MARCINELLE: LA VOCE DEGLI ELETTI ALL’ESTERO

ROMA – focus/ aise - “Anche quest’anno, doverosamente, sarò a Marcinelle per ricordare le vittime della tragedia mineraria del 8 Agosto 1956”. Così Raffaele Fantetti, senatore di Forza Italia eletto in Europa, che ha anticipato la sua presenza alla cerimonia commemorativa al Bois du Cazier il 6 agosto.
“Lo faccio da oltre venti anni in rappresentanza degli Italiani emigrati in Europa e per rispettare la tradizione di Tremaglia che, da ministro del governo Berlusconi, riuscì ad istituire anche la giornata di commemorazione delle vittime italiane sul lavoro all’estero”, ha ricordato Fantetti che nel giorno della commemorazione ha tenuto un discorso di cui forniamo una sintesi: “[…] Questa tragedia si consumava nel 1956. Oggi a 63 anni di distanza molte cose sono cambiate. Ma tante altre no. A seguito di quella tragedia venne immediatamente bloccato il patto italo-belga. Da tragedie come questa di Marcinelle, la politica ha, tardivamente, preso atto che servivano dei cambiamenti. Le fasce più deboli, spesso costrette ad emigrare, hanno oggi finalmente diritti a cui nessuno pensava nel 1956. La carta dei “Diritti fondamentali” dell’UE garantisce oggi i diritti che i tutti i cittadini europei hanno quando si muovono all’interno dell’Europa. Ma ci sono voluti decenni e molte vittime per riuscire ad arrivare a questo punto. […] Oggi, non molti lo sanno, è anche la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. Una ricorrenza importante voluta da Mirko Tremaglia, Ministro per gli Italiani all’Estero. Fu Tremaglia che, dopo essersi battuto per l’istituzione della Circoscrizione Estero, ed essere riuscito a far inserire la Circoscrizione Estero ed il relativo diritto di voto per gli iscritti all’AIRE nella Costituzione Italiana, volle porre l’accento al valore generato dagli Italiani all’estero ed in particolar modo a coloro che all’estero hanno perso la vita sul lavoro. […] È nostro compito non permettere che le nostre vittime all’estero vengano dimenticate. Dobbiamo parlare più spesso di questa giornata per ricordare le vittime di Marcinelle e con loro tutte le altre che purtroppo continuiamo a registrare in giro per il mondo. È una battaglia senza colore politico. Una battaglia che tutti noi possiamo e dobbiamo portare avanti in memoria di chi è caduto e per i nostri figli”. A Toronto, la cerimonia in ricordo della tragedia di Marcinelle è stata organizzata dal Comites; tra i presenti anche Francesca La Marca, deputata Pd eletta in Centro e Nord America.
L’8 agosto […] ci consente di unirci e raccoglierci in un pensiero di gratitudine e di affetto per tutti gli italiani che sono caduti sul lavoro, in ogni parte del mondo”. La cerimonia a Toronto si è tenuta press oil Monumento dedicato ai lavoratori morti sul lavoro in Canada, a piazza Tagliavini, di fronte la Woodbridge Memorial Arena.
"A oltre sessant'anni di distanza, la tragedia di Marcinelle ha ancora molto da insegnarci. A partire dal rispetto verso quanti, allora come oggi, sono costretti da situazioni economiche avverse a cercare la propria strada in un altro Paese, accettando qualsiasi condizione. Quando accaduto l'8 agosto del 1956, con la tragica scomparsa di 262 minatori dei quali 136 italiani, è un monito per i tempi attuali. E ci ricorda che, non molto tempo fa, eravamo noi quelli che partivano in condizioni disperate. Proprio come chi si presenta oggi sulle nostre coste". È quanto dichiarato dalla Senatrice PD Laura Garavini, che ha presenziato alla cerimonia per la commemorazione ufficiale della tragedia in Belgio. La senatrice ha aggiunto che “stiamo assistendo a un drammatico ritorno dell'emigrazione di massa, in particolare di giovani dal Sud. La commemorazione di Marcinelle sia occasione per una riflessione più ampia sul fenomeno migratorio, sullo spopolamento che sta subendo il Meridione e sui necessari incentivi per fermare questa emorragia e far rientrare quanti se ne sono andati perché costretti. E non per scelta". La deputata PD Angela Schirò ha citato per l’occasione l’articolo di Orio Vergani “Un amaro pane per gli italiani” pubblicato sul Corriere della Sera del 9 agosto 1956, il giorno dopo la tragedia, aggiungendo che “Marcinelle è per tutti noi, anche se di generazioni lontane da quelle vicende, un richiamo forte del senso di liberazione che l’emigrazione ha avuto per milioni di persone, dello sfruttamento e dell’insicurezza a cui tanti sono stati sottoposti, della svolta in termini di sicurezza sociale che anche quelle tragedie hanno concorso a far maturare”. “Con verosimiglianza storica”, ha aggiunto, “la tragedia è stato il punto di partenza di un processo di dialogo e di responsabilizzazione degli stati a livello europeo che ha portato, sia pure nel corso di un articolato processo, agli accordi e all’unità che hanno presidiato la pace del vecchio continente e consentito la mobilità entro i suoi confini. Marcinelle è stata dunque in qualche modo riscattata dal dolore inconsolabile dei familiari e dei compagni di lavoro nelle miniere, ma anche dal fatto che essa è diventata un fermento morale e un impulso di lotta per i lavoratori italiani e non solo”.
Un messaggio è arrivato anche da Fucsia Fitzgerald Nissoli, Forza Italia, che ha ricordato: “Marcinelle oggi rappresenta un simbolo, un luogo della memoria per tutti coloro che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro, lontani da casa, e deve essere parte del nostro patrimonio culturale, assieme a Monongah, per farci comprendere i vari aspetti dell’emigrazione italiana nel mondo e le difficoltà incontrate dai nostri connazionali. Un simbolo che ci ricorda l’importanza dell’emigrazione affinché sappiamo inserirla pienamente nelle politiche elaborate per promuovere il nostro Sistema Paese e affinché sappiamo porre in essere politiche del lavoro sempre rispettose della dignità delle persone, di cui la sicurezza è premessa fondamentale”.
“Oggi in Belgio e in Italia le manifestazioni previste per commemorare le 262 vittime, di cui 136 italiani, che persero la vita nell'incendio della miniera di Marcinelle, l’8 agosto del 1956. Ogni anno in questa data ricorre anche la “Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo” per ricordare un’epoca in cui tanti sono emigrati in condizioni durissime in cerca di speranza e dignità: le stesse ragioni di chi oggi è spinto dalle guerre o dalla fame a emigrare verso l’Europa”. È quanto affermato nel giorno della tragedia da Massimo Ungaro, deputato del PD eletto in Europa.
“Questo – ha aggiunto il deputato – dovrebbe bastare a far capire a tutti quanto siano gravi e senza senso certi rigurgiti di razzismo che da tempo interessano il nostro Paese e aggravatisi con l’arrivo del Governo di Salvini. Sull'emigrazione non si può poi non considerare che sono purtroppo ancora molti i nostri connazionali che decidono di lasciare la Penisola per formarsi o cercare lavoro e altre opportunità”. Infine Simone Billi, deputato della Lega eletto in Europa: “Ricordiamo i 262 caduti sul lavoro, di cui 136 immigrati italiani, nella strage di Marcinelle. Italiani che avevano lasciato il nostro Paese per dare un futuro migliore alle proprie famiglie. È doveroso ricordare queste vittime e lavorare affinchè queste disgrazie non avvengano mai più”. (focus\ aise)