L'INIZIATIVA IMPRENDITORIALE DEGLI IMMIGRATI NELLE REGIONI ITALIANE: GLI APPROFONDIMENTI DI IDOS/ I DATI SUL TRENTINO ALTO ADIGE

ROMA\ aise\ - L’iniziativa imprenditoriale degli immigrati è una realtà ormai diffusa e radicata su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito della campagna di informazione promossa nell’ambito di “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo, con capofila Amref e con il Centro Studi e Ricerche IDOS partner insieme a una rete di ulteriori enti e associazioni, sono state pubblicate schede di sintesi con i dati di ciascuna regione. Pubblichiamo oggi i dati sul Trentino Alto Adige.
LA SCHEDA IDOS
Sono 7.398 le imprese condotte da lavoratori di origine straniera sul territorio delle province Autonome di Trento e di Bolzano all’inizio del 2018, pari al 6,8% di tutte le attività imprenditoriali registrate nelle locali Camere di Commercio.
Di queste 4.024 operano in Alto Adige, il 6,9% rispetto all’insieme delle aziende provinciali, e le restanti 3.374 nell’area trentina, dove la stessa percentuale si attesta al 6,6%. Nel corso del 2017, sulla falsariga di quanto rilevato per l’intero tessuto di impresa locale, l’andamento delle attività guidate da immigrati è stato caratterizzato da un’evoluzione opposta nelle due Province.
In Alto Adige si è infatti registrato un incremento di 151 unità (+3,9% a fronte del +2,3% calcolato per l’intero Nord Est e del +2,8% della media nazionale), cui si associa la sostanziale stabilità del numero delle imprese guidate da lavoratori autoctoni (-0,1%); in Trentino, invece, i dati di Infocamere attestano un calo del 5,4% (pari a 194 imprese in meno), cui si affianca una riduzione dell’1,1% delle attività indipendenti gestite dai nati in Italia.
Allargando la prospettiva all’ultimo quinquennio (2012-2017), Bolzano si distingue ancora per dei ritmi di crescita elevati (+14,7%), mentre Trento si attesta al +5,7%, un dato condizionato dalla contrazione del 2017, che segue ad anni di continuo incremento delle iniziative imprenditoriali dei migranti (+13,4% complessivamente tra il 2011 e il 2016).
Prevalgono, in entrambi i casi, attività poco strutturate. Rispetto al panorama nazionale, però, in cui le ditte individuali rappresentano quasi 8 imprese “immigrate” su 10, tanto in Trentino che, soprattutto, in Alto Adige tale rapporto si riduce notevolmente, attestandosi poco sopra il 70% nel primo caso e a circa il 66% nel secondo.
Gli immigrati titolari di ditte individuali sono infatti 2.668 a Bolzano e 2.419 a Trento, donne in un quarto dei casi (25,0% nell’insieme). Il quadro dei principali Paesi di origine descrive una composizione simile, ma allo stesso tempo segnata da tratti specifici.
In entrambi i casi, infatti, a primeggiare è la presenza albanese, che raccoglie un settimo (14,0%) di tutti gli immigrati a capo di un’impresa individuale a Bolzano e un nono (11,7%) a Trento, e si distinguono per un contributo di rilievo i marocchini (pari rispettivamente al 12,4% e al 10,0%), i cinesi (4,3% e 6,3%) e i pakistani (4,5% e 5,5%).
In Alto Adige, poi, forte è il peso della comunità tedesca (13,9%) e di quella austriaca (10,9%), mentre in Trentino si evidenzia il ruolo dei romeni (10,0%) e dei nati in Svizzera (7,2%).
La distribuzione per settori di attività evidenzia la prevalenza del terziario, ambito in cui opera oltre la metà degli immigrati titolari di un’impresa individuale sia in Trentino (55,9%) che in Alto Adige (58,1%), attivi innanzitutto nel commercio (rispettivamente 25,3% e 25,4%) e nei servizi di alloggio e ristorazione (9,6% e 12,2%). Di assoluto rilievo anche l’inserimento nell’edilizia, un ambito in cui opera oltre un quarto dei piccoli imprenditori qui considerati (rispettivamente il 28,9% e il 28,0%), ovvero la maggioranza di quelli inseriti nel settore industriale, che nel suo insieme raccoglie circa un terzo degli immigrati a capo di una ditta individuale in entrambi i territori (rispettivamente il 33,8% e il 32,9%).
Notevole, infine, l’inserimento in agricoltura: sono attivi nel settore il 6,5% dei piccoli imprenditori immigrati in Trentino e il 7,0% in Alto Adige, vale a dire una quota più che doppia rispetto tanto alla media del Nord Est (2,6%) che dell’intero Paese (3,1%). (aise)