L'INIZIATIVA IMPRENDITORIALE DEGLI IMMIGRATI NELLE REGIONI ITALIANE: GLI APPROFONDIMENTI DI IDOS/ I DATI SUL MOLISE

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ROMA\ aise\ - L’iniziativa imprenditoriale degli immigrati è una realtà ormai diffusa e radicata su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito della campagna di informazione promossa nell’ambito di “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo, con capofila Amref e con il Centro Studi e Ricerche IDOS partner insieme a una rete di ulteriori enti e associazioni, sono state pubblicate schede di sintesi con i dati di ciascuna regione. Pubblichiamo oggi i dati sul Molise, da cui emerge – tra l’altro – la rilevanza delle imprese condotte dai figli nati all’estero dai migranti molisani, tornati nella patria dei genitori con il loro bagaglio di conoscenze innovative e spirito di impresa.
LA SCHEDA IDOS
Il Molise, soprattutto a causa del basso numero di abitanti e di una conformazione geografica prettamente montuosa, presenta una delle economie regionali meno sviluppate dell’Italia, caratterizzata tuttavia da incipienti segnali di cambiamento.
In questo contesto si colloca l’iniziativa imprenditoriale dei lavoratori di origine immigrata, che in Molise è arrivata a contare all’inizio del 2018 ben 2.146 imprese, con un’incidenza del 6,1% sul totale delle imprese in regione. Il numero delle imprese immigrate è in crescita a livello regionale anche se con ritmi abbastanza moderati rispetto alle imprese immigrate registrate nel Sud o nell’intera Penisola (rispettivamente +9,8%, +29,9% e +19,6% tra il 2012 e il 2017 e +2,2%, + 3,5% e + 2,8% tra il 2016 e il 2017).
Tra le imprese regionali i cui responsabili sono nati all’estero, 1.661 su 2.146 sono registrate a titolo individuale (pari al 77,4% del totale). Per queste ultime, gli archivi statistici offrono interessanti informazioni aggiuntive. Per esempio, è possibile sapere che, a livello regionale, l’incidenza femminile tra i titolari di impresa stranieri si attesta al 35,2%, collocandosi a livelli record con ben 12 punti percentuali in più rispetto alla media complessivamente registrata a livello nazionale pari al 23,3%. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale quasi i tre quarti si concentrano nella provincia di Campobasso (72,2%) e il restante quarto in quella di Isernia (27,8%). Tra le imprese regionali i cui responsabili sono nati all’estero, il 64,6% è gestito da stranieri non comunitari. Per quanto riguarda i singoli paesi specifici al primo posto si colloca il Marocco con il 21,6%.
Per quanto riguarda però il resto della graduatoria, questa si caratterizza non solo per il protagonismo dei paesi europei, per giunta comunitari, come Romania e Germania, o assimilabili, come la Svizzera, ma anche per la predominanza dei paesi storici di emigrazione di generazioni di lavoratori molisani come (citiamo di nuovo) Svizzera e Germania, ma anche Canada e Venezuela.
Si tratta, ovviamente, non di cittadini stranieri ma dei figli nati all’estero dei migranti molisani tornati nella patria dei genitori con il loro bagaglio di conoscenze innovative e spirito di impresa. Per quanto riguarda i settori di impresa il 65,6% dei titolari stranieri è attivo a livello regionale nel settore dei servizi (principalmente nel comparto del commercio con il 43,4% e di alberghi e ristoranti con il 7,2%), il 15,0% nell’industria (rappresentata essenzialmente dal comparto dell’edilizia, con il 10,1% delle imprese immigrate) e ben il 15,8% nell’agricoltura che pertanto supera addirittura di quasi un punto percentuale il settore secondario.
A livello territoriale il commercio è il primo comparto in entrambe le province, mentre la quota di titolari d’impresa stranieri attivi nell’agricoltura raggiunge addirittura il 19,3% del loro totale nella provincia di Campobasso, portando quest’ultima alla quinta posizione assoluta tra le maggiori province italiane in termini percentuali, risultato corroborato anche dalla prima posizione registrata a livello regionale dal Molise, in condominio con la Basilicata, con il 15,8%. Anche questo dato, se in prospettiva continuerà a crescere anche negli anni futuri, conferma le potenzialità insite nel contributo degli immigrati per il rilancio dell’economia regionale. (aise) 

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