I DUE SECOLI D’AMERICA DI MAURO LUCENTINI

I DUE SECOLI D’AMERICA DI MAURO LUCENTINI

NEW YORK\ aise\ - “Con commozione e dolore annunciamo la morte del grande giornalista italiano e anche columnist de La Voce di New York Mauro Lucentini. È scomparso ieri (martedì 28 - ndr), a New York, alle 6:24 pm. Nato a Roma, aveva 96 anni. Ce lo hanno appena comunicato i figli”. Così Stefano Vaccara dà notizia della scomparsa di Lucentini sulle pagine de “ La voce di New York” che dirige. Per ricordare il giornalista, “La voce” – oltre al ricordo del suo direttore – ripubblica uno speciale anche video dedicato a Mauro e alla sua vita in America firmato da Marta Corradi e Davide Mamone.
Vaccara: “Il messaggio dei suo figli recita: "Purtroppo papà è morto ieri sera intorno alle 18:24. Si era rotto un'anca qualche settimana prima, che gli avevano aggiustata, però l'intera cosa ha messo in moto una specie di crollo generale. Ha evitato il coronavirus, ma alla fine è morto essenzialmente di vecchiaia. Comunque pensiamo che se ne sia andato pacificamente e senza soffrire". Jack e Gioacchino (Eric) Lucentini.
A Jack e Eric vanno le nostre più sentite condoglianze.
Mauro Lucentini è stato corrispondente dagli Stati Uniti per oltre mezzo secolo scrivendo per varie e importanti testate nazionali. Giornalista di razza e polivalente (con la stessa competenza e passione spaziava dalla politica internazionale all'arte contemporanea...), da anni teneva su “La Voce di New York” la column "Art Street", con cui informava i nostri lettori di ciò che avveniva nel mondo "del bello" a New York.
Mauro è stato autorevole giornalista e scrittore - celebre una sua guida culturale di Roma- e anche un generoso amico del nostro giornale e del suo direttore, sempre affettuoso e pieno di consigli preziosi, soprattutto per i nostri più giovani collaboratori. Ci mancherà molto, e pensiamo che mancherà molto anche all'intera comunità italiana di New York, un pezzo della sua grande storia che se ne va e che non verrà mai dimenticato.
Nella bio della sua column "Art Street", si era descritto così: "Sono nato e vissuto a Roma che però ho abbandonato più di mezzo secolo fa per fare il giornalista in varie parti del mondo. Ne ho tratto una specie di complesso di colpa nei confronti della mia città natale, complesso che ho un po’ alleviato scrivendo da lontano una Grande Guida di Roma, che si vende in diverse lingue in diversi paesi. A New York venni per rimanerci tre o quattro anni, invece ci incontrai la ragazza più carina e dolce del mondo così ci sono rimasto, mettendo su, come si suol dire, famiglia. Lei però, pur essendo tanto più giovane di me, è poi scomparsa come un fiorellino che muore. In questa lunga carriera, cominciata quasi da bambino, ho sempre scritto sia di politica che di arte e di questo non mi pento". Ciao Mauro e grazie per aver donato così tanta "bellezza" alla nostra "libertà”".
Questo lo speciale di Marta Corradi e Davide Mamone.
“A cavallo tra due secoli Mauro Lucentini, scrittore e giornalista nato a Roma nel 1924, racconta i suoi Stati Uniti, la storia e i cambiamenti di cui ha scritto sui maggiori quotidiani e nei suoi libri. Con la politica, la cultura e arte, ha incontrato personalità come Ronald Reagan e Andy Warhol
Siamo stati nell’Upper East Side di Manhattan, a casa del grande giornalista e scrittore Mauro Lucentini che da oltre mezzo secolo vive negli Stati Uniti. Abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare la testimonianza di una delle voci che meglio ha testimoniato gli ultimi sessant’anni di storia, politica, arte e cultura americana.
In esclusiva per La Voce, le video interviste a Mauro Lucentini.
L’ARRIVO IN AMERICA
Dopo aver contribuito a creare l’Ansa in Italia, Mauro Lucentini viene inviato negli Stati Uniti come capo dell’agenzia giornalistica italiana nel nord America. Scrive il libro America che cambia e inizia a collaborare per la rivista Il Mondo. Dopo qualche anno Indro Montanelli lo chiama a scrivere per Il Giornale col quale rimane per quindici anni. Seguono numerose collaborazioni e la scrittura di vari libri, tutt’ora continua la sua attività di scrittore e giornalista.
RONALD REAGAN E LA POLITICA AMERICANA
Negli anni in cui Mauro Lucentini collaborava con la rivista Commentary, fu il solo al quale Ronald Reagan concesse due interviste durante la sua campagna elettorale. Successivamente ci furono altre interviste con Reagan ormai Presidente.
TRUMP E HILLARY
“Questa è la prima volta che negli Stati Uniti c’è stata questa scelta tra due persone odiate invece che tra due persone amate nel quasi secolo che sono qua”.
NEW YORK E L’ARTE
L’arte americana e quella europea, dalla minaccia che a New York l’arte diventi oggetto di carattere commerciale al racconto della sua amicizia con il grande artista Andy Warhol.
GLI ITALIANI IN AMERICA
Ancora negli anni cinquanta essere italiani negli Stati Uniti era un elemento di inferiorità. Chi è arrivato si è scontrato con una civiltà completamente diversa. Oggi rimangono le difficoltà di definirsi italiani all’estero come in Italia.
RICORDI PIÙ BELLI E I RICORDI PIÙ BRUTTI
Il bellissimo ricordo dell’amata e stimatissima moglie Paola. I viaggi che gli hanno fatto scoprire un mondo nuovo, visto non solo attraverso i suoi occhi ma anche attraverso quelli del fratello, il celebre scrittore Franco Lucentini, il cui ricordo è sempre presente. “L’America quasi non è una nazione, ma la cuspide della civiltà, di quello che sono gli esseri umani, della loro evoluzione””. (aise) 

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