UN VISTO PER ATTRARRE TALENTI IN AUSTRALIA – DI DAVIDE SCHIAPPAPIETRA

UN VISTO PER ATTRARRE TALENTI IN AUSTRALIA – di Davide Schiappapietra

SYDNEY\ aise\ - "I ministri David Coleman e Karen Andrews hanno annunciato che il programma Global Talent sarà ribattezzato programma Global Talent Employer Sponsor (GTES) e reso permanente". Come spiega Davide Schiappapietra in un articolo pubblicato da SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutta l’Australia, "il Global Talent Scheme è un programma di visti "di nicchia" che è stato lanciato come sperimentazione di 12 mesi lo scorso 1 luglio 2018.
Dopo una revisione annuale, il governo ha deciso non solo di lasciarlo aperto, ma anche di renderlo permanente, in quanto prima dava accesso solo al visto TSS 482. Ora, dopo 3 anni di lavoro con lo sponsor, si potrà anche avere la residenza permanente. Un tipo di procedura già usato per il percorso attraverso i visti standard.
Il GTES ha lo scopo di portare in Australia persone altamente qualificate e specializzate a livello globale, che possano agire come "moltiplicatori di lavoro" nelle imprese australiane, cioè aiutandole a crescere e, di conseguenza, ad assumere più personale locale in futuro e sopperire a mancanza di persone in determinate aree critiche".
L'agente d'immigrazione Emanuela Canini ha illustrato ai microfoni di SBS in cosa consista il Global Talent – Employer Sponsored (precedentemente noto come Global Talent Scheme).
"D. Com'è nato e qual è lo scopo del programma Global Talent?
R. Nasce dalla politica d'innovazione che il governo ha voluto perseguire pubblicamente in questi ultimi anni, con l'intenzione di rendere l'Australia competitiva nei confronti delle altre nazioni a livello di tecnologia.
Il programma dovrebbe, in teoria, attirare quelli che vengono considerati "grandi talenti" verso l'Australia, per operare in campi specifici che sono: matematica, ingegneria, tecnologia e scienza ed essere sponsorizzati da start-up o compagnie già avviate. Questo visto può essere richiesto in quei casi in cui gli altri visti standard non possono essere utilizzati.
Il dubbio che nasce dalla proposta del governo (che reputa l'esperimento dell'anno passato un gran successo) è che sono stati approvati solo una ventina di sponsor in tutto l'anno. In realtà però il governo aveva programmato di riservare 5000 posti delle residenze permanenti totali, che saranno 160 mila in tutto quest'anno, per questo tipo di visto.
Il governo ha anche inviato degli emissari in giro per il mondo per trovare questi talenti e convincerli a venire in Australia, utilizzando ovviamente anche altri visti, se possibile.
D. Ma serve davvero?
R. Il dubbio che sorge guardando a questo tipo di programma è che i "grandi talenti" non ne abbiano bisogno, perché verosimilmente già in possesso dei requisiti per ottenere altri visti.
Il Global Talent visa non ha limiti di età e molto probabilmente i beneficiari, se professionisti affermati con anni di esperienza, potrebbero non essere più giovanissimi. Quindi potrebbero beneficiarne le persone oltre i 45 anni.
Questo era già possibile lavorando con un visto di sponsorizzazione standard TSS 482 per tre anni con un reddito elevato: situazione che permette l'accesso alla residenza permanente. Condizioni queste, in particolare quella del reddito, che sarebbero comuni anche ai menzionati "grandi talenti".
Questi fattori potrebbero essere alla base del fatto che solo venti persone abbiano usufruito del nuovo visto.
Infatti il Global Talent non può essere richiesto da chi rientri nei parametri dei visti normali o addirittura nel Labour Agreement, che è un altro accordo personalizzato tra le compagnie e il governo per facilitare chi non potrebbe ottenere i visti tradizionali".
L'audio dell'intervento dell'agente d'immigrazione Emanuela Canini durante il programma radiofonico di SBS Italian - in cui parla anche di Working Holiday Visa – è disponibile sul sito Internet di SBS. (aise)


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