"TARSHITO FALLS IN LOVE WITH KOREA" ALLA SEOUL CITIZENS GALLERY CON L’IIC

"TARSHITO FALLS IN LOVE WITH KOREA" ALLA SEOUL CITIZENS GALLERY CON L’IIC

SEOUL\ aise\ - Sarà inaugurata il 3 settembre, alle ore 17.00, nelle sale della Seoul Citizens Gallery in Corea del Sud la mostra "Tarshito falls in love with Korea. Opere di Tarshito with Son Oe Ja". Organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Seoul in collaborazione con Seoul Foundation for Art and Culture/Seoul Citizens Hall, la mostra sarà aperta al pubblico dal 4 al 17 settembre.
L’esposizione è un esempio di come l’arte possa avvicinare culture solo apparentemente distanti e diverse. L’artista italiano Tarshito incontra l’artista coreana Son Oe Ja per dipingere insieme opere pittoriche che partono dal bagaglio creativo di ognuno dei due artisti, ma il cui risultato è una fusione di linguaggi artistici per un obbiettivo comune: l’unità. In mostra vi saranno 17 opere lavorate tra Italia e Corea ed esposte per la prima volta nella City Hall di Seoul.
L’intento di ciascuna opera è che debba contenere luce, che attraverso l’arte si mettano in circolazione informazioni che aiutino ad elevare le coscienze, a modificare le cattive abitudini e a bonificare i pensieri.
"Non vedo perché vi debbano essere tante Nazioni, tanti tracciati sulle carte geografiche. Non esistono sulla Terra. Il mondo è diviso perché l’uomo è diviso, l’uomo è diviso perché il mondo è diviso. Il mondo ci appartiene: Una sola Umanità, una sola Terra e possiamo trasformarla in un Paradiso", afferma Osho Rajneesh.
Una sola Terra, una sola umanità. È principio illuminante e portante di Tarshito che fa mettere insieme parti e frammenti di vari continenti per creare nuove nazioni e per raggiungere un senso di unità. Tarshito ha così guardato alla Corea mischiandola con l’Italia e facendola diventare una Nuova nazione e ha tentato di evidenziare la sacralità di questa nazione, che lo ha ospitato, dipingendo montagne sacre, templi, pezzi di natura e alberi i cui frutti sono i vasi che rappresentano la ricettività, le campanelle che rappresentano il richiamo del divino e i pesci l’abbondanza e Dio stesso. Ha creato un mondo nuovo e unito ed ha invitato l’artista Son Oe Ja a completare questo lavoro attraverso la sua pittura tradizionale, il cui linguaggio è universale e unificante di tutte le culture. Il lavoro di pittura è stato realizzato nel Monastero di Bomunsa di Seoul affinché l’arte, ispirata dall’alto, sia un tramite sacro da condividere con le persone.
Un’operazione che guarda all’unità e quindi all’amicizia dei popoli, delle creature, in questo caso coreane e italiane. L’opera d’arte diventa uno specchio in cui i visitatori potranno sentirsi in sintonia l’uno con l’altro, al di là delle diversità, spesso solo apparenti. (aise)


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