LE VIE DEL COMMERCIO ESTERO

LE VIE DEL COMMERCIO ESTERO

ROMA – focus/ aise – Vediamo alcune delle iniziative commerciali riguardanti l’Italia e non solo che si sono svolte in questa ultima decade di settembre. Partiamo dalla Polonia: qui il mercato è di grande interesse, verso di esso le esportazioni italiane nel 2018 si sono avvicinate ai 13 milioni e mezzo di euro, con un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente. Le opportunità, dunque, non mancano, vista anche la crescente innovazione tecnologica delle imprese polacche, in cerca di fornitori qualificati, e la presenza di consumatori sempre più attenti alla qualità dei prodotti. A tal proposito Trentino Sviluppo ha organizzato una presentazione Paese, promossa in collaborazione con Italdesk Central Europe, svoltasi lo scorso 25 settembre, alle ore 10.30 presso il Polo Tecnologico di Rovereto, durante la quale si è discusso di una delle economie più attrattive d’Europa, con particolare attenzione a meccanica/meccatronica e smart building. Obiettivo principale della presentazione Paese: entrare in contatto con possibili aziende partner.
La giornata di approfondimento si inserisce in una serie di iniziative espressione di una crescente attenzione trentina verso questo mercato, tra cui la visita di una delegazione di operatori economici e rappresentanti istituzionali della città di Radom, nota per la lavorazione del metallo, e l’incontro con imprese dei parchi tecnologici polacchi.
L’iniziativa ha permesso dunque di approfondire la conoscenza delle opportunità di business che la Polonia offre e permetterà e di entrare in contatto con un gruppo di imprese dei parchi tecnologici delle regioni sud occidentali del Paese, interessate a tessere nuove relazioni e trovare partner commerciali qualificati. Le imprese sono insediate, nello specifico, nell’Invest Park-WSSE e sono alla ricerca di fornitori di vario genere, dalle macchine utensili alla subfornitura, e di potenziali partner commerciali. All’incontro presenzieranno alcuni imprenditori e i rappresentanti del Cluster tecnologico di cui Italdesk Central Europe è partner.
Il programma ha previsto, alle ore 10.00, la registrazione dei partecipanti. Seguiranno, alle 10.30, i saluti istituzionali con Raffaele Farella, Dirigente del Servizio Attività Internazionali della Provincia autonoma di Trento, e Renata Diazzi, Direttrice dell’Area Internazionalizzazione di Trentino Sviluppo. Alle 10.45 hanno preso il via gli interventi di Andrea Bandirali, CEO & BM Italdesk Central Europe (“Presentazione del mercato polacco e focus settoriali: meccanica, meccatronica, smart building”) e di Beata Rzemyszkiewicz, Agenzia regionale WSSE (“Andamento dei consumi e prodotti italiani maggiormente richiesti - Presentazione delle aziende polacche”). Alle 13.00 è stato il momento delle conclusioni e un networking lunch, seguiti dagli incontri individuali.
Siamo adesso in Pakistan, dove in occasione della visita in Italia di Sardar Ahmad Nawaz Sukhera, Segretario per il Commercio del Pakistan, l'Ambasciata pakistana in Roma ha organizzato un seminario dal titolo "Doing Business in Pakistan". L'iniziativa, svoltasi il 23 settembre, è stata un'occasione per rinnovare il confronto tra CNA e i rappresentanti del Pakistan, Paese che ha visto partecipare la Confederazione a due missioni nell'arco degli ultimi anni, prima a seguito del Governo italiano in occasione della missione di sistema del 2016 e poi con la partecipazione a Karachi Expo nel 2017.
All'iniziativa era presente per CNA, Antonio Franceschini, Responsabile Ufficio Promozione e Mercato Internazionale, che a seguito delle esperienze realizzate che portarono anche alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa tra la CNA e la Camera di Commercio e Industria di Lahore si è potuto confrontare con i rappresentanti delle istituzioni pakistane per verificare possibili future progettualità. Torniamo in Italia e parliamo dell’Africa: continente in via di sviluppo, ricco di risorse minerarie e precursore delle nuove tendenze del design. È questo uno dei focus di approfondimento economico della 54° edizione di Marmomac, il salone internazionale dedicato a marmi, graniti, tecnologie di lavorazione, servizi e formazione, in programma a Verona fino a sabato.
Sono cinquanta le aziende africane che espongono quest’anno a Marmomac, in arrivo da Egitto, Zambia, Marocco, Namibia, Tunisia, Sudafrica e Angola. Una presenza ormai consolidata, come dimostrato anche dal numero di operatori che nel 2018 hanno visitato la rassegna, pari al 3,5% dei buyer esteri.
Testimonial della sua terra d’origine, l’architetto marocchino Hicham Lahlou, uno dei più affermati designer del continente nonché fondatore di Africa Design Days e Africa Design Award, ha tenuto, mercoledì scorso, il discorso d’inaugurazione della rassegna, in cui ha detto che questo “è il momento di iniziare a guardare a questo continente come a un mercato composto da 54 Paesi e di capire come costruire una collaborazione tra l’Africa e le aziende italiane”. Lahlou ha continuando sottolineando che “molti Stati stanno affrontando una fase di espansione, con grandi investimenti, grandi bisogni da soddisfare e un tasso di crescita del Pil superiore al 10%. Tra i più promettenti, in particolare, a est il Kenya e l’Etiopia, a ovest la Costa d’Avorio, il Marocco, la Nigeria, il Ghana ma anche il Sudafrica”. L’architetto ha invitato l’Italia a cogliere questa opportunità, soprattutto nell’ambito di sua competenza. “Il nostro è un vecchio continente, di antica civilizzazione, ed è proprio dalla civilizzazione che nasce il design. La collaborazione con le imprese italiane potrebbe essere molto proficua”.
Al fianco delle imprese e dei buyer africani, anche alcune delegazioni istituzionali, con ministri provenienti dall’Etiopia e dall’Angola. “Marmomac è nota come la manifestazione internazionale per il business del marmo, motivo della mia presenza in questi giorni a Verona”, osserva Samuel Hurkato, ministro etiope delle Risorse minerarie. “L’Etiopia è un Paese emergente e le costruzioni stanno vivendo una fase di grande espansione. Le imprese etiopi, in particolare, cercano la qualità dei prodotti”.
Tra gli ospiti di Marmomac c’è anche Diamantino Pedro Azevedo, ministro delle Risorse minerarie dell’Angola. “Sono stato invitato dalla Federazione internazionale ed europea delle imprese della pietra naturale per promuovere il potenziale del business angolano nel settore della pietra ornamentale -, ha commentato Azevedo -. I nostri operatori sono interessati soprattutto ai prodotti di granito, marmo e quarzite. Inoltre, le nostre imprese possono offrire all’Italia collaborazione nella produzione e commercializzazione di rocce ornamentali”.
Ieri è stata la giornata degli incontri B2B, con importanti studi di architettura internazionali. Tra i protagonisti, oltre ai partecipanti all'Archmarathon Castings Marmomac, Romarick Atoke, presidente fondatore dell’associazione AFRIKArchi, e Dominik George dello studio Saota di Cape Town.
A sottolineare l’importanza dell’Africa nel settore ci sono i dati. Tre Stati africani, infatti, figurano nella top 15 dei Paesi importatori di materiali lapidei grezzi italiani, come risulta dal Rapporto di Confindustria Marmomacchine. Al terzo posto della classifica mondiale, nel 2018, l’Egitto con 13,2 milioni di euro di import, in crescita del 37,1% rispetto al 2017. Al quarto posto l’Algeria con 11,6 milioni di euro (+7,7% sul 2017) e all’undicesimo posto la Tunisia, con 5,9 milioni di euro di materiali lapidei grezzi esportati (+36,4%).
L’Africa rappresenta anche un importante mercato per le esportazioni di macchinari e attrezzature lapidee: nel 2018 il valore dell’export verso questo continente ha raggiunto i 162,1 milioni di euro, in crescita del 4% rispetto al 2017. In particolare, l’Egitto ha importato macchine per la lavorazione di pietre ornamentali per 77,6 milioni di euro (+33,9%) e l’Algeria per 51,2 milioni (-23%). (focus\aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi