PD BERLINO E BRANDEBURGO CONTRO L’INTRODUZIONE DELLA LAPIDAZIONE IN BRUNEI

PD BERLINO E BRANDEBURGO CONTRO L’INTRODUZIONE DELLA LAPIDAZIONE IN BRUNEI

BERLINO\ aise\ - Un appello rivolto a Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni, Paola De Micheli e Andrea Orlando, quello del circolo PD di Berlino e Brandeburgo, che segue con grande apprensione le notizie relative all’introduzione della pena di morte per omosessuali e adulteri nel Brunei, Paese che da tempo ha forti legami con il nostro continente ed interessi economici consolidati.
“In Italia, per esempio, a Roma e Milano”, si legge nel comunicato del circolo, “ci sono due hotel di lusso di proprietà del Sultano, come a Londra e in altre parti del mondo”.
Anche il Parlamento Europeo ha, in modo unitario, votato una risoluzione di condanna contro il Brunei. “Questa decisione”, si legge ancora nel comunicato, “è in contrasto palese con tutti i trattati internazionali a cui l’Unione Europa fa riferimento. Il Sultano ha risposto a questa risoluzione con una lettera inviata al Parlamento Europeo in cui non solo difende la sua scelta, ma giustificandola in virtù della difesa del matrimonio e della religione locale e chiedendo quindi all’EU comprensione. Riteniamo questa risposta inaccettabile”.
“Considerando che l’Unione Europa ha sospeso i negoziati per un accordo di partenariato e di cooperazione con il Brunei, e che il Sultano non ha intenzione di modificare quanto approvato poche settimane fa”, è l’appello del circolo PD, “chiediamo che il nostro partito, attraverso i suoi rappresentanti nazionali, esprima ferma condanna contro il Brunei, che si impegni nelle sedi istituzionali affinché la sospensione dei negoziati sia a tempo indeterminato e che vengano presi provvedimenti rapidi e concreti come il blocco dei beni del Sultano in Europa, così come di tutte le attività economiche e commerciali ad esso riconducibili”.
E ancora: “Crediamo che sia opportuna una presa di posizione a favore di questa campagna da parte del PD. Dobbiamo mettere in chiaro che chi vuole instaurare rapporti economici e commerciali con l’Unione Europea e con i suoi Paesi membri deve necessariamente attenersi al set di valori e principi fondamentali che sono alla base dell’esistenza stessa dell’Unione, come sancito dalla Carta dei Diritti dell’Unione Europea”.
“Dobbiamo inoltre affermare con forza”, conclude il comunicato, “che la tutela della dignità umana e il rispetto dei diritti fondamentali dell’Uomo vengono prima di qualsiasi interesse economico”. (aise) 

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