I ricercatori italiani nel mondo patrimonio da salvaguardare

ROMA\ aise\ - Aerospazio, energia, medicina, nuove tecnologie, compresa quella robotica. Sono solo alcuni dei campi per i quali i ricercatori italiani si spostano nel mondo, creando comunità italiane scientifiche all’estero. E sono anche alcuni dei campi sui quali si è discusso, in versione digitale, questo pomeriggio, 12 dicembre, alla XV Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo organizzata dalla Texas Scientific Italian Community (TSIC), in collaborazione con la Rice University, e coordinata e ideata da Vincenzo Arcobelli, consigliere Cgie.
Ad aprire l’iniziativa moderata dalla giornalista della Rai, Patrizia Angelini, è stato il Presidente della Texas Scientific Italian Community, Alberto Pimpinelli, che ha presentato lo stato della ricerca italiana negli Stati Uniti, e nella città di Houston in particolare, ma anche in Europa, e più generale nel mondo, in questo ultimo travagliato anno.
A dedicare un saluto alla comunità scientifica presente all’incontro è stato anche il Console Generale d’Italia a Houston, Federico Ciattaglia, che portando anche i saluti dell’Ambasciatore d’Italia negli USA, Armando Varricchio, nel suo intervento ha parlato dell’importanza della comunità scientifica italiana negli States e dei loro protagonisti, che “continuano a dare lustro al nostro paese”. E si è detto anche felice della presenza alla conferenza delle varie associazioni, “fondamentali per la diplomazia scientifica che ha un ruolo sempre più importante per i rapporti tra Paesi”. A tal ragione ha ricordato infatti i finanziamenti del Maeci per la cooperazione scientifica, che ha potuto dare molte risorse finanziarie a supporto di questi progetti. E infatti la ricerca, specie negli States, sta segnando “un’espansione notevole”. E tale espansione “permette di stringere il rapporto tra Italia e USA, in particolare nelle scienze di base e in quelle della vita”. Ma, secondo quanto espresso dal diplomatico italiano, l’Italia vuole estendere questo rapporto anche a diversi altri settori, specie nelle nuove tecnologie.
Ha preso parola poi Vincenzo Arcobelli, entusiasta per questa “giornata straordinaria”. Il suo entusiasmo è stato dettato dal fatto che questa manifestazione, che per la prima volta ha dovuto spostarsi in digitale causa pandemia, è arrivata “al 15° anno”. E lo ha fatto ottenendo sempre più patrocini, sia dagli Stati Uniti che dall’Italia, tra cui il Consiglio nazionale delle ricerche, l’Enea, ma anche dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Cgie e dal Ministero dell’Università e della Ricerca.
Arcobelli ha fatto poi una panoramica di questi 15 anni, partendo dal passato, passando per il presente e concludendo con 3 proposte sulle quali concentrarsi nel futuro per “promuovere una delle eccellenze nostrane”. Questa è infatti “una manifestazione che è cresciuta nel corso degli anni. Il primo anno partì con una sorta di anagrafe dei ricercatori italiani nel mondo. E le collaborazioni sono continuamente cresciute”. Passando all’oggi, il consigliere ha spiegato l’importanza dell’associazionismo: “è fondamentale inserire il mondo dell’associazionismo all’estero. Nel pre-covid l’emigrazione made in Italy era incrementata notevolmente. Tra questi anche molti ricercatori, che lasciano l’Italia per necessità. E a volte hanno bisogno di assistenza, perché si sentono isolati. Ed ecco che diventa fondamentale il ruolo delle associazioni”. Ma per fare le cose al meglio, secondo Arcobelli, ad oggi è necessario “un nuovo modo di fare comunicazione, incoraggiando l’attività del mondo delle associazioni”. E infine il futuro, evidenziando l’importanza di “celebrare un momento di eccellenza e di gratitudine per il lavoro dei ricercatori”. Sono tre, infatti, le cose fondamentali che devono uscire dalla conferenza secondo l’ideatore di questa: 1, “c’è la necessità di creare dei webinar mensili o annuali per tematica, come per temi medici, robotica e oltre”; 2, “c’è la necessità di fare proposte provenienti da altri paesi oltre che dagli USA”, dunque allargare la comunità; 3, “proporre a Rai Italia di creare una rubrica sulla ricerca italiana nel mondo, con una collaborazione con le associazioni, per far conoscere al mondo cos’è la ricerca italiana”.
Dopodiché la moderatrice Angelini ha letto la lettera che la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha voluto mandare alla manifestazione, esaltando l’iniziativa odierna, poiché “la ricerca italiana nel mondo è motivo di profondo orgoglio nazionale”. La seconda carica dello Stato ha anche ricordato l’importanza della ricerca per il mondo, per il futuro e per l’Italia, specie in questo momento di emergenza sanitaria. “La ricerca - ha sottolineato - deve essere alla base di ogni politica. E questo prestigioso meeting può essere un crocevia di stimoli”.
Ha partecipato, attraverso un videomessaggio, anche il Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi: “la comunità dei ricercatori italiani in Usa e nel mondo è una grande risorsa per l’Italia. È un luogo che può aiutare i nostri studenti e ricercatori. Serve dunque grande impegno da parte nostra per mantenere un contatto continuo con queste comunità”.
Poi ancora un altro intervento in videomessaggio istituzionale, questa volta da parte di Pierpaolo Sileri, Viceministro alla Salute, che come prima cosa ha ricordato il suo passato da expat, proprio a Houston. Un argomento caro dunque a Sileri, che conosce “le comunità di ricercatori italiani all’estero. E l’Italia è davvero protagonista nella ricerca nel mondo”. A tal fine ha enfatizzato anche gli accordi di cooperazione sulle scienze della vita, specie su due punti fondamentali: medicina e tecnologia robotica. “Due punti fondamentali”, poiché “la scienza non ha confini”.
Infine, prima degli interventi di Antonio Giordano (Presidente Sbarro Health Research Organization), Simone Lucatello (Presidente Associazione Ricercatori Italiani in Messico), Emilia Giorgetti (Attaché Scientifica all’Ambasciata d’Italia in Messico) e Cinzia Zuffada (Presidente Italian Scientists & Scholars in North America Foundation - ISSNAF), ha parlato anche Fabio De Furia (Presidente della Miami Scientific Italian Community), il quale ha spiegato come la cosa fondamentale sia “coniugare il saper fare con il saper essere”, che è una cosa che “l’Italia ha e per la quale deve essere orgogliosa”. Ha poi ringraziato Vincenzo Arcobelli “per la sua missione volta alla promozione della cultura e della ricerca”. Ma il punto centrale toccato da De Furia è quello che lui definisce il “trasferimento dalla ricerca alla società”. Ha infatti detto di aver creato, assieme alla sua associazione, “diversi strumenti per stimolare un processo dinamico tra mondo della ricerca e quello della produzione”. Ma non solo, ci sono anche iniziative “che presentano la ricerca made in Italy alla società, per non farla rimanere chiusa nel proprio laboratorio”, o altre iniziative sempre finalizzate alla promozione dell’Italian Style of Life e volte alla promozione “dell’affascinante mondo della ricerca”, che serve per “mobilitare risorse economiche, e non solo intellettuali”, perché “la ricerca serve a cambiare il paese, serve per essere più civili e moderni, e ci serve per dire ai nostri ragazzi che il paese ha bisogno di voi”. (lu.matteuzzi\aise)