CIAMPI, UN PRESIDENTE CHE EBBE A CUORE LA STORIA DELL’ITALIANITÀ ADRIATICA – DI GIUSEPPE DE VERGOTTINI

Ciampi, un Presidente che ebbe a cuore la storia dell’italianità adriatica – di Giuseppe de Vergottini

TRIESTE\ aise\ - Ricorreva il 9 dicembre scorso il centenario della nascita di Carlo Azeglio Ciampi (1920-2016), Presidente della Repubblica italiana dal 1999 al 2006 che dimostrò particolare sensibilità nei confronti della storia del confine orientale italiano. D’altro canto, dopo la laurea in Filologia classica, lo statista livornese ne conseguì una seconda in Giurisprudenza, grazie alla quale poté iniziare la sua carriera nella Banca d’Italia, avendo come relatore l’ex legionario fiumano Giovanni de Vergottini, originario di Parenzo d’Istria.
Nel 2001 appose la firma alle leggi 72 e 73 che finanziavano rispettivamente l’associazionismo degli esuli istriani, fiumani e dalmati e le istituzioni della comunità italiana nella ex Jugoslavia, con l’intento di salvaguardare, conservare e divulgare la storia e la cultura dell’italianità nell’Adriatico orientale.
Avrebbe poi promulgato la Legge 92 del 30 marzo 2004, la quale andava ad istituire il Giorno del Ricordo, e l’anno successivo avrebbe assegnato le prime Medaglie d’Oro al Valor Civile alle vittime delle stragi compiute dai partigiani comunisti di Tito nella fase finale della Seconda Guerra Mondiale.
Una delle prime ad essere riconosciuta meritevole di tale riconoscimento è stata Norma Cossetto, una studentessa sua coetanea che veniva violentata ed infoibata ancora viva dai “titini” in quelle stesse giornate in cui il Sottotenente del Regio Esercito Ciampi si univa ai partigiani sulla Maiella. Figlia di un piccolo gerarca lei, vicino al Partito d’Azione lui, si trattava di due ventitreenni travolti dal collasso politico, militare ed istituzionale che fu l’8 settembre 1943. Conferendo la medaglia a Licia Cossetto, l’affezionatissima sorella di Norma, Ciampi ha contribuito a ricucire la lacerazione che aveva portato l’Italia in una guerra civile e a perdere gran parte di quelle terre annesse a costo di enormi sacrifici alla fine della Prima Guerra Mondiale.
Presente nel 2004 alle cerimonie per i 50 anni del ritorno dell’Italia a Trieste, Ciampi avrebbe contestualmente conferito la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria dei sei triestini uccisi dalla polizia del Governo Militare Alleato nelle manifestazioni di piazza del novembre 1953 per l’italianità del capoluogo giuliano.
Ricordare la figura istituzionale di Ciampi significa riconoscere il suo ruolo nel reinserimento della storia delle terre adriatiche nella coscienza nazionale di una Repubblica nata in un referendum cui triestini, goriziani, istriani, fiumani e zaratini non poterono prendere parte benché ne avessero diritto e fosse stato inizialmente previsto. Dopo il bacio di Pertini alla bara di Tito, le visite di Cossiga e di Scalfaro alla Foiba di Basovizza (riconosciuta come Monumento Nazionale) avevano avviato la riscoperta di queste pagine di storia patria, che Ciampi ebbe il merito di contestualizzare nella riscoperta del patriottismo da lui propugnata. (giuseppe de vergottini*\aise)
* Presidente Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati 

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