TUTELARE GLI ITALIANI IN UK: INTERROGAZIONI ALLA CAMERA

TUTELARE GLI ITALIANI IN UK: INTERROGAZIONI ALLA CAMERA

foto Reuters

ROMA\ aise\ - Il caso di Anna Amato, la connazionale che si è vista negare il diritto di residenza permanente in Gran Bretagna perché le autorità inglesi hanno perso la documentazione di chi, come lei, è arrivata tra gli anni 50 e 60, ha riportato all’attenzione del Parlamento la questione della tutela dei diritti dei connazionali residenti a Londra e dintorni alla luce della Brexit.
In merito, alla interrogazione annunciata e presentata nelle scorse settimane da Massimo Ungaro, deputato Pd eletto in Europa e residente in Gran Bretagna, si sono aggiunte nei giorni seguenti quelle di Angela Schirò – parlamentare Pd eletta in Europa – e Giuseppina Occhionero (Leu).
In particolare, Ungaro chiede al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri degli esteri e degli affari europei, Di Maio e Amendola, “se e come il Governo intenda adoperarsi per difendere le priorità dell'Italia e dell'Unione europea nelle negoziazioni sulla Brexit, per assicurare, in particolare, la certezza legale e le garanzie necessarie a tutti i cittadini italiani residenti nel Regno Unito, affinché possano continuare a esercitare i diritti derivanti dalle normative dell'Unione europea sui diritti fondamentali, la libera circolazione e la residenza permanente” e “quale sia lo stato delle relazioni italo-britanniche”.
Schirò, che indirizza la sua interrogazione al solo Di Maio, si sofferma in particolare sulla necessità di informare i connazionali per “sensibilizzarli a registrarsi al “settlement scheme” e di fornire loro l'assistenza necessaria in caso di bisogno”. La parlamentare, inoltre, chiede al ministro degli esteri “se sia stato predisposto un monitoraggio della situazione relativa a tutti coloro che si sono trovati, o possono trovarsi, nella stessa situazione della signora Anna Amato in modo da dare al dialogo con le autorità britanniche un carattere organico e sistematico rispetto alle fasce più deboli e vulnerabili della comunità italiana, soprattutto agli anziani, profondamente radicate nel tessuto sociale del Paese, che rischiano di vedere messi in discussione i rapporti sociali e familiari e vanificata l'esperienza di una vita” e, infine, “se abbia avuto modo dì registrare nel rapporto con le autorità britanniche una reale intenzione di salvaguardare, in modo sostanziale, i diritti dei residenti provenienti dai Paesi dell'Unione europea anche nel deprecato caso di uscita senza accordo del Regno Unito dall'Unione europea stessa”.
Una necessità ribadita anche da Occhionero, secondo cui il Governo dovrebbe “modificare e irrobustire le garanzie previste nel decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22”, cioè il cosiddetto “decreto Brexit”, “tutelare i diritti della signora Amato” e “interloquire con le autorità britanniche a favore suo e delle migliaia di cittadini italiani che sinora hanno risieduto nel Regno Unito”. (aise) 

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