L'INIZIATIVA IMPRENDITORIALE DEGLI IMMIGRATI NELLE REGIONI ITALIANE: GLI APPROFONDIMENTI DI IDOS/ I DATI SULLA LIGURIA

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ROMA\ aise\ - L’iniziativa imprenditoriale degli immigrati è una realtà ormai diffusa e radicata su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito della campagna di informazione promossa nell’ambito di “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo, con capofila Amref e con il Centro Studi e Ricerche IDOS partner insieme a una rete di ulteriori enti e associazioni, sono state pubblicate schede di sintesi con i dati di ciascuna regione. Pubblichiamo oggi i dati sulla Liguria.
LA SCHEDA IDOS
Sono 20.564 le imprese condotte da immigrati che, a inizio 2018, sono risultate attive in Liguria, un ottavo (12,6%) di tutte quelle operanti in regione, a fronte di una incidenza media nazionale di 3 punti percentuali più bassa (9,6%), e circa una ogni trenta imprese immigrate presenti in Italia nello stesso anno (oltre 587.000).
In particolare, si tratta di attività imprenditoriali che in oltre 4 casi su 5 (82,9%) sono guidate da persone di origine non comunitaria e che, in linea con l’andamento nazionale e con valori vicini alla media dell’intero Nord Ovest, sono venute costantemente aumentando di numero in confronto sia a 5 anni prima (+17,2% rispetto al 2012, a fronte di una media d’area di +17,8% e di una nazionale del 19,6%) sia all’anno precedente (+3,7%, a fronte di un +3,3% del Nord Ovest e un +2,8% in Italia).
Il paragone con l’andamento riguardante le imprese guidate da autoctoni mostra che la situazione è del tutto opposta a quella di questi ultimi, dal momento che le attività imprenditoriali gestite da persone nate in Italia hanno conosciuto, a tutti i livelli territoriali citati e per entrambi i periodi considerati, una contrazione numerica generale: rispetto al 2012, si va da un -4,9% in regione a un -3,3% nel Nord Ovest nel suo complesso a un -2,0% a livello nazionale, mentre rispetto al 2016 si va, nell’ordine, da un -0,3% a un -0,4% a uno 0,0%.
Se si sposta l’analisi dalle imprese guidate da immigrati agli imprenditori nati all’estero che gestiscono imprese individuali (17.087 in tutta la regione, concentrati soprattutto nelle province di Genova, con 9.473, e Imperia, con 3.231), si osserva che tra costoro la componente femminile incide per meno di un quinto (18,5%, a fronte del 23,3% di media nazionale) e che prevalgono, nell’ordine, gli originari di Marocco (18,0%, primi anche nelle province di Genova con il 20,1% e La Spezia con il 24,7%, mentre a Savona sono il secondo gruppo con il 13,8%), Albania (17,8%, al secondo posto anche a Genova, con il 14,3%, e a La Spezia, con il 15,9%, mentre nel savonese prevalgono con ben il 36,9%) e Romania (9,0%, con punte del 9,7% a La Spezia e del 10,2% a Savona) ed Ecuador (6,4%, terzo gruppo a Genova con il 10,6%).
Il terziario è, in Liguria, il settore di attività in cui maggiormente operano questi immigrati responsabili di imprese individuali (50,5%, con punte del 57,7% nel genovese e del 55,9% nello spezzino), seguito dall’industria (44,8% in regione, ma al 57,2% nella provincia di Imperia e al 54,6% in quella di Savona) e dall’agricoltura (2,5%, con punte del 6,7% a Imperia e del 6,2% a La Spezia).
In particolare, per questi imprenditori di ditte individuali i comparti prevalenti di attività, in regione come in tutte le province liguri, sono di gran lunga l’edilizia (41,6%, con punte del 54,2% a Imperia e del 52,0% a Savona) e il commercio (33,6%, ramo prevalente nelle province di Genova e La Spezia, rispettivamente con il 40,2% e il 34,8%), seguiti a distanza dal comparto alberghiero-ristorativo (5,6% nella regione nel suo complesso, con punte del 7,5% a Savona e del 7,0% a La Spezia). (aise) 

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