NOTIZIE DI CULTURA ITALIANA ALL’ESTERO

NOTIZIE DI CULTURA ITALIANA ALL’ESTERO

ROMA – focus/ aise – L’Ambasciata d’Italia ad Ashgabat, con i fondi del piano straordinario di promozione della cultura italiana all’estero "Vivere all’italiana", ha promosso e sostenuto la messa in scena il 19 novembre, presso il principale teatro della capitale del Turkmenistan (Makhtumghuli), della prima rappresentazione dopo oltre vent’anni di un'opera lirica italiana, "Pagliacci" di Ruggero Leoncavallo.
L’opera è stata eseguita in versione integrale con la regia di Daniele de Plano e la partecipazione del tenore Francesco Anile nel ruolo di Canio, insieme ai cantanti lirici turkmeni Bibi Amanova (Nedda), Ismail Jumaev (Tonio), Aman Amanov (Silvio), Nuri Nurev (Peppe), l’Orchestra Sinfonica Nazionale e il coro sotto la direzione di Resul Klychev.
Lo straordinario evento è stato organizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura turkmeno che lo ha scelto come spettacolo di apertura della terza edizione del Festival Internazionale di teatro che si è tenuto ad Ashgabat dal 19 al 23 novembre 2019.
Lo spettacolo era atteso con grande interesse dal pubblico che sempre accompagna numeroso e partecipe i concerti proposti dall’Ambasciata d’Italia: nel passato più recente il recital di arie d’opera in occasione del 25° delle relazioni diplomatiche nel giugno 2017, il Rossini opera concert nel maggio 2018 per il 150° del compositore pesarese, il quartetto del crooner italiano Naim Abid nel novembre 2018 in occasione del Business Forum Italia/Turkmenistan ed il recital del pianista Roberto Prosseda per il 40° di Nino Rota nel giugno 2019.
L’ambasciatore d’Italia ad Ashgabat, Diego Ungaro, considera tale serie di eventi e in particolare l’esecuzione dell’opera "Pagliacci" di Leoncavallo ad Ashgabat, resa possibile grazie a una collaborazione intensa tra gli artisti dei due Paesi, come significativi sviluppi della crescente cooperazione culturale esistente con il Turkmenistan e del dinamismo che attraverso tali iniziative la società civile del Paese è sempre più in grado di esprimere.
L’ambasciatore italiano Giuseppe Perrone ha inaugurato invece a Teheran, insieme al vice ministro per il Patrimonio Culturale, il Turismo e l’Artigianato, Mohammad Hassan Talebian, la mostra dal titolo "Italia e Iran. 60 anni di collaborazione sul patrimonio culturale", organizzata presso il Museo nazionale dell’Iran e curata dall’ISMEO in collaborazione con l’Iranian Research Institute for Cultural Heritage and Tourism.
Attraverso 52 pannelli esplicativi, testimonianze fotografiche e reperti rinvenuti nelle diverse aree di scavo, la mostra racconta e celebra i 60 anni della presenza archeologica italiana in Iran e della collaborazione bilaterale in materia di tutela e valorizzazione congiunta del patrimonio culturale iraniano.
"Le missioni archeologiche e di restauro rappresentano il fiore all’occhiello dell’articolata collaborazione culturale bilaterale", ha detto l’ambasciatore Perrone, aggiungendo che "è dovere dei nostri due Paesi, eredi di storie e culture millenarie, continuare a lavorare al rafforzamento e all’ampliamento delle iniziative congiunte per la tutela, la conservazione e la promozione delle straordinarie ricchezze archeologiche iraniane a beneficio delle generazioni future".
Il presidente dell’ISMEO, Adriano Rossi, anch’egli presente all’inaugurazione, ha evidenziato che la mostra "è la più completa e vasta iniziativa espositiva sulle attività archeologiche e di restauro mai realizzata in Iran o in Italia".
All’inaugurazione della mostra è seguito un seminario nel corso del quale i co-direttori delle missioni archeologiche congiunte italo-iraniane hanno presentato i risultati scientifici finora raggiunti e le prospettive di collaborazione futura. Infine: Nomade per vocazione ma con il cuore rivolto sempre alla sua terra, con i suoi continui viaggi da un continente all’altro. Peppe Voltarelli è diventato una sorta di Ambasciatore della canzone d’autore nel mondo e, a quanto pare, non solo della canzone italiana. L’estroso musicista calabrese sarà fino a sabato 30 novembre in Madagascar.
Dopo le ripetute tournée in America Latina, Canada ed Europa centrale, dove ha portato ritmi ed armonie radicate nella nostra tradizione canora oltre che nella sua stessa produzione artistica, Voltarella volerà in terra africana, grazie all’invito dell’Istituto di Cultura francese in collaborazione con il Consolato Onorario d'Italia.
A determinare un così prestigioso invito, senza precedenti per quanto riguarda la scena italiana, con ogni probabilità è stato anche uno dei suoi ultimi spettacoli, “I porti del Nord”, che, nato all'interno delle attività del Premio Tenco e maturato nel corso delle sue prolungate tournée all'estero, si sviluppa lungo un articolato melting pot musicale, alternando a grandi nomi della tradizione italiana, come Domenico Modugno e Sergio Endrigo, anche molti chansonnier d’oltralpe, da Leo Ferrè a Charles Aznavour, oltre che i più prestigiosi rappresentanti di una canzone di respiro europeo, da Joaquin Sabina a Jacques Brel.
Tre gli appuntamenti principali che lo attendono in Madagascar: il 23 novembre ad Antsirabe, la terza città del paese africano, ospite dell’Alliance Française, il 29 novembre nella capitale, Antananarivo, nella sala Albert Camus dell’IFM-Institut Français Madagascar, e il 30 novembre ancora ad Antananarivo per una grande festa-concerto che chiuderà quella che si prospetta come una vera e propria residenza artistica.
Il cantante calabrese, infatti, sarà impegnato anche in laboratori, seminari e incontri con musicisti ed artisti della scena locale durante i quali si intratterrà, in voce e in musica, sul fascino e la bellezza della canzone d’autore, restituita all'ascolto attraverso le sue intriganti rivisitazioni.
In tutti questi appuntamenti, assieme alla sua musica e all’estro che lo contraddistingue sul palco, Voltarelli porterà anche la sua esperienza di profondo conoscitore della canzone italiana, studiata e approfondita e poi assimilata e fatta propria in modo del tutto originale.
Due volte Targa Tenco, come miglior album in dialetto e come miglior interprete con l'omaggio a Profazio edito da Squilibri, presenterà anche la sua versione di alcuni brani di Domenico Modugno tra i quali “Dio come ti amo”, di cui un coinvolgente remix è stato prodotto dai francesi Bart&Baker a conferma della vocazione internazionale di un autore che ha scalato le classifiche di molti paesi europei ed extra-europei, dalla Repubblica Ceca al Cile, e ha avviato collaborazioni di grande prestigio con artisti come l’argentino Kevin Johansen e il The Tiptons Sax Quartet di New York. (focus\ aise) 

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