RIAPRE IL PARLAMENTO BRITANNICO DOPO LO STOP FORZATO DI BORIS JOHNSON – di Mariaelena Agostini

LONDRA\ aise\ - “Il Parlamento britannico verrà riaperto domani, e dalle ore 11.30 potrà normalmente riprendere i lavori. La conferma giunge da parte dello Speaker della Camera dei Comuni John Bercow, dopo la sentenza di quest’oggi della Corte Suprema che ha dichiarato illegale la sospensione delle camere voluta dal premier Boris Johnson”. Così scrive Mariaelena Agostini su “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni, dopo che la la Corte Suprema britannica ha dichiarato che la sospensione fino al 14 ottobre del Parlamento su richiesta del primo ministro Boris Johnson e avallata dalla regina Elisabetta è stato un atto illegale. Il verdetto è stato raggiunto all’unanimità dal collegio composto da 11 giudici dopo una settimana di consultazioni, raccogliendo anche le versioni dei “favorevoli” e “oppositori” della sospensione.
“Per Boris Johnson si tratta di una batosta clamorosa: la sentenza arriva dopo una serie di bocciature in Parlamento (ben sei) nell’ultimo mese, e l’approvazione di una legge anti-No Deal da parte di circa una ventina di parlamentari ribelli allo scopo di fermare il piano del premier di una Brexit “a tutti i costi” entro il 31 ottobre.
Ma non è tutto, perché nella sua tanto contestata decisione di sospendere il Parlamento, il premier britannico avrebbe di fatto tirato in ballo anche la stessa Regina Elisabetta, che ora a 93 anni si ritrova sotto i riflettori per aver approvato un provvedimento “illegale”. Ancora in vacanza nella sua dimora estiva a Balmoral, in Scozia, la sovrana non ha rilasciato ancora nessuna dichiarazione.
Il premier, che al momento si trova a New York per l’Assemblea Generale dell’ONU, ha commentato che “nonostante non trovi giusta la decisione della Corte di Giustizia, ora è importante tornare in Parlamento e portare a compimento la Brexit entro la scadenza del 31 ottobre”.
Il premier prenderà un volo con qualche ora di anticipo rispetto al previsto, per essere presente alla riapertura delle aule parlamentari domattina. Un ritorno di certo non facile per Boris Johnson, che, sconfitto ed umiliato persino dal ramo giudiziario del suo paese, dovrà affrontare l’ira dei suoi parlamentari che ora ne chiedono a gran voce le dimissioni”. (aise)