L'INIZIATIVA IMPRENDITORIALE DEGLI IMMIGRATI NELLE REGIONI ITALIANE: GLI APPROFONDIMENTI DI IDOS/ I DATI SULLA LOMBARDIA

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ROMA\ aise\ - L’iniziativa imprenditoriale degli immigrati è una realtà ormai diffusa e radicata su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito della campagna di informazione promossa nell’ambito di “Voci di confine”, progetto cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo, con capofila Amref e con il Centro Studi e Ricerche IDOS partner insieme a una rete di ulteriori enti e associazioni, sono state pubblicate schede di sintesi con i dati di ciascuna regione. Pubblichiamo oggi i dati sulla Lombardia.
LA SCHEDA IDOS
Di tutte le oltre 587.000 imprese che in Italia, a inizio 2018, risultano guidate da cittadini nati all’estero sono ben un quinto (19,4%) quelle attive nella sola Lombardia, che ne ospita infatti 114.027, circa i due terzi delle quasi 178.000 operanti nell’intero Nord Ovest.
In pratica, quasi 12 imprese lombarde su 100 fanno capo a imprenditori di origine straniera (11,9%, a fronte di una media nazionale del 9,6%) e, di queste, circa 6 su 7 sono condotte, in particolare, da cittadini nati in paesi non comunitari (83,4%, contro un dato medio in Italia del 79,1%). Come rilevato negli anni precedenti, anche nel 2017 le imprese guidate da immigrati hanno conosciuto, in Lombardia, un incremento numerico in confronto sia all’anno precedente (+3,4%) sia a cinque anni prima (+21,7% rispetto al 2012): un andamento in linea sia con quello nazionale (a livello del quale si registrano rispettivamente +2,8% e +19,6%) sia quello complessivo del Nord Ovest (+3,3% e +17,8%), e soprattutto di nuovo in controtendenza con i dati delle imprese guidate da imprenditori nati in Italia, le quali hanno registrato invece una contrazione numerica tanto in Lombardia (-0,1% rispetto al 2016 e -1,6% rispetto al 2012), quanto nel Nord Ovest in generale (-0,4% e -3,3%) e in Italia (dove il numero di queste imprese è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al 2016 e risulta invece calato del 2,0% rispetto al 2012).
Del resto, se si prendono in considerazione gli 84.265 cittadini nati all’estero che, a inizio 2018, erano titolari di imprese individuali operanti in regione (la quota maggiore dei quali, pari a 37.420 persone, era operante nella provincia del capoluogo, Milano, seguita – con numeri superiori alle 4.000 unità – rispettivamente da Brescia con 9.924, Bergamo con 7.566, Varese con 5.792 e Pavia con 4.152), si osserva che tra costoro le donne incidono per circa un quinto (20,7%, a fronte di una media nazionale leggermente più alta: 23,3%).
Inoltre, in regione i tre paesi d’origine più rappresentati tra questi immigrati responsabili di imprese individuali sono, nell’ordine, i medesimi che si osservano per la provincia di Milano: l’Egitto (13,5% in Lombardia e 22,2% nell’area del capoluogo), la Cina (12,7% e 15,5%; ma il gruppo è primo nella provincia di Mantova, dove incide per il 21,6%, ed è secondo anche nel bresciano e nel bergamasco, rispettivamente con l’11,1% e il 9,4%) e infine il Marocco (12,0% e 8,7%; ma questa provenienza primeggia tra gli imprenditori immigrati di imprese individuali a Sondrio con il 25,9%, a Bergamo con il 21,5%, a Lecco con il 20,7% e a Como con il 10,7%, mentre è secondo a Mantova, Cremona e Varese, e ancora terzo a Pavia).
Il settore di attività in cui maggiormente operano i cittadini nati all’estero che, in Lombardia, guidano un’impresa individuale è il terziario, dove è convogliato il 58,2% di essi (un dato che conosce picchi superiori al 60% a Sondrio, con il 69,2%, a Milano, con il 63,8%, a Brescia, con il 61,4%, e a Bergamo, con il 61,0%). Seguono, nell’ordine, l’industria con il 38,7% (ma con punte di oltre il 50% a Mantova, Lodi e Pavia, rispettivamente con il 54,7%, il 53,8% e il 52,6%) e l’agricoltura con appena lo 0,7% (valore che ha il suo picco a Sondrio, dove raggiunge – unico territorio regionale che supera la soglia del 2,5% – ben il 6,6%).
In particolare, i comparti di attività più battuti da questi imprenditori di origine straniera sono di gran lunga l’edilizia con il 31,4% e il commercio con il 29,4% (con il primo ramo che predomina anche in tutte le province lombarde, eccetto Lecco, Sondrio, Milano, Bergamo e Brescia, dove invece prevale il commercio). Seguono, in regione, il comparto alberghiero-ristorativo (8,7%) e quello dei viaggi (7,9%). (aise) 

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