UN NUOVO OSTACOLO PER MAY: NON PUÒ FAR RIVOTARE I DEPUTATI SUL DOCUMENTO GIÀ RESPINTO

UN NUOVO OSTACOLO PER MAY: NON PUÒ FAR RIVOTARE I DEPUTATI SUL DOCUMENTO GIÀ RESPINTO

BRUXELLES\ aise\ - “Un nuovo, difficile, ostacolo si para sulla strada della premier britannica Theresa May se vorrà portare per la terza volta in votazione ai Comuni l’accordo che siglò con l’Unione europea e che è stato bocciato due volte dai deputati. Lo pone lo speaker della Camera John Bercow, che oggi (ieri - ndr) rispondendo ad una domanda in Aula ha detto che “se il governo desidera presentare una nuova proposta che non è né la stessa né sostanzialmente uguale a quella respinta dal Parlamento il 12 marzo, ciò sarebbe del tutto legittimo”. Ma ha aggiunto che “ciò che il governo non può legittimamente fare è ripresentare all’Assemblea la stessa proposta – o sostanzialmente la stessa proposta – di quella della scorsa settimana, che è stata respinta con 149 voti””. È quanto si legge su “Eunews”, quotidiano online diretto a Bruxelles da Lorenzo Robustelli.
“Lo impedisce il regolamento del Parlamento britannico, che non consente di votare due volte sullo stesso documento nella stessa sessione. Berkow ha spiegato che ha concesso un secondo voto perché la scorsa settimana May portò in Aula anche nuovi testi legalmente vincolanti (i documenti firmati con il presidente della Commissione europea). Però questa volta, al momento, non si sono viste nuove integrazioni legalmente vincolanti.
“Queste affermazioni non devono essere considerate la mia ultima parola sull’argomento – ha aggiunto Berkow -. Sono semplicemente intese a indicare le condizioni che il governo deve soddisfare affinché io possa decidere che un terzo voto significativo possa essere legittimamente tenuto in questa sessione parlamentare”.
Successivamente però lo Speaker ha anche detto che la Camera dei Comuni è la custode del suo regolamento, e dunque può anche cambiarlo.
Il “Solicitor general”, uno dei massimi consulenti legali del governo, Robert Bukland intervistato dalla BBC ha sottolineato che “siamo in una grave crisi costituzionale. Ci sono modi per aggirarla questo: una proroga dei lavori parlamentari e una nuova sessione. Però – ha evidenziato – stiamo parlando di ore prima del 29 marzo, francamente avremmo potuto fare a meno di questo. Ora che abbiamo questa regola da affrontare, è chiaro che richiederà molte riflessioni, molto veloci ma molto approfondite nelle prossime ore””. (aise) 

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