FUORI DALL’UK CAUSA COVID: IL CHIARIMENTO DELL’HOME OFFICE NEL RILASCIO DEL SETTLED STATUS – DI RAFFAELE VALLEFUOCO

Fuori dall’UK causa Covid: il chiarimento dell’Home Office nel rilascio del Settled Status – di Raffaele Vallefuoco

LONDRA\ aise\ - “Il pre-settled status per gli europei intrappolati dal Covid è salvo, ma a precise condizioni. Ad annunciarlo è l’Home Office che, sollecitato dalle organizzazioni a tutela dei cittadini UE nel post-Brexit, ha pubblicato le nuove linee guida sul settlement scheme”. Ne scrive Raffaele Vallefuoco per “LondraItalia.com”, quotidiano online diretto da Francesco Ragni.
“Il Ministero, in particolare, è intervento a chiarire se i cittadini europei in possesso di pre-settled status, rientrati nei rispettivi paesi d’origine, sono a rischio di interruzione del periodo di residenza continuativa.
Alla luce del nuovo sistema di migrazione, i titolari di pre-settled status hanno diritto a permanere nel Regno Unito per un periodo non superiore ai 5 anni, trascorsi i quali si può applicare per il diritto a risiedere nel Paese indefinitamente, nella forma del settled status.
Per ottenerlo, però, non si deve aver interrotto per un periodo superiore a sei mesi la permanenza in UK . Assenze superiori, in base al nuovo sistema, fanno perdere l’eleggibilità per il settled status. Si potrà ancora vivere e lavorare nel Paese per i successivi cinque anni, ma decorso questo periodo si dovrà applicare al nuove regime migratorio.
Quindi con migliaia di europei rientrati nei rispettivi paesi a causa dell’emergenza sanitaria, il periodo di residenza continuativa rischiava di essere compromesso.
Invece, come chiarito adesso dalle nuove direttive del Ministero degli Interni, una assenza una tantum superiore a sei mesi, ma comunque inferiore ad un anno, non inficia il pre-settled status. Ma ad una precisa condizione. Si deve infatti dimostrare che l’assenza prolungata sia stata diretta conseguenza del Covid.
Tra le ipotesi indicate del Ministero l’impossibilità di fare rientro in UK a causa di misure di salute pubblica, ad esempio lo stop ai viaggi internazionali o essere stati soggetti a quarantena, nonché aver contratto il virus.
A queste precise condizioni, e dimostrando quindi di essere incorsi in queste specifiche ipotesi, che non si invaliderà il periodo di residenza continuativa e si potrà applicare con successo al settled status.
Soddisfazione tra le organizzazioni a tutela dei cittadini europei nel post-Brexit, che vedono nel recente intervento, un elemento di ragionevole chiarimento”. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi