TESSAROLO (FIVL): NECESSARIO RISCOPRIRE IL VALORE MORALE DELLA RESISTENZA

TESSAROLO (FIVL): NECESSARIO RISCOPRIRE IL VALORE MORALE DELLA RESISTENZA

PADOVA\ aise\ - In occasione della cerimonia di Padova per le celebrazioni del 74° anniversario della Liberazione, che si sono tenute presso Palazzo Moroni, dove a seguito dell’alzabandiera c’è stata una deposizione di corone d’alloro alla presenza della presidente del Senato Elisabetta Casellati e del sindaco Sergio Giordani, è intervenuto anche Francesco Tessarolo, presidente nazionale della FIVL (Federazione Italiana Volontari della Libertà).
“Ecco che cos’è difficile in quest’epoca: gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che già vengono colpiti e completamente devastati dalla realtà più crudele. È molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perché sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perché credo tuttora all’intima bontà dell’uomo. (...)
Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace. Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali, che forse nei tempi a venire si potranno ancora realizzare!”, ha esordito con questa parole tratte da una lettera che Anna Frank scrisse nel luglio del 1944, pochi giorni prima di essere arrestata e deportata ad Auschwitz, il presidente Tessarolo.
“Le ho scelte”, ha detto Tessarolo, “in primo luogo per non dimenticare i ricorrenti episodi di razzismo che rappresentano bene fin dove possano arrivare l'ignoranza e l’irrazionalità dei nostri tempi; in secondo luogo, perché nella lettera della quindicenne tedesca si ritrovano la stessa radicalità, la stessa spinta ideale che nei medesimi giorni dell’estate 1944 portava tanti altri giovani europei a combattere il nazifascismo, anche sulle nostre montagne, nelle nostre città, nelle nostre fabbriche e campagne; una spinta ideale che mise insieme persone di ogni posizione sociale e di ogni colore politico: l'alpino reduce dalla Russia, l'operaio, il professionista con l'impermeabile e le scarpe basse, che sapeva a malapena maneggiare un fucile”.
“Si è spesso cercato di dare alla guerra partigiana un significato angustamente politico, anzi partitico”, ha aggiunto Tessarolo, “ma va detto che allora non era importante dichiarare la propria appartenenza politica, ma andare oltre l'indifferenza ed il comodo stare alla finestra in attesa dei liberatori. Va ricordato con forza che la loro, prima di tutto, fu una scelta di libertà: nulla e nessuno li costringeva a lasciare le proprie case ed occupazioni, a scegliere consapevolmente i disagi della vita in montagna, i duri sacrifici quotidiani della clandestinità ed il rischio continuo di essere catturati, torturati e uccisi; non erano certo l'interesse immediato o il tornaconto personale, bensì, gli alti ideali descritti dalle parole di Anna Frank, come ebbe a dire il 25 settembre 1945, alla prima riunione della Consulta nazionale, Mario Argenton, futuro presidente della Federazione Italiana Volontari della Libertà”.
La Resistenza italiana, ricorda Francesco Tessarolo “fu una Resistenza dalle molteplici forme, con la popolazione civile che aiutava i partigiani e nascondeva ricercati, ebrei e prigionieri alleati, con gli internati militari italiani che, a più riprese, rifiutarono il cibo e le condizioni migliori proposti dai tedeschi, con i giovani che, con armamento insufficiente ed in situazioni difficili, seppero infliggere gravi colpi alla stessa Wehrmacht”.
“È indubbio che la Resistenza armata abbia avuto un ruolo importante nella vittoria alleata, tuttavia, a distanza di oltre settant’anni dalle stragi, dai rastrellamenti, dalle rappresaglie che segnarono la guerra di Liberazione in Italia, oltre che agli aspetti militari, credo sia giunto il momento di dare il giusto rilievo proprio alla dimensione morale ed ideale della Resistenza, la dimensione che accomunò tutte le diverse e colorate culture politiche delle formazioni partigiane: sia quelle comuniste, che quelle socialiste e quelle ispirate al partito d’Azione, sia quelle liberali, che le formazioni autonome, apartitiche o cattoliche, le formazioni che poi confluirono nella FIVL”.
“In questa fase delicata e complessa della storia dell'Italia repubblicana, segnata dalla crescente frammentazione e da visioni sempre più ristrette e miopi, sorrette solo da paure e cinismo”, ha concluso il presidente della FIVL Francesco Tessarolo, “rievocare le vicende tragiche che hanno permesso la nascita della Repubblica italiana e commemorare la Liberazione significa uscire delle paludi pericolose dell’indifferenza, del fatalismo e della rassegnazione, significa ricordarci il dovere di combattere tutti i fascismi, quale sia la forma in cui la storia li ripropone, significa capire lo stretto intreccio che sempre intercorre tra le scelte collettive e quelle individuali, per ritrovare, il coraggio di amare la verità, di credere ai propri ideali ed ai propri sogni, come affermava Anna Frank, il coraggio di riaffermare, tutelare, rinsaldare sempre quella dimensione etica ed ideale, quel futuro comune e condiviso che furono la causa cui tanti italiani dedicarono il loro impegno e la loro vita. Viva l’Italia, viva la Resistenza”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi