RENDICONTO E ASSESTAMENTO: LE RELAZIONI FAVOREVOLI DELLA COMMISSIONE ESTERI

RENDICONTO E ASSESTAMENTO: LE RELAZIONI FAVOREVOLI DELLA COMMISSIONE ESTERI

ROMA\ aise\ - La Commissione Affari esteri della Camera ha esaminato ieri rendiconto e assestamento di bilancio, approvati dal Senato il 23 luglio scorso. Riunita in sede consultiva, alla presenza del vice ministro degli esteri Emanuela Del Re, la commissione si è concentrata sull’esame delle disposizioni che, in entrambi i ddl, riguardano la Farnesina.
Relatore in Commissione, Emilio Carelli (M5S) che ha proposto due relazioni favorevoli ai decreti, approvate dai deputati, con l’astensione della Lega.
Ricordato che il rendiconto generale dello Stato è “lo strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura dell'anno finanziario, adempie all'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria”, il deputato ha spiegato ai colleghi che lo stato di previsione della Farnesina prevedeva per il 2019 spese in conto competenza pari a 2.608,97 milioni di euro e pari a 2.668,58 milioni di euro in conto cassa e che “per effetto delle variazioni intervenute nel corso della gestione, gli stanziamenti definitivi di competenza relativi al medesimo Ministero ammontano a complessivi 3.070,59 milioni di euro, con una variazione in aumento di 461,62 milioni di euro (+17,7 per cento) rispetto alle previsioni iniziali”.
“Rispetto al 2017, quando la quasi totalità degli stanziamenti (circa il 99,08 per cento sul totale) era destinata ad affrontare spese correnti, il 2018 registra una lieve inversione di tendenza portando le spese correnti al 98,57 per cento sullo stanziamento definitivo del Ministero, mentre il restante 1,43 per cento è stato destinato a spese in conto capitale”, ha chiarito Carelli. La spesa finale del Ministero per il 2018 “è pari a 2.879,31 milioni di euro ha un'incidenza sul bilancio dello Stato dello 0,5%”.
Quanto ai residui, a dicembre 2018 erano aumentati di 2,33 milioni, pari, ha aggiunto, “a circa l'1,28 per cento. Essi sono costituiti per 153,24 milioni da somme rimaste da pagare sul conto della competenza e per 31,51 milioni da somme rimaste da pagare sul conto dei residui, provenienti dagli esercizi precedenti. Gli aumenti si riscontrano nei seguenti programmi: 1.5 Integrazione europea, che passa dalla previsione iniziale (1o gennaio 2018) di 5,51 milioni a 7,72 milioni (+2,21 milioni); 1.7 Promozione del sistema Paese, da 13,66 milioni a 17,28 milioni (+3,62 milioni); 1.8 Rappresentanza all'estero e servizi ai cittadini e alle imprese, da 10,32 a 13,71 milioni (+3,39 milioni); 2.2 Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza, che passa dagli iniziali 22,81 milioni a 35,62 milioni (+12,81 milioni)”.
Carelli ha quindi ampiamente approfondito il capitolo dell'Aiuto pubblico allo sviluppo (APS) per il quale le Amministrazioni pubbliche italiane per l'anno 2018 hanno impiegato 4.240,92 milioni di euro, cioè lo 0,24% del Reddito nazionale lordo (RNL).
Passando all’assestamento di bilancio – un istituto “previsto per consentire un aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente” – Carelli ha evidenziato che “lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per il 2019, approvato con la legge di bilancio 30 dicembre 2018, n.?145, recava previsioni di competenza per un totale di 2.758,58 milioni di euro, di cui 2.723,22 milioni di parte corrente e 35,36 milioni in conto capitale. Le previsioni relative alle autorizzazioni di cassa ammontavano complessivamente a 2.764,93 milioni di euro, dei quali 2.728,70 di parte corrente e 36,23 milioni in conto capitale”.
“La consistenza dei residui presunti al 1o gennaio 2019 – ha aggiunto – era valutata, nella legge di bilancio, in 37,19 milioni, per lo più di parte corrente, nella misura di 36,23 milioni, e soltanto 0,95 milioni di euro in conto capitale. La massa spendibile (competenza più residui) ammontava quindi a 2.795,77 milioni di euro. Tali previsioni – ha spiegato il deputato M5S – hanno subito variazioni nel corso dell'esercizio finanziario sia per l'incidenza di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2019, che hanno già prodotto i loro effetti sulle poste di bilancio, sia in conseguenza delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame”. Variazioni che “hanno determinato un aumento di 13,82 milioni di euro delle dotazioni di competenza e di cassa”.
Le variazioni proposte con l’assestamento vedono per la Farnesina “una diminuzione di 44,02 milioni di euro delle previsioni di competenza e di cassa, in gran parte riferita alle spese correnti (-43,77 milioni a fronte di –0,24 milioni in conto capitale)”. Si tratta, ha chiarito, “di variazioni imputabili in larga parte alla riduzione di 40 milioni degli stanziamenti del Programma 4.2 – Cooperazione allo sviluppo della Missione 4 – L'Italia in Europa e nel mondo: più in dettaglio, la riduzione degli stanziamenti è posta a carico del capitolo 2185 (Somma da assegnare all'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo per l'attuazione di iniziative)”.
Dunque le previsioni assestate per il bilancio 2019 del Maeci risultano pari a 2.728,39 milioni di euro; per quanto riguarda le autorizzazioni di cassa le previsioni si assestano a 2.734,74 milioni.
Nel disegno di legge di assestamento, ha aggiunto Carelli, “è proposto anche un aumento dei residui pari a 150,14 milioni, di cui 102,58 milioni per la parte corrente e 47,56 milioni nel conto capitale”.
il parlamentare ha quindi proposto due relazioni favorevoli, approvate dai colleghi.
Le riportiamo di seguito.
RENDICONTO 
“La III Commissione,
esaminato, per le parti di competenza, il disegno di legge, approvato dal Senato, recante Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2018;
evidenziato che:
lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno finanziario 2018, di cui alla legge di bilancio 27 dicembre 2017, n.205, prevedeva spese in conto competenza pari a 2.608,97 milioni di euro e pari a 2.668,58 milioni di euro in conto cassa;
per effetto delle variazioni intervenute nel corso della gestione, gli stanziamenti definitivi di competenza relativi al medesimo Ministero ammontano a complessivi 3.070,59 milioni di euro, con una variazione in aumento di 461,62 milioni di euro (+17,7 per cento) rispetto alle previsioni iniziali, che per la relazione della Corte dei Conti per il 2018 conferma un trend pluriennale di crescita pressoché continua dal 2013 ad oggi, con l'unica eccezione rappresentata dalla flessione rilevata nel 2014;
rispetto all'esercizio 2017 si registra una lieve riduzione della quota parte destinata alle spese correnti, che rappresentano il 98,57 per cento sullo stanziamento definitivo del Ministero, mentre il restante 1,43 per cento è stato destinato a spese in conto capitale;
in termini di competenza, la spesa finale del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per il 2018 è pari a 2.879,31 milioni di euro ed ha un'incidenza sul bilancio dello Stato dello 0,5 per cento;
nel complesso, come sottolineato dalla Corte dei Conti, la gestione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale evidenzia, con riferimento alle spese di parte corrente, il perdurare nel 2018 di una buona capacità di impegno, già riscontrata nell'esercizio precedente, pari al 93,7 per cento e di pagamento del 95,8 per cento;
si registra un aumento dei residui finali totali di 2,33 milioni, pari a circa l'1,28 per cento, costituiti per 153,24 milioni da somme rimaste da pagare sul conto della competenza e per 31,51 milioni da somme rimaste da pagare sul conto dei residui, provenienti dagli esercizi precedenti;
evidenziati aumenti rispetto alla previsione iniziale nei programmi 1.5 Integrazione europea (+2,21 milioni); 1.7 Promozione del sistema Paese (+3,62 milioni); 1.8 Rappresentanza all'estero e servizi ai cittadini e alle imprese (+3,39 milioni); 2.2 Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza (+12,81 milioni);
evidenziate, d'altra parte, riduzioni dei residui nei programmi 1.2 Cooperazione allo sviluppo (-8,3 milioni); 1.6 Italiani nel mondo e politiche migratorie (-4.45 milioni); 1.8 Presenza dello Stato all'estero tramite le strutture diplomatico consolari, da 32,25 a 27,15 milioni (-5,1 milioni);Pag. 65
quanto alla Relazione sull'utilizzo degli stanziamenti per le politiche di cooperazione allo sviluppo, prevista dall'articolo 14, comma 2, della legge n.?125 del 2014, allegata al Rendiconto generale dello Stato, emerge che l'Aiuto pubblico allo sviluppo (APS) comunicato dalle Amministrazioni pubbliche italiane per l'anno 2018 è pari a 4.240,92 milioni di euro, corrispondenti allo 0,24 per cento del Reddito nazionale lordo;
il maggiore contribuente dell'APS italiano si conferma, anche per il 2018, il Ministero dell'economia e delle finanze che, con erogazioni pari a 1.818,098 milioni di euro, determina il 42,87 per cento dell'APS complessivo; il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale si colloca in seconda posizione destinando alla cooperazione allo sviluppo, insieme all'AICS, poco più di 1,3 miliardi di euro, pari al 31 per cento circa dell'APS; nel 2018, la quota del Ministero dell'interno, pari al 22,73 per cento dell'APS, è costituita da circa 964 milioni di euro notificati destinati, in misura prevalente, all'assistenza temporanea in Italia dei rifugiati e dei richiedenti asilo;
tale dato, ove validato dall'OCSE, farebbe registrare un decremento di 0,06 punti percentuali del rapporto APS/RNL conseguito nel 2017, interrompendo la tendenza positiva del nostro APS osservata nel corso degli ultimi sei anni rispetto all'obiettivo adottato dalla comunità internazionale dello 0,7 per cento del Reddito nazionale lordo;
con riferimento ai canali di intervento, il canale multilaterale, con contributi pari a 2.528.57 milioni di euro, inclusi i contributi al bilancio dell'Unione europea e al Fondo Europeo di Sviluppo (FES), rappresenta il 60,90 per cento dell'APS complessivo;
quanto al posizionamento sul piano internazionale, sulla base dei dati preliminari 2018 pubblicati dall'OCSE/DAC l'Italia si colloca all'ottavo posto nella classifica dei donatori del Comitato per l'Aiuto allo Sviluppo-DAC per ammontare netto di APS, e al diciottesimo posto con riferimento al rapporto APS/RNL,
DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE
con la seguente osservazione:
valuti il Governo l'opportunità di adottare misure necessarie ad invertire il trend concernente l'investimento in Aiuto pubblico allo sviluppo al fine di realizzare l'obiettivo dello 0,7 per cento del RNL entro il 2030”.
ASSESTAMENTO
“La III Commissione,
esaminato per le parti di competenza il disegno di legge, approvato dal Senato, recante Disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l'anno finanziario 2019, con riferimento alla Tabella n.6, recante lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno finanziario 2019;
evidenziato che:
lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per il 2019, approvato con la legge di bilancio 30 dicembre 2018, n.?145, recava previsioni di competenza per un totale di 2.758,58 milioni di euro, di cui 2.723,22 milioni di parte corrente e 35,36 milioni in conto capitale;
le previsioni relative alle autorizzazioni di cassa ammontavano complessivamente a 2.764,93 milioni di euro, dei quali 2.728,70 di parte corrente e 36,23 milioni in conto capitale;
la consistenza dei residui presunti al 1 gennaio 2019 era valutata, nella legge di bilancio, in 37,19 milioni, per lo più di parte corrente, nella misura di 36,23 milioni, e soltanto 0,95 milioni di euro in conto capitale). La massa spendibile (competenza più residui) ammontava quindi a 2.795,77 milioni di euro;
tali previsioni hanno subito variazioni nel corso dell'esercizio finanziario sia per l'incidenza di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2019, che hanno già prodotto i loro effetti sulle poste di bilancio, sia in conseguenza delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento in esame;
le variazioni già introdotte in bilancio per atto amministrativo nel periodo gennaio-maggio derivanti dall'applicazione di provvedimenti legislativi intervenuti successivamente all'approvazione del bilancio hanno determinato un aumento di 13,82 milioni di euro delle dotazioni di competenza e di cassa;
con il provvedimento in esame, con riferimento allo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, si propone una variazione in diminuzione di 44,02 milioni di euro delle previsioni di competenza e di cassa, in gran parte riferita alle spese correnti (-43,77 milioni a fronte di –0,24 milioni in conto capitale);
quanto alla competenza, per effetto delle variazioni intervenute e di quelle proposte con il provvedimento in esame, le previsioni assestate per il bilancio 2019 del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale risultano pari a 2.728,39 milioni di euro, per quanto riguarda le autorizzazioni di cassa le previsioni si assestano a 2.734,74 milioni;
con il disegno di legge di assestamento è altresì proposto un aumento dei residui pari a 150,14 milioni, di cui 102,58 milioni per la parte corrente e 47,56 milioni nel conto capitale, per cui i residui si assestano a 187,33 milioni di euro di cui 138,81 milioni ricadono nella parte corrente e 48,51 milioni nel conto capitale,
DELIBERA DI RIFERIRE FAVOREVOLMENTE”. (aise) 

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