I GIOVANI ITALIANI IN RETE RICORDANO IL SEMINARIO DI PALERMO

BASILEA\ aise\ - Rivendicare il diritto alla felicità che dalla tradizione afroamericana è risuonato un anno fa al Seminario di Palermo nella comunità di italiani all’estero. Un diritto strappato pezzetto dopo pezzetto, in Svizzera, dopo essere rientrati da quella “straordinaria esperienza”. Così, il GIR - Giovani Italiani in Rete - ha voluto ricordare il primo anniversario del Seminario di Palermo, che ha unito giovani migranti italiani nel mondo al quale i rappresentanti del GIR hanno partecipato come delegati dei vari Comites italiani in Svizzera.
“Abbiamo unito in rete giovani migranti italiani che vivono sul territorio elvetico - hanno spiegato i rappresentanti del GIR - e giorno dopo giorno continuiamo insieme a tessere la tela dei nostri sogni e delle nostre libertà. Scevri da atti sensazionalistici proviamo nel nostro quotidiano a rivendicare quei diritti che la lotta della migrazione italiana in terra elvetica ci ha consegnato”.
Quella svizzera è una storia importante di migrazione e conquiste che il GIR spera di poter proseguire con gli stessi ideali di uguaglianza e libertà. “Questo primo anniversario del Seminario di Palermo arriva in un momento internazionale di importante difficoltà - ha ricordato ancora la rete dei giovani italiani -. Dalla Svizzera seguiamo con apprensione gli sviluppi e anche il quotidiano dei nostri Connazionali in Italia, dei nostri amici, delle nostre famiglie. Nel nostro piccolo, spesso sostenuti dai Comites, dai Consolati, dal CGIE, cerchiamo di offrire assistenza e supporto alla nostra comunità che risiede in Svizzera. È un momento di grave emergenza globale che richiede l’impegno e la solidarietà da parte di tutte e tutti noi. Anche per la particolare situazione in cui cade questo primo anniversario del Seminario, crediamo indispensabile riempirlo di azioni e di contenuti portatori di significati di fratellanza e sorellanza”.
Il lavoro per i migranti italiani giovani e meno giovani nel mondo è tanto e “richiede tutta la nostra attenzione. Ringraziamo il CGIE per supportarci e spronarci sempre in questa direzione. Terminata l’emergenza sanitaria, una situazione di crisi economica e sociale importante potrebbe colpire soprattutto gli strati più deboli della società”. A tal proposito il GIR ha detto di auspicare che le Istituzioni italiane “si facciano carico di mettere a disposizione ammortizzatori sociali, welfare e sostegni perché la crisi non ricada sulle spalle dei più fragili. In Italia così come per noi Connazionali all’Estero”.
Da parte loro, la rete dei giovani italiani ha scritto di credere nell’importanza di contribuire alla ripresa del Paese d’origine. “Dalle terre in cui siamo emigrati, spesso proprio a causa di altre crisi economiche e sociali che hanno colpito l’Italia, in cui cerchiamo e cercheremo di elaborare iniziative e strumenti di sostegno in questa direzione. E dall’Italia stessa, accettando e rilanciando l’invito che da più Ministeri si è levato, contribuire presto alla ripresa del turismo nel nostro Paese. Mostrare al mondo intero e a tutti i suoi giovani emigrati le straordinarie ricchezze turistiche, architettoniche e culturali, l’eterna bellezza che l’Italia serba. Crediamo, allora, che un’occasione che non dovrebbe essere mancata sia proprio quella di un secondo Seminario che unisca, di nuovo, i giovani italiani emigrati in tutto il mondo nel nostro Paese d’origine, l’Italia, oggi in ginocchio, e in particolare l’antica e preziosa città lombarda di Bergamo dove la tragedia del COVID-19 massicciamente ha mostrato i suoi effetti. Noi - ha concluso a riguardo il GIR - siamo pronti ad assumere questo impegno attivo verso il nostro Paese, e sarebbe un modo importante di celebrare, replicandolo, lo straordinario primo Seminario dei Giovani Italiani nel Mondo che dalla stupenda cornice del Sud della Sicilia porta i suoi giovani migranti al Nord della Penisola. Con gratitudine nei confronti del CGIE che ha reso possibile tutto questo con il primo Seminario, e con speranza e vicinanza all’Italia”.
Ma la rete dei giovani italiani ha anche ricordato, per il 15 aprile passato, anniversario della nascita di Leonardo Da Vinci, la Giornata della Ricerca Italiana nel Mondo. Per la quale hanno deciso di “raccontare tre storie di ricercatori italiani. Ricerca di base, applicata e umanistica si raccontano nelle esperienze di Giulia, Eva e Pedro che da Ginevra, Zurigo e Mar del Plata portano avanti i loro progetti”. Il video delle loro storie è disponibile a questo link. (aise)