OGGI LA MARATONA TELEVISIVA SI CHIAMA BINGE WATCHING – di Nico Tanzi

ZURIGO\ aise\ - “Vi è già capitato di restare talmente invischiati nella trama di una serie TV da non riuscire a distogliere gli occhi dallo schermo fino all’ultima sequenza dell’ultima puntata dell’ultima serie disponibile? Se sì, siete in foltissima compagnia. Benvenuti nel Binge Watching - alla lettera “abbuffata di video”: il consumo compulsivo di serie TV”. Ne scrive Nico Tanzi su “La rivista”, mensile diretto a Zurigo da Giangi Cretti.
“Che è diventato una pratica comune per un’enorme popolazione di “viewers” in tutto il mondo. Soprattutto grazie alla diffusione delle piattaforme che permettono di guardare non più singoli episodi, magari a cadenza settimanale - come avviene tuttora nella TV tradizionale - ma intere stagioni del proprio titolo preferito. Dieci, quindici o più episodi, tutti assieme: di che mandare letteralmente in estasi i cultori.
Non a caso parallelamente al Binge Watching ha cominciato a diffondersi il Binge Racing, la pratica di guardare un’intera serie nell’arco delle 24 ore. Spesso appena dopo la “release”, l’apparizione della serie sul mercato.
Non si tratta di una novità in senso stretto. In fondo è dalla diffusione delle videocassette prima e poi, soprattutto, dei DVD che gli appassionati si “sparano” intere serie TV nell’arco di un weekend. Non a caso le emittenti televisive, generaliste comprese, hanno cominciato a seguire la tendenza (certo, con un po’ di fatica) programmando maratone di fiction in periodi particolarmente propizi, come le festività di fine anno. In questo caso, parliamo soprattutto di lungometraggi: si va dai classici del fantasy (Harry Potter, Il Signore degli Anelli) all’action di Mission Impossible e di Jason Bourne.
La vera novità è la concomitanza di una produzione seriale sempre più raffinata, con sceneggiature e meccanismi narrativi talmente perfetti da catturarti fin dalla prima inquadratura, con la crescita esponenziale delle piattaforme di video streaming (Netflix, ovviamente, ma anche Amazon Prime Video). Una concomitanza che ha trasformato le serie TV in un business di proporzioni colossali. Permettendo fra l’altro di valorizzare prodotti apparentemente datati.
Basti pensare che per acquistare i diritti di diffusione di Friends (infatti rivelatasi negli USA la serie TV più vista nel 2018, nonostante i 25 anni trascorsi dall’uscita della prima puntata) Netflix ha sborsato ben cento milioni di dollari.
Il Binge Watching è uno degli aspetti più evidenti della frammen tazione del consumo televisivo. Una frammentazione nata con la diffusione di schermi alternativi a quello della TV su cui guardare contenuti video. Quasi non lo ricordiamo più, ma non molti anni fa c’era chi per la televisione prevedeva a breve termine una inarrestabile decadenza, proprio a causa di computer, smartphone e tablet. La bellezza delle immagini sui maxi-schermi casalinghi ormai alla portata di tutti e - appunto - la diffusione massiccia delle piattaforme video hanno cambiato di segno quella profezia. La televisione è più viva che mai. Semplicemente, la si consuma in modo diverso dal solito: sempre più in differita, magari il giorno dopo, per chi guarda ancora i “vecchi” canali TV (per inciso: a guardarli sono ancora la maggioranza dei telespettatori).
Oppure, scegliendo film e serial su Netflix. È singolare, peraltro, come per certi aspetti il consumo “contemporaneo” di serie TV in streaming e quello “tradizionale” abbiano più di un elemento in comune. Se il telespettatore medio in Svizzera guarda la TV per 3-4 ore al giorno (e in Italia per quasi 5 ore), chi pratica il binge watching - e cioè, secondo le analisi di Netflix, due terzi degli abbonati - guarda (per definizione) almeno quattro episodi per volta. Avvicinandosi, appunto, al tempo medio giornaliero trascorso davanti alla TV dal pubblico tradizionale. Almeno da questo punto di vista, insomma, cambia tutto ma, in fondo, non cambia nulla”. (aise)