la Cooperazione Internazionale e quello per l’Istruzione, un vice ministro, 40 parlamentari, ambasciatori e rappresentanti di organizzazioni internazionali e non governative impegnate nelle questioni di genere. Il giorno dopo, 9 marzo, l’ambasciatrice Schiavo ha partecipato ad una tavola rotonda organizzata con il Joint Peace Fund, di cui l’Italia è membro, l’UE e le ambasciatrici di Canada e Norvegia, volta a sostenere il contributo che leader e Associazioni femminili possono dare al processo di pace in Myanmar. Folta la presenza di deputate, imprenditrici ed esponenti di organizzazioni non governative birmane e di rappresentanti delle diverse etnie del Paese. (focus\aise) 

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