UNGARO (PD): SI' AL RINVIO DELLA BREXIT, FARE DI TUTTO PER UN'USCITA ORDINATA

UNGARO (PD): SI

ROMA\ aise\ - “L'Ue concede il rinvio della Brexit di qualche settimana. La decisione sulla Brexit presa dal Consiglio UE prevede una scadenza limite al 22 maggio condizionata al voto positivo di Westminster sull'accordo di divorzio entro la prossima settimana, altrimenti il rinvio è valido solo fino al 12 Aprile. Martedì scorso in occasione delle Comunicazioni del Governo sul Consiglio Europeo sono intervenuto per ribadire - dopo averlo detto (1min.) in questi mesi più volte alla Camera - al Presidente Giuseppe Conte quanto la Brexit sia un processo storico, inedito e di primaria importanza per l’Italia”. Massimo Ungaro, deputato PD, fa il punto sulla situazione della Brexit nella sua ultima newsletter.
“Recentemente”, prosegue Ungaro, “Arron Banks, uno tra i maggiori promotori e finanziatori della campagna referendaria per uscire dall'Unione europea nel 2016, ha chiesto alla Lega di Salvini di porre un veto alla citata richiesta di proroga. Per fortuna ha prevalso il buon senso! Un'uscita senza accordo rischia di danneggiare un settore di punta del nostro export, ovvero quello dell’agroalimentare che - secondo Coldiretti - ha registrato forniture dall'Italia al Regno Unito per oltre 3,4 miliardi di euro solo nel 2018. Inoltre e' necessario fare chiarezza sullo stato dei piani bilaterali del Governo Italiano per affrontare l’eventualità di un'uscita senza accordo, il cosiddetto “no deal”: di quante unità esattamente verranno rinforzati i nostri consolati, da tempo già allo stremo ? E di quante unità verranno rinforzati i controlli doganali in porti e aeroporti? Come si agirà per evitare una nuova "windrush" italiana e per evitare discriminazioni dei nostri connazionali in possesso del nuovo permesso di residenza (il c.d. settled status) e verso quelli che ne sono sprovvisti?”
“Da ultimo”, conclude Ungaro, “ho chiesto di consentire agli italiani residenti nel Regno Unito di poter votare nei consolati alle prossime elezioni europee a prescindere da quello che succede sul fronte Brexit”. (aise) 

Newsletter
Archivi