Cgie - Stato - Regioni - Pa: verso la 4ª conferenza

ROMA\ aise\ - Un fitto programma di incontri online, a partire da gennaio, porterà alla quarta plenaria della Conferenza Stato Regioni province autonome Cgie da svolgersi in presenza, probabilmente tra giugno e luglio 2021. Questo il primo dato emerso nella videoconferenza di oggi pomeriggio, convocata dal segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, per presentare i lavori che attendono tutti gli attori coinvolti da qui alla metà del 2021. Con lui, hanno partecipato all’incontro, il ministro per affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, e il sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo. Hanno assistito ai lavori, oltre ai consiglieri del Cgie, anche il Direttore generale Luigi Vignali (Dgit), parlamentari eletti all’estero, i presidenti delle commissioni esteri di Camera e Senato, Fassino e Petrocelli, la consigliera Elly Schelin, in rappresentanza della Conferenza Stato Regioni, il presidente dell’Anci Enzo Bianco, il presidente della provincia di Matera, Marrese, come delegato dell’Unione delle Province, poi il coordinatore delle consulte regionali Scaglione.
Convocata l’ultima volta ben 11 anni fa, la Conferenza Stato Regioni per legge ha cadenza triennale; il suo obiettivo, ha ricordato Schiavone, è quello di indicare gli indirizzi politici e amministrativi che regioni e province mettono in campo per le comunità all’estero.
In attesa di potersi riunire a Roma, nella fase post pandemica, i lavori della conferenza proseguiranno online con tre sessioni tematiche: il 19 gennaio, su nuova emigrazione; il 26 gennaio su internazionalizzazione; il 3 febbraio su diritti civili e politici; il 9 febbraio con un’ultima sessione utile a definire il documento politico da proporre alla plenaria in presenza, in programma a giugno/luglio.
“Occorre ripensare il ruolo e la governance delle politiche per gli italiani all’estero”, ha ribadito Schiavone. Le comunità vanno pensate come “risorsa”, “parti attive” del Sistema Paese, non fosse altro “per i numeri dell’emigrazione”: servono quindi “nuovi strumenti”, per valorizzare questa “21ª regione italiana”.
Compito della conferenza sarà quindi riflettere su “tempi e modi” per farlo “con tutti i soggetti interessati” così da “promuovere l’italianità in società multiculturali e interconnesse”.
La conferenza ha “obiettivi ambiziosi e concreti”, ha sottolineato Schiavone, citando i tre macrotemi su cui si terranno le sessioni di gennaio/ febbraio (nuova emigrazione, internazionalizzazione, diritti civili e politici). Dalla cittadinanza all’Aire, dal voto alla rappresentanza, dalla lingua al made in Italy, tante e tali sono le questioni sul tavolo che “sarebbe utile ricostituire un Ministero che con il Governo si occupi di politiche per gli italiani all’estero”. Nel frattempo, Schiavone ha informato che “da inizio dicembre presso il Cgie è stato ha creato un Segretariato della Conferenza, che garantirà lo svolgimento dei lavori e che sarà chiamato a seguire gli sviluppi operativi assunti dalla Conferenza”.
“Molto è cambiato in 11 anni, non solo nel mondo degli italiani all’estero”, ha concluso Schiavone. “Dobbiamo attrezzarci al meglio per le sfide del futuro”.
Di cambiamenti e società digitale ha parlato anche il Ministro Boccia, osservando come essa abbia evidenziato differenze e discriminazioni, ma anche riportato all’attenzione della politica, anche europea, “una serie di temi che si riflettono in parte sui diritti universali”, come la salute e l’istruzione, ma anche l’integrazione e la tutela dei diritti individuali.
Temi che verranno declinati all’interno delle tre macro aree sintetizzate nei lavori preparatori della conferenza, su cui le regioni “hanno svolto un lavoro importante”, soprattutto sul fronte internazionalizzazione, che ora con la Conferenza potrà diventare “patrimonio collettivo”.
Importante, per Boccia, che i lavori abbiano un seguito e non si arenino così come accaduto in passato: tra gli obiettivi “generali”, infatti, il Ministro ha indicato “la garanzia della “permanenza” della conferenza; l’istituzionalizzazione del gruppo di lavoro o “cabina di regia” che monitori la realizzazione delle proposte; un forum annuale della conferenza a latere di una delle due plenarie; istituzione di un fondo di comuni e regioni da attivare in situazione di crisi, come quella che ha colpito il Venezuela, o nel caso della pandemia o di catastrofi naturali; sensibilizzazione dell’Unione europea sui valori della cittadinanza europea e dell’Europa in movimento”. Infine, la “concretizzazione la segreteria operativa della conferenza, coordinata dal cgie presso la Farnesina con fondi e personale adeguati”.
Obiettivi condivisi anche dal sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo, che ha esordito ribadendo l’importanza di individuare “obiettivi attuabili” con “percorsi concreti”.
Tra i “punti chiave” alla base dei lavori Merlo ha indicato la “consapevolezza sulla nuova mobilità” cioè sui “56mila giovani dai 18 ai 24 anni che nel 2019 hanno lasciato l’Italia”. E se per loro “è fondamentale pensare a una rete di accoglienza”, allo stesso tempo non deve essere perso il “patrimonio” rappresentato “dalle comunità storiche”, che possono essere “ravvivate da questi nuovi inserimenti”. Inoltre occorre “potenziare i rapporti bilaterali tra l’Italia e i Paesi di destinazione”, pensare al “rafforzamento di nuove formule che ravvivino l’associazionismo italiano all’estero”, ha aggiunto Merlo citando le associazioni di giovani professionisti o i gruppi di ex alumni delle università italiane o quelle nate sui social. La “nuova mobilità ha un valore aggiunto se all’espatrio segue il rientro dei giovani connazionali”. La conferenza, quindi, deve essere occasione di “una riflessione sui meccanismi della migrazione circolare”.
Quanto all’internazionalizzazione – secondo macro tema individuato nei lavori preparatori – per Merlo è “davvero cruciale” soprattutto nel “post pandemia”, a partire dal turismo e dal “turismo delle radici su cui Farnesina da tempo è in prima linea”. Sul fronte dei diritti, il sottosegretario ha citato in particolare l’assistenza sanitaria “perché i giovani non si iscrivono all’Aire per non perdere la copertura italiana” ma anche le agevolazioni fiscali come l’IMU, la cui esenzione spera di ristabilire nella legge di stabilità, e l’estensione agli italiani all’estero delle misure previste nei vari decreti – rilancio, semplificazione e così via – su cui “è necessario informare costantemente gli italiani all’estero”.
L’auspicio, ha concluso il sottosegretario, è che “la conferenza, che finora si è riunita solo tre volte, grazie al proficuo lavoro di questo Cgie e alla volontà politica del Governo riconvochiamo in plenaria dopo 11 anni, questa volta acquisti davvero il carattere di permanenza e che i lavori e le proposte vengano seguiti con costanza e stabilità”. (m.cipollone\aise)